Microsoft pensa a data center sottomarini e alimentati a energia rinnovabile

Col progetto Natick, Microsoft sta testando dei data center sottomarini e alimentati al 100% da rinnovabili, al largo delle coste scozzesi. Per ridurre i consumi energetici.

È entrato nella fase due il progetto Natick di Microsoft: un data center sottomarino alimentato al 100 per cento da energia rinnovabile. È questo il nuovo progetto di ricerca della società di Redmond, che così vuole sperimentare nuove soluzioni per fornire servizi cloud ai propri utenti. I data center non sono altro che dei contenitori dove decine di computer lavorano incessantemente per gestire in maniera efficiente tutti i dati condivisi. Il sottomarino ideato da Microsoft è un container capace di resistere alla pressione marina e in grado di essere alimentato dall’energia rinnovabile prodotta localmente.

Come funziona il data center Natick di Microsoft

Il container è stato posizionato ai primi di giugno al largo delle coste di un’isola dell’arcipelago delle Orcadi, in Scozia. In questo modo i tecnici sfrutteranno le temperature più basse dell’Atlantico per mantenere freschi i server – cosa che permetterà di risparmiare molta energia-, mentre utilizzeranno l’energia elettrica prodotta da impianti eolici e solari installati sulle vicine isole, per alimentarli.

Il fatto di essere posti sotto il livello del mare permetterebbe quindi di tagliare enormemente la bolletta energetica dei server. Notoriamente queste stanze riempite di computer devono essere mantenute a basse temperature per poter funzionare al meglio. Ed è per questo che molte società scelgono luoghi alle alte latitudini per posizionare i propri data center. Microsoft ha invece optato per il fondale marino.

Il data center è sempre più sostenibile

Secondo la società fondata da Bill Gates, questa soluzione inoltre permetterebbe di avere un cloud completamente autonomo, a bassi consumi e totalmente riciclabile. La vita utile del container, realizzato con materiali riciclati e riciclabile una volta terminato l’utilizzo, andrebbe dai cinque ai dieci anni, in base anche alla durata dei computer. “La fase due di Natick ha lo scopo di dimostrare che siamo in grado di produrre in modo economico data center sottomarini su scala completa e distribuirli in meno di 90 giorni dalla data di accensione”, spiegano dalla Microsoft.

Un problema energetico globale a cui Microsoft cerca una soluzione

I miliardi di dati scambiati ogni giorno hanno bisogno di energia per essere condivisi e conservati. Il solo data center sottomarino realizzato da Microsoft può conservare 5 milioni di film e migliaia di gigabyte di dati. Ma questo significa consumare energia. I soli data center statunitensi utilizzano oltre 90 miliardi di kilowattora di elettricità all’anno, pari a 34 centrali elettriche da 500 megawatt. Un’enormità, che sommata a livello globale ammonta al 3 per cento dei consumi mondiali di elettricità. E le previsioni parlano di un raddoppio dei consumi entro quattro anni. A queste condizioni e con un costante aumento nell’uso dei Big Data, l’unica strada è quella delle rinnovabili e, forse, quella ideata da Microsoft.

 

Fonte: https://www.lifegate.it

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