Le città italiane soffocate dallo smog

Pubblicati gli allarmanti dati sull'inquinamento delle nostre città da Legambiente che denuncia la mancanza di veri interventi sostenibili a lungo termine

E’ una vera emergenza quella di cui parla Legambiente nel report “L’emergenza smog e le azioni (poche) in campo”, rispetto ai valori di inquinamento delle città italiane che in ogni stagione vantano ormai tristi primati per i giorni in cui vengono superati i limiti di polveri sottili che respiriamo.

I motivi come sappiamo sono diversi e dipendono dal surriscaldamento climatico ma anche dalla mancanza di reali interventi, da parte delle Regioni e dei singoli Comuni, a sostegno delle misure antismog.
A causa anche della torrida estate 2017 e di un autunno così clemente, sono 25 le città (24 delle quali si trovano nelle regioni del nord Italia, Piemonte Lombardia Veneto ed Emilia Romagna) in cui è stato superato il limite di 35 giorni di PM10.

Maglia nera a Torino, con 66 giorni di superamento di PM10, Cremona (58 giorni) e Padova (53 giorni). A Milano, città nella quale sono stati toccati i 50 giorni, il Sindaco Sala ha chiesto ai cittadini e amministratori di condominio di aspettare ad accendere gli impianti di riscaldamento.

E’ necessario, si legge nel comunicato di Legambiente, un cambiamento di prospettiva e che i Comuni programmino interventi concreti a lungo termine con piani di risanamento dell’aria, a partire soprattutto da un ripensamento dei centri urbani in particolare sofferenza.

Azioni che avrebbero già dovuto essere messe in campo considerando il piano antismog, firmato dal ministero dell’ambiente con Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto a fine giugno. Al contrario, Piemonte e Veneto non hanno approvato la delibera stagionale di misure antinquinamento.

Rispetto al blocco della circolazione dei diesel Euro 2 e delle auto a benzina Euro 1, Legambiente fa notare che in molti casi, a causa della mancanza di controlli e multe, il divieto spesso non è rispettato. Un altro problema è quello del riscaldamento negli edifici pubblici e privati, visto che ad oggi un terzo delle abitazioni pare non essere a norma con l’applicazione di strumenti automatici di controllo della temperatura.

Non c’è più tempo da perdere, Legambiente ricorda che a causa del “mald’aria” in Italia ci sono più di 60mila decessi l’anno.

 

Fonte: http://www.infobuildenergia.it/

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