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L’installazione, di forte impatto scenografico, si chiama Air Inventions e sfrutta le tecnologie Panasonic nel condizionamento dell’aria

Respirare aria 100% pulita a Milano: visti i livelli di inquinamento che riguardano il capoluogo lombardo l’impresa sembra difficile ma lo si può sperimentare alla Milano Design Week. In occasione del Fuorisalone di Milano il cortile di uno degli edifici simbolo di Milano, il Palazzo di Brera, ospita un’installazione fatta proprio di “aria pulita”. Al centro del porticato secentesco del Palazzo di Brera fino a domenica 22 aprile 2018 si potrà far visita all’installazione di Panasonic dal concept emblematico, Transitions, che sfrutta le sue innovative tecnologie per purificare l’aria.

Si tratta di una grande cupola bianca, come una grande goccia di acqua, all’interno della quale il visitatore può entrare per respirare un’aria nettamente diversa da quella esterna, purificata. Quest’anno l’azienda giapponese festeggia i suoi 100 anni dalla sua fondazione e l’installazione vuole essere un inno alla tecnologia, all’innovazione e alla sostenibilità. Una sfida verso un futuro nuovo per l’azienda, fatto di cambiamenti, transizioni e novità.

L’installazione, di forte impatto scenografico, si chiama Air Inventions e sfrutta le tecnologie Panasonic nel condizionamento dell’aria, nell’elaborazione dell’immagine, del suono e dell’illuminazione. All’interno di questa sfera l’aria è incredibilmente purificata grazie a tecnologie come la Silky Fine Mist, che diffonde microparticelle atomizzate d’acqua nell’imponente padiglione del diametro di 20 metri, e come Nanoe X, purificatore d’aria.

Sulla superficie e all’interno dell’installazione sono realizzate proiezioni in 4K tramite proiettori laser Panasonic PT-RQ32 ad alta luminosità (da 27.000 lumen).  Proprio il numero uno di Panasonic Europa, Laurent Abadie, ha spiegato il concetto di ‘Transitions’ per l’azienda. Un modo nuovo di intendere la tecnologia, “più invisibile e intangibile” e “il passaggio a una fase più flessibile, dove anche per i nostri designer è necessario rispondere velocemente a cambiamenti senza precedenti”. Panasonic ha già partecipato a edizioni passate del Fuorisalone di Milano portando a casa importanti riconoscimenti come il Best Storytelling Award nel 2017 e il People’s Choice Award nel 2016.

 

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Fonte: http://www.rinnovabili.it/

Approvati due regolamenti per ridurre le emissioni da agricoltura, edilizia, trasporti e rifiuti, nonché per nuove misure per garantire che la deforestazione sia bilanciata da nuovi alberi

Un nuovo impegno per ridurre le emissioni CO2 del 30% entro il 2030 da agricoltura, edilizia, trasporti e rifiuti e nuove misure per ridurre le emissioni di gas a effetto serra derivanti dall’uso del suolo e dalla silvicoltura e per aumentare il livello delle emissioni assorbite dalle foreste. Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva questi due regolamenti per potenziare l’impegno in vista dei target fissati dall’Accordo di Parigi sul clima.

Toccherà ora al Consiglio approvare entrambi i testi prima che possano entrare in vigore. Questi obiettivi europei dovranno poi essere trasformati in obiettivi nazionali vincolanti per i settori non coperti dalla corrente Sistema di Scambio di Emissioni (ETS – Emission trading system), quindi l’agricoltura, i trasporti, l’edilizia e rifiuti. Settori  che insieme rappresentano circa il 60% dell’UE le emissioni di gas serra. Il primo regolamento è il Climate Action Regulation (CAR), conosciuto anche come Effort Sharing Regulation, e stabilisce un taglio del 40% delle emissioni di gas serra in tutti i settori non ETS entro la fine del prossimo decennio, rispetto ai livelli del 1990.

