Investire nel fotovoltaico: le indicazioni per ridurre rischi e danni

Da uno studio guidato da Eurac Research un pacchetto di strumenti e linee guida per ridurre l’entità economica dei possibili danni agli impianti solari fino all’80 per cento

Investire nel fotovoltaico significa dover tener conto, lungo tutta la vita dell’impianto, di una serie di imprevisti che ne possono diminuire la produttività o aumentare la spesa economica. Fattori che vanno dal semplice guasto di un componente, alla differenza tra le prestazioni garantite e quelle effettive. Per mitigare tali rischi è stato creato Solar Bankability, progetto europeo coordinato dall’Istituto per le Energie Rinnovabili dell’Eurac Research.

Dal 2015 il team di ricercatori ha analizzato la catena del valore dell’energia elettrica prodotta con il fotovoltaico, individuando debolezze e potenzialità di miglioramento. Nel dettaglio sono stati valutati più di un milione di guasti e avarie in oltre 750 impianti solari in diversi Paesi europei, per un totale di quasi due milioni e mezzo di componenti. Dopo due anni di lavoro, il risultato di questa analisi è stato tradotto in un pacchetto di strumenti e linee guida fondamentali per valutare, gestire e minimizzare tali rischi e i costi associati. Di cosa si tratta? Si va da una serie regole su come tener conto di questi elementi nella modellazione finanziaria dei progetti fotovoltaici da parte degli investitori, a una vera e propria mappa del rischio che categorizza oltre 140 possibili errori tecnici in parchi fotovoltaici di grandi e medie dimensioni.

Un pacchetto di strumenti per investire nel fotovoltaico riducendo i rischi

Un lavoro a 360 gradi che ha focalizzato l’attenzione sui possibili guasti nelle differenti fasi dell’attività – dalla pianificazione dell’impianto, alla messa in funzione fino alla piena operatività – e nei diversi componenti (moduli, cavi e inverter). “Individuare questi rischi già in fase di pianificazione è fondamentale,” spiega David Moser, esperto di fotovoltaico di Eurac Research e coordinatore del progetto, “questi rischi tecnici hanno infatti un forte impatto economico: comportano spese per la riparazione, senza contare i tempi di chiusura dell’impianto per queste verifiche”. Non sempre, tuttavia, un guasto o un problema tecnico significano lo stop dell’impianto: danni apparentemente invisibili ma che ne riducono la resa risultano ancora più problematici per i proprietari.

Per questo motivo Solar Bankability ha stilato  delle linee guida da seguire per prevenire o limitare i danni in caso di guasto. “Testare i componenti, ad esempio, è fondamentale: questo può essere fatto da parti terze in laboratori specializzati e certificati”, spiega David Moser, “ma anche implementare un sistema di monitoraggio avanzato che permette di individuare prontamente le avarie e trasferire il rischio economico ad altre entità, come le assicurazioni”.

Grazie a questi strumenti i proprietari di impianti solari potrebbero ridurre l’entità economica degli eventuali danno, ovvero i costi sostenuti per le riparazioni e la perdita di produttività, fino all’80 per cento rispetto a impianti dove non sono presenti azioni per contrastare questi rischi.

 

Fonte: http://www.rinnovabili.it

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