Vento in poppa per l’eolico europeo, nel 2030 il 30% dell’energia potrebbe arrivare dal vento

Nei prossimi tredici anni l’eolico potrebbe creare oltre 500mila posti di lavoro e far risparmiare 13 miliardi di euro l’anno di costi per l’importazione di combustibili fossili.

Da qui al 2020 l’eolico in Europa registrerà una crescita media di 12,6 GW installati all’anno per un totale di circa 50 nuovi GW, che porteranno la capacità eolica cumulata a 204 GW. L’eolico potrà arrivare a soddisfare nel 2020 il 16,5 per cento della domanda elettrica europea, superando così l’idroelettrico e divenendo la prima fonte rinnovabile. Una crescita dovuta soprattutto allo sviluppo eolico in Germania, Regno Unito, Francia, Spagna Olanda e Belgio, mentre l’Italia manca all’appello. È quanto riporta WindEurope, l’Associazione europea dell’eolico, che ha pubblicato due nuovi report “Outlook to 2020” e “Scenarios for 2030”.
Scenari eolici al 2030

Secondo WindEurope, la crescita dell’eolico continuerà anche oltre il 2020, portando la potenza installata a 323 GW (253 GW onshore e 70 GW offshore) nel 2030, più del doppio di quella registrata a fine 2016 (160 GW). I 888 TWh generati dal vento copriranno il 30 per cento della domanda di energia dell’Ue e l’industria dell’energia eolica investirà 239 miliardi di euro nei prossimi 13 anni offrendo un posto di lavoro a 569mila persone. Verrà così evitata l’emissione di 382 tonnellate di CO2 l’anno e una spesa di 13,2 miliardi di euro per l’importazione di combustibili fossili.

WindEurope delinea anche altri due scenari, uno più positivo e uno più di basso profilo. Nel primo assume condizioni di mercato e condizioni normative favorevoli, tra cui il raggiungimento di un obiettivo del 35 per cento dell’energia rinnovabile dell’Ue. In questo contesto, in Europa sarà possibile installare 397 GW di capacità di energia eolica entro il 2030, dei quali 298,5 GW onshore e 99 GW off-shore, due volte e mezzo l’attuale capacità installata nell’Ue.

Nello scenario più pessimista (low scenario) la capacità eolica potrebbe arrivare a 256,4 GW (207 GW onshore e 49 GW offshore), generando nel 2030 il 21,6 per cento della domanda di potenza dell’Ue.
Italia fanalino di coda dell’eolico

Situazione meno rosea rispetto alla media europea la troviamo in Italia dove, secondo lo studio, non verranno istallati più di 1,6 GW al 2020. WindEurope assegna all’Italia un “policy outlook” al 2020 negativo, dovuto al ritardo nell’adozione della Sen e del Decreto per le nuove aste. Secondo le simulazioni di WindEurope nel 2030 l’Italia potrebbe mantenere la sua posizione di quinta forza Ue per quanto riguarda la potenza installata sulla terraferma per scendere al sesto posto considerando anche gli impianti off-shore.

L’Anev, l’Associazione Nazionale energia dal vento, denuncia da tempo i gravi ritardi normativi che bloccano il settore eolico italiano, “da sempre sottoposto a ingiuste penalizzazioni e a periodi di stallo dovuti a vuoti normativi”. Tali ritardi si ripercuotono negativamente sul sistema industriale dell’eolico nazionale, oltre a mettere in pericolo un intero comparto, la dilatazione dei tempi contribuisce al mancato raggiungimento degli obiettivi che il Paese si è posto, sia al 2020 che al 2030.

 

Fonte: http://www.lifegate.it/

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