La seconda normativa ha il duplice scopo di ridurre le emissioni di gas serra derivanti dall’uso del suolo e dalla silvicoltura e di aumentare il livello delle emissioni assorbite dalle foreste per far fronte ai cambiamenti climatici. Oggi infatti le foreste dell’Unione europea assorbono l’equivalente di quasi il 10% del totale dei gas a effetto serra prodotti dall’Unione ogni anno. In base alla legge approvata, i Paesi dell’Ue dovranno garantire che la deforestazione sia bilanciata da nuovi alberi. Sono inoltre state introdotte misure per promuovere l’assorbimento di CO2 delle foreste, delle coltivazioni e dei pascoli. Entro il 2030, gli Stati membri dovranno impegnarsi affinché l’assorbimento di CO2 superi le emissioni, in linea con gli obiettivi a lungo termine dell’Ue e con l’Accordo di Parigi.

 

Fonte: http://www.rinnovabili.it/

Sotto l’impulso della ricerca cinese, i moduli solari ad alta efficienza conquistano nuovi spazi di mercato abbassando i prezzi

Ci sono voluti oltre 30 anni prima che il fotovoltaico PERC arrivasse sul mercato ma oggi questa tecnologia rappresenta uno dei trend più promettenti dell’industria solare. E dalle poche linee pilota del 2013 siamo passati a una capacità produttiva mondiale che è quasi un terzo di quella totale. Gran parte del merito va alla politica cinese: la Repubblica Popolare, che rappresenta oggi il principale produttore di moduli e celle, sta spingendo fortemente sull’innovazione del settore attraverso il suo programma Top Runner, piano statale che incentiva la progettazione, produzione e installazione di moduli fotovoltaici ad alta efficienza. Un obiettivo non solo pienamente raggiunto ma che ha modificato (e sta facendo ancora) il mercato solare globale.

In questa ricerca di alta efficienza la tecnologia PERC (Passivated Emitter and Rear Cell) gioca un ruolo di primo piano. Dietro questo acronimo si cela un nuovo tipo di cella in silicio che, grazie ad uno strato passivante aggiunto sul retro, è capace di riflettere e recuperare la luce non assorbita dal wafer. In questo modo è possibile trasformare in elettricità una maggior quantità di energia solare, incrementando le performance della cella.

I miglioramenti nella resa si toccano con mano

Come sottolinea il produttore cinese LONGi Solar, rispetto ai tradizionali moduli, con il fotovoltaico PERC sono necessari dal 10 al 12 percento di pannelli solari in meno dal momento che sono fino al 12 per cento più efficienti. Allo stesso tempo si riducono anche i costi del balance of system (termine che racchiude le varie voci di perdita energetica in un impianto).

 

Fonte: http://www.rinnovabili.it/

I ricercatori dell’Università di Warwick hanno sviluppato un metodo per deformare i semiconduttori nelle celle solari e migliorare così la loro efficienza.

La nuova promessa del fotovoltaico ad alta efficienza potrebbe arriva dalla rottura degli equilibri. I fisici dell’Università di Warwick, in Gran Bretagna, hanno realizzato delle celle solari deformate con cui andare oltre gli attuali valori massimi d’efficienza. Nello studio “Flexo-Photovoltaic Effect“, pubblicato su Science, gli scienziati descrivono la struttura dei dispositivi fotovoltaici commerciali e i loro limiti progettuali. La maggior parte delle celle solari presenti sul mercato sono formate da due strati di semiconduttori uniti da una giunzione composta a sua volta da due zone: di tipo p con un eccesso di cariche positive (fori che possono essere riempiti da elettroni) e di tipo n con un eccesso di cariche negative (elettroni).

Quando la luce viene assorbita, la giunzione sostiene un campo interno che divide i portatori di carica in direzioni opposte generando corrente e tensione. Questo elemento è parte integrante della produzione di energia elettrica, ma contiene un limite intrinseco, il limite Shockley-Queisser, il che significa che anche in condizioni ideali solo un massimo del 33,7 per cento dell’energia contenuta nella luce solare può essere convertita in elettricità.

C’è tuttavia un altro modo in cui alcuni materiali possono raccogliere le cariche prodotte dai fotoni solari: l’effetto fotovoltaico anomalo (o bulk photovoltaic effect). Tale effetto si verifica in alcuni semiconduttori e isolanti in cui la mancanza di una simmetria perfetta attorno al loro punto centrale nella struttura consente la generazione di una tensione notevolmente alta (in alcuni casi anche migliaia di volt). Di contro, tuttavia, questi materiali che mostrano l’effetto fotovoltaico anomalo hanno efficienze di generazione molto basse e non vengono mai utilizzati in sistemi fv.

