Trump ha ritirato gli Stati Uniti dal trattato sul clima

Lo ha annunciato confermando che non osserverà i termini dell'Accordo di Parigi, le conseguenze ci riguardano tutti

Il presidente statunitense, Donald Trump, ha annunciato che gli Stati Uniti non manterranno gli impegni previsti nell’Accordo di Parigi, il più importante trattato degli ultimi anni per contrastare il riscaldamento globale riducendo sensibilmente le emissioni di anidride carbonica, uno dei principali e più pericolosi gas serra. La decisione era stata anticipata dai media statunitensi, ma Trump aveva rimandato al suo annuncio ufficiale dalla Casa Bianca di oggi: la procedura per uscire dal trattato richiede quasi quattro anni per essere completata. L’accordo era stato sottoscritto appena due anni fa dalla precedente amministrazione Obama e da altri 195 paesi in giro per il mondo. La decisione potrebbe avere serie conseguenze sul mantenimento degli impegni da parte degli altri stati e più in generale sullo stato del pianeta, considerato che il riscaldamento globale si sta già verificando e ogni anno perso per contrastarlo fa aumentare il rischio di produrre effetti irreversibili sul clima.

Nel suo lungo discorso dalla Casa Bianca, Trump ha sostenuto che l’Accordo di Parigi avrebbe danneggiato l’economia degli Stati Uniti, definendo il trattato ingiusto. La sua decisione ha portato a numerose reazioni da parte di politici e imprenditori di alcune delle più grandi aziende statunitensi. Trump è stato duramente criticato dall’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, dall’ex segretario di Stato, John Kerry, e dall’ex candidata alle presidenziali per i Democratici, Hillary Clinton.

Trump ha anche annunciato di volere uscire dall’Accordo di Parigi per negoziare nuove condizioni con la comunità internazionale sul tema del clima. In un messaggio comune, Italia, Germania e Francia hanno ricordato che l’Accordo di Parigi non può essere in alcun modo rinegoziato.

A prescindere dalle decisioni di Trump, molte aziende sono comunque determinate a mantenere i loro piani per la produzione di pannelli solari, turbine eoliche e altri sistemi per sfruttare le fonti rinnovabili. Sono società che durante gli otto anni di amministrazione Obama hanno ottenuto fondi e agevolazioni per ingrandirsi e svilupparsi, e che hanno visto nell’energia pulita una grande opportunità per fare affari. Alcune di queste, come Tesla (che produce automobili elettriche e pannelli solari tramite la controllata Solar City), hanno fatto pressioni nei confronti dell’amministrazione Trump per non cambiare le cose e sostenere i piani per lo sviluppo delle rinnovabili. Elon Musk, il CEO di Tesla, ha annunciato le sue dimissioni dal gruppo di consulenza su questi temi per Trump. Molti altri CEO, dopo la decisione di Trump, hanno annunciato che continueranno a lavorare per fare in modo che le loro aziende rispettino i termini dell’Accordo di Parigi per ridurre le emissioni nocive.

 

Fonte: http://www.ilpost.it

Cerca