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Il grattacielo green Tao Zhu Yin Yuan in Taiwan progettato dall’eco-architetto Vincent Callebaut pensato per diminuire le emissioni di CO2

Le metropoli asiatiche si sviluppano e crescono a vista d’occhio, proiettate sempre di più verso un futuro tecnologico in grado di dialogare con la natura. Taipei, vibrante città del Taiwan, non è da meno nel campo dell’architettura verde: qui sorge il futuristico grattacielo residenziale ecosostenibile.

A firmare il progetto della torre Tao Zhu Yin Yuan green friendly è l’eco-architetto Vincent Callebaut, noto per i suoi progetti a carattere ecosostenibile. L’architetto belga è famoso per il suo impegno a favore dell’eco-sostenibilità in campo edilizio: è un pioniere dell’architettura archibiotica, in cui edifici e natura possono convivere armonicamente. È proprio da questa visione che Vincent Callebaut ha ideato il grattacielo a Taiwan: si tratta, infatti, di una struttura d’impronta ecologica pensata per ridurre la presenza di C02 nell’aria.

Il grattacielo Tao Xhu Yin Yuan (anche detta Agora Center) caratterizzerà il landmark futuro di Taiwan mostrando come sia possibile sviluppare un’architettura di grande pregio estetico e dalle alte performance.

Un progetto eco-sostenibile

L’eco-edificio progettato da Callebaut si estenderà su 21 piani volti a ospitare delle unità abitative. Il design scelto cattura immediatamente l’attenzione: il grattacielo avrà, infatti, una struttura elicoidale che richiama la catena di DNA. Grazie all’andamento a spirale, ogni appartamento potrà ottimizzare l’uso della luce e della ventilazione così da ridurre il fabbisogno energetico della struttura.

La torre di Callebaut sarà disseminata di terrazzi verdi: le piante presenti assorbiranno l’anidride carbonica e aiuteranno nella lotta contro l’inquinamento e lo smog. Queste oasi verdi sono una soluzione intelligente per rendere più salubre l’aria cittadina, attutire l’inquinamento acustico e creare un buon isolamento termico per gli appartamenti.

L’architetto ha sviluppato ogni aspetto dell’edificio a spirale così da renderlo eco-sostenibile: il grattacielo è dotato di pannelli solari, impianti per il recupero e il riciclo dell’acqua piovana e per il compostaggio.

 

Fonte: http://www.infobuildenergia.it/

 

AS Solar @ MCE 2018

AS Solar è lieta di comunicare la propria partecipazione all'evento fieristico "MCE Mostra Convegno Expocomfort 2018 – The Essence of Comfort" che si svolgerà a Milano dal 13 al 16 Marzo 2018 presso Fiera Milano Rho.

MCE è l’unico evento fieristico in Italia che presenta tutte le tecnologie più innovative per l’efficienza energetica, la produzione di energia e la climatizzazione. Un’esperienza imperdibile per chi progetta, installa e realizza impianti e sistemi per il comfort abitativo dell’edificio intelligente in ambito commerciale, residenziale e industriale.

Saremo presenti allo spazio That’s Smart presso il Padiglione 2 - Stand N39 P42 per accogliere visitatori e clienti e presentare la nuova gamma dei nostri prodotti per il fotovoltaico, l’accumulo energetico e tanto altro ancora.

La partecipazione alla fiera rafforza la presenza dell’azienda sul mercato e intende mostrare un atteggiamento di grande ottimismo, nonostante il difficile e contrastato contesto economico del settore in Italia.

Ti aspettiamo ad MCE 2018!

 

 

Fondata dal World Economic Forum nel settembre 2017 per garantire una filiera delle batterie elettriche più sostenibile, l’alleanza sta riscuotendo successo in tutto il mondo.

Le domanda di batterie elettriche efficienti è in continua espansione. In tutto il mondo si sperimentano nuove soluzioni, nuovi materiali, nuovi sistemi di accumulo in grado di garantire più efficienza ai sistemi di accumulo. È necessario però sviluppare una filiera delle batterie elettriche responsabile, attenta ai progressi senza perdere di vista lo sfruttamento delle risorse. Per soddisfare la crescente domanda di mobilità elettrica e di stoccaggio dell’energia derivante da fonti rinnovabili, è necessario che le attuali batterie aumentino di dodici volte la loro capacità di accumulo.

