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Estrarre bio-carburante dalle alghe è l’obiettivo di Eni, che ha avviato un impianto sperimentale di nuova generazione di Biofissazione Intensificata della Co2 per la produzione di bio-olio algale

Produrre bio-carburante a partire dalle alghe, ecco il progetto a firma Eni avviato a Ragusa, dove la società ha inaugurato un impianto sperimentale di nuova generazione di Biofissazione Intensificata della Co2 per la produzione di bio-carburante algale che potrà essere utilizzato dalla nuova bio-raffineria di Gela.

La  Co2 prodotta dai pozzi di idrocarburi viene utilizzata per la crescita di microalghe in combinazione con la luce solare, nell’impianto di Biofissazione si produce una nuova materia prima biologica, la farina di un’alga, per la preparazione di un bio-olio che potrà essere utilizzato dalla nuova bio-raffineria di Gela, attualmente alimentata ad olio di palma.

A regime si potranno catturare circa 80 tonnellate l’anno di Co2 e produrre circa 40 tonnellate l’anno di farina algale.

L’ambizioso progetto sfrutta una tecnologia, brevettata e fornita da Sun Algae Technology: questo è uno dei primi esempi a livello mondiale di applicazione della tecnologia nel settore Oil&Gas e sarà un modello unico sul territorio nazionale per perfezionare la tecnologia.

 

Fonte: http://energiaoltre.it/

Navigant Research ha recensito 15 fornitori leader per i sistemi di monitoraggio e soluzioni di gestione intelligente dei consumi. Tra questi SMA è risultata la migliore.

Navigant Research, società di consulenza americana, ha recensito SMA Solar Technology AG tra le principali aziende nella fornitura di sistemi di monitoraggio e soluzioni di gestione dell'energia per impianti fotovoltaici residenziali.

Per la redazione del report “Residential Solar Monitoring and HEMS”, Navigant ha preso in esame la strategia implementata da 15 fornitori leader di settore per sistemi di monitoraggio e soluzioni di energy management. In base a tale studio, SMA è risultata la migliore tra i competitor.

L’analisi condotta dalla società di consulenza americana ha tenuto conto dei seguenti criteri: vision; strategia di go-to-market; partner; tecnologia; presenza e copertura a livello mondiale; vendite, marketing e distribuzione; performance di prodotto; portafoglio prodotti ed ecosistema nonché “staying power” dell’azienda.

“Senza un sistema intelligente di gestione dell’energia non è possibile trarre vantaggio dall’enorme potenziale del fotovoltaico”, ha dichiarato Pierre-Pascal Urbon, CEO di SMA. “Fin dall’inizio, SMA ha investito in sviluppo software e, allo stato attuale, grazie al nostro Sunny Portal, risultano connessi oltre 250.000 impianti fotovoltaici in tutto il mondo”.

I sistemi di monitoraggio di SMA

Sunny Home Manager 2.0 consente a privati, proprietari di sistemi FV di piccole e medie dimensioni, di ottimizzare il proprio impianto e persino utilizzare un volume maggiore di energia solare per il consumo interno.
A fine 2017, la nuova piattaforma di energy management ennexOS darà l’opportunità ai clienti di impianti commerciali di collegare i sistemi FV a quelli per l’aria condizionata e di energy storage, ad esempio per sfruttare il più possibile direttamente nel sito di produzione l’energia solare generata.

 

AS Solar è distributore dei prodotti e soluzioni SMA per il monitoraggio la gestione dell'energia prodotta impianti fotovoltaici. Clicca QUI per consultare la gamma completa.

 

Fonte: http://www.qualenergia.it/

E' disponibile per il download la Newsletter AS Solar relativa al mese di Settembre 2017.

 

Per scaricarla clicca QUI.

Mentre sul silicio mono e poli cristallino si incentra la futura lotta solare tra Cina ed Europa, la perovskite è ancora chiusa nei laboratori tentando di conciliare alte rese con una buona stabilità.

Perché il solare di ultima generazione sia commercialmente valido non basta che sia in grado di offrire un’elevata efficienza di conversione della luce (ha raggiunto rendimenti superiori al 22 per cento) con bassi costi di produzione. Il fotovoltaico in perovskite deve poter mostrare di essere durevole e mantenere le sue buone prestazioni nel tempo.

