Il futuro dei servizi pubblici è nell’efficienza energetica

Il documento Orange Book analizza cinque settori chiave: biometano, teleriscaldamento, illuminazione pubblica, efficientamento delle infrastrutture idriche e mobilità sostenibile

Grazie ad un uso razionale delle risorse, i servizi pubblici possono migliorare la vita socio-economica delle nostre città anche ipotizzando un futuro di servizi on demand. Lo dice la nuova edizione di “Orange book – efficienza energetica e nuovi servizi per le città” messa a punto da Utilitalia, Fondazione Utilitatis, in collaborazione con EfficiencyKNow.

La monografia, giunta alla terza edizione, ha l’obiettivo di rilanciare il ruolo e le attività delle utilities e dei cittadini a partire dal potenziale (tuttora inespresso) di servizi legati alla rivoluzione tecnologica dei progetti di efficienza energetica. I servizi on-demand sono il punto di contatto tra tematiche energetiche e sociali che si riflette nella qualità stessa dei servizi e dell’ambiente urbano: ascoltare i cittadini, infatti, stimola la partecipazione aumentando la consapevolezza del proprio ruolo e responsabilizzando ad un uso razionale delle risorse rispetto un mix di soluzioni per la sostenibilità.

Cinque i settori chiave analizzati per valutare l’applicazione e lo sviluppo di nuovi modelli: biometano, teleriscaldamento, illuminazione pubblica, efficientamento delle infrastrutture idriche e mobilità sostenibile. Ambiti in cui le amministrazioni locali dovrebbero cogliere le potenzialità offerte dalle utilities sull’efficienza energetica, e di conseguenza raggiungere i target di riduzione delle emissioni. Ad esempio, viene evidenziato che per i servizi idrici, l’adozione di un sistema automatico di controllo del funzionamento dell’impianto può far risparmiare: il 10% di acqua, dal 12 al 30% di energia elettrica, una riduzione fino al 30% dei malfunzionamenti dell’impianto e un taglio dei costi di manutenzione dal 15 al 30%.

Sul fronte del teleriscaldamento, sono stati eseguiti investimenti che hanno interessato 1.135.613 utenti per un risparmio di energia pari a 486.531 Tep per una riduzione della C02 di 1.574.850 ton/anno.
Nel settore del biogas nell’ultimo triennio sono stati realizzati progetti che hanno comportato investimenti per 75 milioni di euro e una produzione di biogas pari a circa 20 milioni di metri cubi all’anno.
Altri dati legati al risparmio emergono dall’analisi di alcuni progetti di efficientamento delle reti di illuminazione pubblica forniti da un gruppo di utilities. In particolare, la sostituzione di corpi illuminanti tradizionali, con circa 260 mila nuovi punti luce con tecnologia a led, ha consentito una riduzione della CO2 pari a 38.000 ton/anno.
 
“L’efficienza è la strada primaria da percorrere in qualsiasi settore, ancora di più quando parliamo di servizi pubblici ed energia. La SEN (Strategia Energetica Nazionale) rappresenta un’occasione da non perdere - osserva Giovanni Valotti, Presidente di Utilitalia – per coordinare istituzioni, operatori ed enti locali. Le città, in particolare le più grandi, sono il luogo ideale per attuare i principi del Clean Energy Package e le utilities, con i loro progetti già realizzati per il teleriscaldamento, la mobilità sostenibile, la produzione di energia o di biometano tramite i rifiuti, possono essere il volano di questa attuazione”.
 
Sul fronte nazionale, spiega lo studio, “la revisione della Strategia energetica nazionale dovrà necessariamente essere coerente con il raggiungimento degli obiettivi di riduzione dei gas serra cui l’Italia è vincolata”. Ci sono altri due temi dal ‘profilo ambientale’ che incrociano la SEN: le emissioni di polveri sottili e l’inquinamento urbano, che hanno implicazioni dirette anche sulla salute dei cittadini; e le ricadute positive, sia energetiche che ambientali, dell’economia circolare intesa come una relazione più complessa tra adozione di tecnologie e processi innovativi delle utilities.
 
Proprio attraverso questo percorso si arriva al concetto di città modellata sui bisogni delle persone e quindi di ‘servizi on-demand’. Per realizzare questa nuova forma di ‘città-efficiente’ - dove le aziende dei servizi pubblici potranno gestire in modo ‘smart’ e in ‘real time’ - è necessario che il consumatore, in veste di cittadino attivo, possa avere la possibilità di una facile interazione; che esista un’infrastruttura sensoristica, ICT e modellistica in grado di raccogliere in tempo reale i suoi bisogni e predire le sue richieste; e che esista la possibilità di riarticolare i servizi in modo dinamico. Per rendere concreto, e presente, questo tipo di ‘futuro’ diventa un elemento essenziale valorizzare le sinergie tra utilities e governance delle città tenendo conto sia della qualità del tessuto urbano che dei piani di sviluppo industriale e dei servizi.
 
“La quarta rivoluzione industriale alle porte, spiega il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, sarà soprattutto economia circolare. Abbiamo allora bisogno di multiutilities forti e organizzate, pronte a cogliere questa sfida, senza frammentazioni come accade in alcune parti d'Italia. Dall'Orange Book emerge in maniera chiara che il settore ambientale è la vera sfida economica degli anni a venire".
 
Il viceministro dello Sviluppo economico, Teresa Bellanova, che ha concluso il convegno, ha dichiarato: “La valorizzazione delle risorse esistenti e di quelle generabili è la principale finalità di un’agenda nazionale necessaria per le città in cui le multiutility possano essere protagoniste per lo sviluppo dell’efficienza energetica nel nostro Paese, grazie al loro ruolo di prossimità al cliente e per il loro contributo alle amministrazioni locali nel superamento degli ostacoli culturali ed economici”. 

 

Fonte: http://www.e-gazette.it

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