Si stima che entro il 2025 il mercato mondiale delle batterie elettriche avrà un valore di 100 miliardi di dollari. I costi però sono enormi, non solo da un punto di vista della produzione. Estrarre le materie prime necessarie per produrre le batterie ha un costo umano ed ambientale elevatissimo. Lavoro minorile, sfruttamento, danni ambientali, rischi per la salute per i minatori che devono estrarre cobalto, litio, grafite e nichel. Come se non bastasse c’è un grosso problema legato al riciclo delle attuali batterie. Entro il 2030 si prevede che 11 milioni di tonnellate di batterie agli ioni litio esauste verranno “cestinate”. Attualmente non esistono grandi infrastrutture industriali in grado di riciclare e riutilizzare questo tipo di accumulatori e, un inappropriato riciclo di batterie contenenti piombo e sostanza acide, metterebbe a rischio la salute di almeno un milione di persone in tutto il mondo.

L’alleanza per la filiera delle batterie elettriche responsabile

Per far fronte a questi problemi, ormai noti, il World Economic Forum in occasione del vertice per lo sviluppo sostenibile svoltosi a New York lo scorso settembre ha lanciato la “Global Battery Alliance”. Un’alleanza nata per garantire una filiera delle batterie elettriche più responsabile in grado di soddisfare la domanda a livello mondiale prestando particolare attenzione alla salvaguardia dei lavoratori, all’inquinamento, al riciclaggio, al riutilizzo e all’innovazione green. L’alleanza riunisce imprese, governi, organizzazioni internazionali, ONG e tutti quegli stakeholder in grado di apportare un valore aggiunto a tutta la filiera delle batterie elettriche. Attualmente la coalizione comprende colossi del calibro di Volkswagen, Enel, BASF, Audi, Eurasian Resources Group (ERG), Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD), United Nations Children’s Fund (UNICEF) e Stern School of Business, New York University. Tutti insieme questi soggetti (ma non sono gli unici) stanno sviluppando un piano di azione per creare una filiera che sia in grado di valorizzare le batterie nel loro ciclo di vita.

Sviluppo responsabile, economia circolare e innovazione

L’alleanza globale per la filiera delle batterie elettriche agisce su tre aree d’intervento: approvvigionamento responsabile delle materie prime necessarie al funzionamento delle batterie; sviluppo di norme ed orientamenti a favore di un’economia circolare specifica per i sistemi di accumulo; esplorare nuove strade per sviluppare una filiera intelligente e innovativa che sappia sfruttare riciclo e riutilizzo delle batterie stesse.

La speranza è che la Global Battery Alliance possa affrontare questa sfida con il giusto piglio e garantire all’intera filiera delle batterie elettriche l’attenzione che merita da un punto di vista dello sviluppo sostenibile. I sistemi di accumulo sono il futuro, il loro sviluppo è fondamentale ma, non possono crescere senza preoccuparsi degli impatti sull’ambiente e sulle risorse naturali.

 

Fonte: http://www.green.it/

Dopo il 2025 aumenteranno in maniera molto forte le vendite dei veicoli elettrici, in particolare quelli a batteria a causa del miglioramento della tecnologia e della diminuzione dei prezzi.

Lo Studio "Electric Car Tipping Point" realizzato dalla società di consulenza The Boston Consulting Group, conferma che l'industria automobilistica è pronta a un reale cambiamento verso la mobilità elettrica. Secondo il report tra il 2020 e il 2025 i veicoli elettrici vivranno una tale crescita che le case auto automobilistiche dovranno rispettare standard sempre più rigidi in termini di efficienza ed emissioni.

