Corsa al nichel, il metallo “introvabile” delle batterie di ultima generazione

La crescita cinese più orientata alla qualità dei prodotti, le chiusure delle miniere filippine e l’atteso boom delle auto elettriche sosterranno la domanda (e le quotazioni) del nichel.

Dopo un 2017 chiuso con un incremento del 7%, il 2018 è iniziato nella stessa ottima maniera per le quotazioni del nichel in euro, che hanno fatto registrare un +4,1% da inizio anno. Merito della domanda mondiale che resta sostenuta a fronte di un’offerta che invece tende a contrarsi. Come fanno notare gli esperti di ETF Securities (ETFS) la migrazione della Cina ad un’economia basata più sulla qualità dei prodotti che sulla quantità tende a facilitare la richiesta di nichel sul mercato, mentre le chiusure delle miniere nelle Filippine stanno limitando l’offerta del metallo. Ma c’è un tema di investimento che, con ogni probabilità, è destinato a segnare il futuro del prezzo del nichel in positivo: l’elettrificazione dei veicoli

L’ondata elettrica

Le previsioni parlano infatti di un incremento dei veicoli elettrici piuttosto sostenuto: dai 2 milioni circa di veicoli dello sorso anno si dovrebbe arrivare a 9-20 milioni di veicoli elettrici entro il 2020 e tra i 40 e i 70 milioni di veicoli entro il 2025. Anche prendendo per buona la parte bassa della forchetta di previsione, una tale crescita nell’utilizzo dei veicoli elettrici rappresenterebbe un cambiamento strutturale per il mercato automobilistico.

L’elemento centrale dei veicoli elettrici, siano essi plug-in puri o plug-in ibridi, sono le batterie e quelle agli ioni di litio sono attualmente la tecnologia più utilizzata. Le varietà di batterie agli ioni di litio più usate per le autovetture sono quelle con il catodo nichel-manganese-cobalto (NMC). Non a caso una ricerca della Commissione europea prevede che le batterie con i catodi NMC cresceranno più delle altre. Entro il 2025, con la domanda di NMC che aumenta, dalle 40mila tonnellate del 2015 si passerà a 192mila tonnellate, con un incremento della quota di mercato del nichel dal 29% al 48% nell’ambito del segmento dei materiali utilizzati come catodi per batterie.

Scarsità di cobalto

Fino a poco tempo fa, il catodo NMC usava parti uguali di nichel, manganese e cobalto, ma il mercato sta cambiando in un rapporto 8: 1: 1, quindi nettamente a favore del nichel. “Questo passaggio è in gran parte dovuto alla relativa scarsità di cobalto e alle potenziali interruzioni di fornitura del metallo” puntualizzano gli analisti di ETFS. “Il 60% del cobalto del mondo è estratto dalla Repubblica Democratica di Congo (RDC),  spiegano sempre da ETFS,  il paese nel quale si stima ci sia quasi il 50% delle riserve mondiali conosciute del metallo”. Ma l’instabilità politica, e il rischio continuo di guerre, ha visto crescere in modo esponenziale il pericolo di improvvise interruzioni di estrazioni di cobalto che rischierebbero di avere ripercussioni gravi sulle quotazioni e sui produttori di batterie.

“Lo spostamento strutturale verso un maggiore utilizzo di auto elettriche combinato con una maggiore ponderazione del nichel nella batteria agli ioni di litio rende quindi assai probabile che i catodi NMC forniscano una spinta alla domanda di nichel nel prossimo decennio” concludono gli esperti di ETFS.

 

Fonte: http://www.financialounge.com/

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