Celle solari deformate?

Gli scienziati britannici hanno cercato di replicare questa mancanza di simmetria nei dispositivi tradizionali in maniera da massimizzare il loro potenziale di produzione elettrica. I ricercatori hanno usato punte conduttive per deformare i cristalli simmetrici di semiconduttori quali silicio, titanato di stronzio e biossido di titanio, scoprendo di poter fornire a tutti e tre l’effetto fotovoltaico di massa. Due i principali vantaggi così ottenibili: non è necessario formare alcun tipo di giunzione in quanto qualsiasi semiconduttore con un migliore assorbimento della luce può essere selezionato per le celle solari. E, infine, il limite termodinamico finale dell’efficienza di conversione della potenza, il limite Shockley-Queisser, può essere superato.

 

Fonte: http://www.rinnovabili.it/

L'ex monopolista si è aggiudicato la sua prima gara bandita dal governo di Delhi per la fornitura di energia eolica nello stato del Gujarat con un investimento di 290 milioni di euro.

Enel va alla conquista del mercato delle rinnovabili in India. E non avrebbe potuto evitarlo, se vuole rimanere ai vertici mondiali del settore della green economy. L'ex monopolista italiano ha vinto la sua prima gara bandita dal governo di Delhi per un contratto che prevede la fornitura di energia elettrica per 25 anni grazie alla realizzazione di un impianto eolico da 285 megawatt nello stato del Gujarat. L'investimento complessivo è pari a 290 milioni di euro, i cui ritorni economici saranno garantiti dal contratto di fornitura dell'energia elettrica prodotta. Enel si è aggiudicata una parte della gara che ha messo in palio 2 gigawatt di capacità eolica.

La presenza di Enel in India non si spiega solo con la crescita industriale del paese asiatico. L'India ha deciso di uscire dalla dipendenza dal carbone, combustibile con il quale aveva soddisfatto la maggior parte della domanda di energia a sostegno della crescita economica degli ultimi anni. Già due anni fa, il governo ha varato un ambizioso programma di investimenti nelle rinnovabili, che ha come obiettivo quello di diventare il paese numero uno al mondo della green economy, superando anche la Cina e gli Usa. La prima parte di questo programma ha come traguardo il 2022, data per la quale dovrebbero essere in servizio 100 gigawatt di capacità fotovoltaica e 60 gigawatt di capacità eolica. In questo modo, aumentando l'attuale capacità disponibile si 20 e di 33 gigawwat, rispettivamente.

L'Asia è il nuovo Eldorado della green economy

Esattamente come è accaduto per il Sud America negli anni scorsi, il quadrante del sud est asiatico è il nuovo Eldorado delle rinnovabili. Per questioni ambientali (l'eccessivo inquinamento delle grandi aree metropolitane) ma anche le grandi distanze hanno imposto a Cina e India, ma anche a Indonesia e Australia, di virare sull'energia da sole e vento. Per abbattere il livello delle emissioni di C02 e per non impegnare troppe risorse nella costruzione di infrastrutture per il trasporto dell'energia elettrica. Così, la scelta è caduta su impianti rinnovabili "locali". Nel caso della gara appena vinta da Enel, l'impianto servirà per rifornire la regione dello Gujarat, nella zona nord-occidentale del paese, al confine con il Pakistan, meta turistica per la sua ampia zona costiera e famosa per le sue industrie del settore tessile.

Non per nulla, l'amministratore delegato di Enel Green Power, Antonio Cammisecra ha sottolineato come "in futuro, prevediamo di espanderci ulteriormente in India e guardare anche a una crescita in tutta la regione dell'Asia-Pacifico, valorizzando al meglio l'enorme disponibilità di fonti rinnovabili e la crescente domanda di energia dell'area". In India, Enel aveva mosso i primi passi l'anno scorso, comprando la quota di maggioranza di un piccolo impianto da 172 megawatt, grazie al quale ha iniziato la sua strategia di crescita nel paese. E sempre alla fine dell'anno scorso, è entrato nel mercato australiano.

 

Fonte: http://www.repubblica.it/

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