Brasile, ecco a voi il paese con più energia rinnovabile al mondo

Il Brasile continua a diversificare il suo mix energetico e si conferma uno dei paesi più promettenti in tema di energie rinnovabili e lotta alla deforestazione.

Il Brasile è il paese con la più grande produzione di energie rinnovabili al mondo (39,4 per cento), rispetto alla media del 20 per cento del resto del mondo. Il paese ha adottato una politica di diversificazione dell’approvvigionamento e della produzione, diventando nel 2014 il settimo paese al mondo in termini di investimenti nella rinnovabili. Secondo i dati del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep) il Brasile ha investito 7,6 miliardi di dollari in energia pulita, registrando un aumento del 93% rispetto al 2013.

L’etanolo da canna da zucchero – un combustibile derivato dallo zucchero – è la seconda fonte di energia del paese (15,7 per cento), secondo solo al petrolio. L’energia idroelettrica, invece, è la seconda fonte di energia rinnovabile (11,5 per cento), seguita dal carbone vegetale (8,1 per cento). Il consumo di energia da zucchero di canna e derivati è di 42 milioni di tep, contro i 45 milioni da idroelettrico, per un totale approvvigionamento energetico da canna di zucchero di 48 milioni di tep e 35 milioni di tep da idroelettrico.

Il Brasile ha il portafoglio energetico più diversificato del mondo e ha sempre investito in fonti di energia alternative nonostante la sua ricchezza di petrolio e minerali. Sembra che il paese manterrà la sua politica di diversificazione nel futuro prossimo e per soddisfare la crescente domanda nazionale di energia investirà nelle rinnovabili, nella capacità termoelettrica convenzionale, e nell’energia nucleare. Nel suo sistema energetico integrerà anche combustibili fossili per ridurre la propria dipendenza dall’idroelettrico.

Se il Brasile continua a investire nella diversificazione manterrà la sua posizione di guida come motore economico dell’America meridionale. Se il Paese aumenterà gli sforzi per ridurre le emissioni ed eviterà i rischi ambientali e sociali legati allo sviluppo economico e alla produzione di energia, potrà diventare pioniere mondiale della crescita sostenibile. Al momento sembra che i suoi obiettivi per abbandonare i combustibili fossili e avere un portafoglio energetico dominato dalle rinnovabili non siano così ambiziosi, sebbene la geografia sia in suo favore.

 

Fonte: http://www.lifegate.it

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