Gli scienziati del Politecnico di Losanna (EPFL) sono riusciti a migliorare notevolmente la stabilità operativa di queste celle solari, mantenendo oltre il 95 per cento della loro efficienza iniziale durante un test di invecchiamento accelerato: pieno sole a 60 gradi centigradi per più di 1000 ore.

“Data la grande versatilità chimica e la lavorabilità a basso costo dei cristalli di perovskite, essi promettono di incarnare il futuro della tecnologia fotovoltaica offrendo celle solari economiche, leggere e altamente efficienti”, spiegano gli scienziati del Politecnico in una nota stampa. “Ma fino ad ora, solo i prototipi a base di materiali molto costosi per il trasporto delle lacune (trasportari selettivi delle cariche positive in una cella solare) sono stati in grado di raggiungere efficienze di conversione oltre il 20 per cento. E a causa delle caratteristiche dei loro ingredienti, pregiudicano negativamente la stabilità operativa a lungo termine della cella”.

Il team di ricercatori è riuscito a risolvere il problema ottimizzando l’utilizzo di una delle migliori alternative scoperte sino ad oggi ai “tradizionali” trasportatori di carica: il tiocianato rame (CuSCN). Nello specifico hanno sviluppato un metodo dinamico e semplice per il deposito del CuSCN ed hanno introdotto una sottile strato distanziatore di ossido di grafene ridotto tra il questo e la superficie in oro d’oro. I risultati del lavoro, che segnano la massima stabilità mai raggiunta per il fotovoltaico in perovskite, sono stati pubblicati in questi giorni sulla rivista Science.

 

Fonte: http://www.rinnovabili.it/

Stessa capacità di stoccaggio ma costi ridotti dell’80%: da Stanford arriva l’alternativa agli ioni di litio

Le storiche batterie al litio potrebbero aver finalmente trovato un rivale in grado non solo di tenergli testa ma di renderle addirittura una tecnologia obsoleta. A ingaggiare la competizione è la nuova batteria al sodio realizzata da un gruppo di ricercatori di Stanford. L’ingegnere chimico Zhenan Bao assieme ai suoi collaboratori, gli scienziati dei materiali Yi Cui e William Chueh, hanno creato un dispositivo che può immagazzinare la stessa quantità di energia delle migliori pile al litio oggi sul mercato, ma a costi decisamente inferiori. Bao ci tiene a specificare: “Nulla potrà mai superare il litio in termini di prestazioni. Ma si tratta” di un materiale “così raro e costoso da aver bisogno di sviluppare batterie ad alte prestazioni, ma a basso costo, basate su elementi abbondanti come il sodio”.

Sono diversi anni che la ricerca nel campo dell’energy storage “fa la corte” alla batteria al sodio e parte dei motivi sono facilmente intuibili. Sali di sodio sono facili da reperire con una spesa contenuta, il che li rende un’opzione conveniente per tutte quelle applicazioni in cui il fattore peso ha poca rilevanza (ad esempio nell’accumulo stazionario). Questi dispositivi possono essere completamente scaricati senza danneggiare i materiali attivi e non richiedono quelle precauzione necessarie al litio per evitare esplosioni o corto circuiti.

Quello che hanno fatto alla Stanford è essenzialmente cambiare l’approccio di progettazione. Come spiegato nella pubblicazione su Nature Energy, il team ha per prima cosa cercato di capire perché la capacità reversibile della batteria al sodio fosse nella realtà molto più bassa di quella teorica. Trovato il problema (la trasformazione irreversibile dei materiali del catodo durante il funzionamento della pila), gli scienziati hanno potuto agire sui componenti per rimuovere tale barriera. Nella pratica, è stato migliorato il processo con cui il sodio e mio-inositolo (il composto organico presente nel sale impiegato) permettono il flusso di elettroni, aumentando notevolmente le prestazioni della batteria rispetto ai tentativi precedenti.

“Questo è già un buon design, ma siamo fiduciosi che possa essere migliorata ulteriormente ottimizzando l’anodo di fosforo”, spiega Cui. Il prototipo di batteria al sodio realizzato ha una capacità reversibile di 484 mAh g-1, una densità di energia di 726 Wh kg-1, un’efficienza energetica superiore all’87% e una buona conservazione del ciclo.

E confrontando litio e sodio sul fronte economico, il secondo permetterebbe di risparmiare fino all’80 per cento dei costi.

 

Fonte: http://www.rinnovabili.it/

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