Dal 2 agosto siamo in debito con il pianeta Terra, è l’Overshoot day 2017

Il 2 agosto avremo consumato le risorse rinnovabili offerte ogni anno dal pianeta. Non avevamo mai esaurito così presto il nostro budget naturale annuale.

Stiamo correndo all’impazzata a bordo di un’automobile verso un precipizio, non vediamo l’inizio del burrone, ma sappiamo che si sta avvicinando sempre di più, inesorabilmente, e l’unico modo per evitarlo è fare una decisa inversione. Questa è, semplificando, la situazione in cui si trova la nostra specie che sta abusando delle risorse naturali prendendone più di quanto il pianeta sia in grado di offrire, e così facendo sta firmando la propria condanna, perché di alcune risorse (come l’acqua potabile, l’aria, le piante) non possiamo proprio fare a meno.

Arriva l’Overshoot day

L’umanità dispone di un “budget” di risorse naturali rinnovabili che la Terra è in grado di rigenerare nell’arco di 365 giorni. Tali risorse vengono consumate sempre più rapidamente, l’Overshoot Day (il Giorno del superamento delle risorse della Terra) è il giorno che ne indica l’esaurimento ufficiale. Quest’anno la fatidica data, calcolata dal Global footprint network (Gfn), organizzazione internazionale che si occupa di contabilità ambientale calcolando l’impronta ecologica, è il 2 agosto.

Ci servirebbero 1,7 pianeti

Secondo i calcoli del Gfn stiamo utilizzando le risorse naturali ad un ritmo 1,7 volte superiore rispetto alla capacità di rigenerazione degli ecosistemi. Per soddisfare il nostro attuale fabbisogno di risorse ci servirebbero dunque 1,7 pianeti Terra. Naturalmente ne abbiamo “solo” uno, ciò significa che attingiamo con sempre maggiore frequenza alla ricchezza naturale che spetterebbe alle generazioni future.

Overshoot day, mai così presto

Mai l’esaurimento ufficiale del capitale naturale era giunto così presto da quando, nei primi anni Settanta, per la prima volta abbiamo utilizzato più risorse di quelle che il mondo fosse in grado di offrire e rigenerare. Alla fine degli anni Novanta l’Overshoot day scattava verso la fine di settembre, progressivamente quella data è arrivata sempre prima, fino al 2 agosto di quest’anno.

Un solo pianeta è possibile

Non tutto però, sembra perduto, possiamo ancora invertire questa tendenza. “Il nostro pianeta è finito, ma le possibilità umane non lo sono, ha affermato Mathis Wackernagel, ceo di Global Footprint Network e co-creatore dell’Impronta Ecologica. Vivere all’interno delle capacità di un solo pianeta è tecnologicamente possibile, finanziariamente vantaggioso ed è la nostra unica possibilità per un futuro prospero”. Secondo Wackernagel se riuscissimo a posticipare l’Overshoot Day di 4-5 giorni ogni anno, entro il 2050 potremmo ritornare ad utilizzare le risorse di un solo pianeta.

Cosa possiamo fare per posticipare l’Overshoot Day

Ognuno di noi può contribuire direttamente, riducendo il proprio impatto ambientale, al raggiungimento di questo fondamentale obiettivo. Il Global Footprint Network ha lanciato il progetto #movethedate e suggerisce alcune azioni da intraprendere in tal senso stimando il loro impatto sulla data in cui cadrà l’Overshoot day nei prossimi anni. Lo spreco alimentare, ad esempio, è una piaga mondiale, solo in Italia ogni anno almeno dieci milioni di tonnellate di cibo ancora perfettamente commestibile finiscono al macero. Ridurre gli sprechi del 50 per cento in tutto il mondo potrebbe posticipare l’Overshoot day di undici giorni, avrebbero inoltre un impatto positivo sul pianeta un minore consumo di carne e una riduzione dell’uso di veicoli alimentati a combustibili fossili.

Che impatto hai?

Per incoraggiare le singole persone a contribuire al progetto #movethedate e a prendere coscienza della propria impronta ecologica, il Global Footprint Network ha sviluppato uno strumento che permette ad ogni utente di calcolare il proprio Overshoot day personale.

 

Fonte: http://www.lifegate.it

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