Rinnovabili e reti sicure, in Australia si punta sui grandi impianti FV con accumuli

Annunciato quello che diventerà il più grande parco fotovoltaico con storage integrato del mondo: l’obiettivo è rendere il sistema elettrico più stabile e in grado di rinunciare al carbone.

Non è la prima volta che l’Australia fa notizia per qualche progetto legato alla transizione energetica, che siano grandi impianti di generazione da fonte rinnovabile, mercati elettrici innovativi o batterie di accumulo.
Ora, come si apprende da vari siti internazionali, il paese è pronto a ospitare la centrale fotovoltaico con storage più grande del mondo.

Il progetto Riverland Solar Storage, secondo le dichiarazioni rilasciate da Green, comprenderà quasi tre milioni e mezzo di moduli solari con una potenza complessiva installata di 330 MW, mentre le batterie per l'accumulo avranno una capacità totale pari a 100 MW/400 MWh.

La costruzione del mega impianto integrato dovrebbe partire nei prossimi mesi in South Australia. L’investimento ammonterà a circa 1 miliardo di $ australiani finanziato con fondi privati. Il progetto, ha precisato Green, si farà a prescindere dall’esito della gara appena lanciata dal governo di Adelaide per realizzare un super-sistema di accumulo da 100 MW. Quest’ultimo rientra nel piano annunciato nei giorni scorsi dal premier locale, Jay Weatherill, che prevede investimenti per oltre 500 milioni di $ australiani destinati a incrementare la sicurezza delle forniture energetiche nei territori del sud.

Il piano, infatti, include la costruzione di una centrale a gas da 250 MW che, insieme allo storage, dovrà contribuire a stabilizzare la rete, bilanciare domanda-offerta e fronteggiare eventuali condizioni di emergenza, come i picchi di consumi estivi non coperti dall’output delle fonti rinnovabili.

Non è esagerato definire “crisi energetica” quella che sta vivendo da diversi mesi a questa parte il South Australia, soprattutto da quando lo scorso anno ha chiuso definitivamente i battenti la centrale a carbone di Port Augusta, l’unica dello Stato. A chiudere è stata anche la centrale a carbone di Hazelwood nello Stato confinante di Victoria, da dove proveniva una parte dell’elettricità importata dal South Australia.
Il problema è che la produzione variabile dei parchi eolici e solari FV potrebbe non bastare in determinate circostanze: la rete, per essere stabile, ha bisogno di un’adeguata riserva di backup, ecco perché si stanno pianificando tutti questi investimenti nell’accumulo elettrochimico, nella generazione distribuita e nella nuova centrale a gas.

 

 Fonte: http://www.qualenergia.it

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