Energie rinnovabili 2018: Italia 4a al mondo per fotovoltaico procapite

REN 21 pubblica il report sulle green energy: nel 2017 il fotovoltaico italiano ha prodotto l’8,7 per cento dell’elettricità nazionale.

L’Italia è quinta nel mondo per potenza solare installata e quarta per la capacità fotovoltaica procapite. A sottolinearlo è il nuovo report sulle energie rinnovabili 2018 redatto da REN21, la rete globale che riunisce rappresentanti governativi, scienziati, istituzioni pubbliche, ONG ed associazioni industriali. Il documento Renewables 2018 Global Status Report offre uno sguardo approfondito sul settore energetico “verde” riassumendo i principali trend e progressi raggiunti nel 2017. Anno in cui, spiegano gli autori, le fonti rinnovabili hanno rappresentato il 70% di tutta la nuova capacità di produzione elettrica globale, segnando il più grande aumento mai registrato nella storia moderna.

Il vero record va assegnato al fotovoltaico: la nuova capacità è aumentata del 29% rispetto al 2016, raggiungendo i 98 GW e superando le aggiunte nette di carbone, gas naturale e energia nucleare messi insieme. In questo contesto l’Italia riesce a mantenere ancora una buona posizione grazie alla crescita degli anni passati, piazzandosi nella top five della capacità cumulata: oggi il Belpaese è quinto posto dopo Cina (che nell’ultimo anno ha registrato un incremento di 53 GW), Stati Uniti (+10,6 GW), Giappone (+7 GW) e Germania (+1,7G W). Se si guarda alla capacità procapite, sale invece di una posizione piazzandosi al 4° posto della classifica mondiale. A livello nazionale il fotovoltaico italiano 2017 ha prodotto l’8,7 per cento dell’elettricità nazionale.
 
Se a livello globale l’elettricità solare ha rappresentato il 55% della nuova potenza rinnovabile installata, eolico e idroelettrico hanno fatto il resto del lavoro con contributi superiori a rispettivamente, il 29% e l’11%. A fine 2017, si legge nel rapporto di Ren 21, la capacità globale delle energie rinnovabili ha toccato quota 2.195 GW, potenza in grado di fornire il 26,5% dell’elettricità mondiale

Non va altrettanto bene, tuttavia, nei settori del riscaldamento, raffrescamento e trasporti, che insieme rappresentano circa quattro quinti della domanda globale di energia finale. Qui i progressi sono più lenti e fanno fatica a scavalcare i combustibili fossili. La quota maggiore di riscaldamento da fonti rinnovabili è associata alle biomasse tradizionali, che rappresentano circa il 16,4% della domanda globale di calore. Nel settore dei trasporti, invece, il 92 per cento della domanda è soddisfatto dal petrolio e solo 42 nazioni hanno fissato target “verdi”.

 

Fonte: http://www.rinnovabili.it

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