Brexit, la questione è anche energetica

La Gran Bretagna chiede all’Ue un accordo sul nucleare dopo l’uscita dall’Euratom, altrimenti minaccia di rispedire indietro i rifiuti radioattivi esteri

Le trattative per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea dovranno affrontare non solo temi economici e commerciali. Uno dei temi caldi sarà quello sul nucleare: se non si dovesse raggiungere un accordo, infatti, Londra minaccia di rispedire indietro i rifiuti radioattivi esteri. E anche l’Italia riceverà la sua parte.

Proviamo a spiegarci. La Brexit segna l’uscita dell’Inghilterra anche dell’Euratom, ovvero dalla Comunità europea per l’energia atomica, che regola lo sviluppo dell’energia nucleare e il suo commercio nei Ventotto. L’Inghilterra, una volta fuori, si troverebbe ad affrontare nuovi e maggiorati costi, a causa della necessità di riorganizzare le norme di sicurezza per la fornitura e il trasferimento di combustibili nucleari. Le conseguenze immediate si ripercuoterebbero sulle  forniture all’interno dei confini nazionali di carburante per i reattori.

È necessario (ed urgente, secondo la Camera dei Comuni di Londra) siglare un accordo preventivo con l’UE provando ad ottenere le stesse condizioni di coloro che sono dentro, anche se è fuori. Ed è per questo che la Gran Bretagna ha deciso di minacciare l’Europa: se i negoziati non dovessero concludersi positivamente, allora Londra sarà in diritto di “restituire i rifiuti radioattivi al suo paese d’origine”.

Quanti sono i rifiuti che potrebbero essere restituiti ai diversi mittenti? Ben oltre 120 tonnellate di materiali nucleari. E anche l’Italia potrebbe essere coinvolta.

E Bruxelles? Chiede a Londra, per un accordo di favore sul nucleare, di riconoscere la competenza della Corte europea di giustizia. Sulla questione, però, Theresa May non sembra disposta a cedere. Difficile prevedere come finirà.

 

Fonte: http://energiaoltre.it/

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