La transizione verso la mobilità sostenibile, soprattutto quella elettrica, sarà sostenuta dal miglioramento della tecnologia e dalla diminuzione dei prezzi delle batterie. BCG stima che il costo delle batterie per kilowattora scenderà nella fascia tra 80 e 105 dollari entro il 2025 e tra 70 e 90 dollari entro il 2030.

Lo studio evidenzia anche un aumento della domanda da parte dei consumatori basata sul Total Cost of Ownership (TCO) che, durante l'intero ciclo di vita del veicolo, considera diversi fattori come il costo del veicolo, il chilometraggio e il prezzo del gas e dell’elettricità. Man mano che la tecnologia migliorerà, ci sarà naturalmente un ritorno più veloce dell’investimento.

Si prevede che al 2030 i motori a combustione interna passeranno dal 96% della quota di mercato di oggi a metà dei veicoli.

E' probabile che i maggiori cambiamenti avverranno in Europa, nel Vecchio Continente secondo lo studio i motori diesel passeranno dal 48% del mercato nel 2016 al 36% nel 2020, a causa dei costi, sempre più elevati, necessari per rispettare gli standard di emissioni di ossido nitroso e biossido di azoto. E contemporaneamente crscerà l'interesse dei consumatori verso i veicoli ibridi ed elettrici. Si prevede che dopo il 2025 il mercato si suddividerà equamente tra le varie tipologie di macchine elettriche, con il 17% delle quote ai veicoli a batteria e un 33% collettivo alle ibride entro il 2030.

La Cina è oggi il principale mercato delle auto elettriche, in Giappone ci sarà una crescita molto importante delle auto ibride, con una quota di mercato collettiva del 55% entro il 2030.

Ancora più significativo sarà il cambiamento con l’avvento delle auto a guida autonoma, che avrà un impatto importante sull'acquisto dei veicoli ibridi ed elettrici. Qui infatti saranno più sensibili i vantaggi del passaggio all’elettrico, in particolare per le taxi e le auto condivise.

 

Fonte: http://www.infobuildenergia.it/

Lo evidenzia l’Environmental Performance Index presentato a Davos. Tutti europei i primi cinque posti: dopo la Svizzera ci sono  Francia, Danimarca, Malta e Svezia

La regina della sostenibilità mondiale è la Svizzera, mentre l'Italia, sedicesima nel mondo, fa meglio anche di Olanda e Usa. È quanto emerge dall'Indice di sostenibilità ambientale 2018 (Environmental Performance Index, EPI) presentato a Davos al World Economic Forum, che collabora al report realizzato dalle università di Yale e Columbia. Il dossier, pubblicato ogni due anni, classifica 180 Paesi del globo sulla base di 24 indicatori in 10 categorie, che riguardano la salute ambientale e la vitalità degli ecosistemi.

Una sorta di "pagella verde", che assegna lo scettro alla Svizzera, seguita da Francia, Danimarca, Malta, Svezia. India e Bangladesh sono tra il fanalino di coda, mentre l'Italia (16/a)  penalizzata da pessima qualità dell'aria urbana e dei trasporti pubblici, supera comunque in fatto di sostenibilità Olanda, Canada e Stati Uniti, rispettivamente in 18/a, 25/a e 27/a posizione.

Gli Usa hanno un buon punteggio per alcuni fattori, come gli impianti igienici o la qualità dell'aria, ma performance deboli su altri temi, come le emissioni di gas serra e la deforestazione. Tra le economie emergenti, la Cina (120/a) e l'India (177/a) risentono delle pressioni sull'ambiente dell'aumento demografico e della rapida crescita economica. Fa meglio il Brasile, alla posizione 69, più concentrato sulla sostenibilità. In fondo alla classifica ci sono, nell'ordine, Nepal, India, Repubblica democratica del Congo, Bangladesh e, ultimo, il Burundi.

Questi Paesi, secondo gli esperti, hanno bisogno di sforzi maggiori su una serie di fronti, dalla pulizia dell'aria alla protezione della biodiversità, alla riduzione delle emissioni dei gas serra. Compiti non facili, visto che alcuni sono alle prese con problemi anche più grandi, come i disordini civili.

 

Fonte: http://www.e-gazette.it/

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