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Il progetto SOLNOWAT finanziato dall’UE, è dedicato allo sviluppo di un nuovo metodo di incisione a secco delle celle solari, in grado di diminuirne il costo fino al 25%

I ricercatori impegnati nel progetto europeo SOLNOWAT stanno studiando un nuovo metodo di incisione a secco che potrebbe far diminuire il costo delle celle solari FV fino al 25%, superando così uno dei maggiori ostacoli alla diffusione massiva della tecnologia fotovoltaica, ovvero il costo della loro fabbricazione.

Il metodo di incisione a secco

Le celle fotovoltaiche di solito sono realizzate attraverso un procedimento chimico umido che incide e toglie strati di silicio da un wafer cristallino, lasciandosi dietro la cella solare. Con la nuova tecnologia sviluppata da SOLNOWAT viene sostituito il processo chimico umido, piuttosto costoso ed inefficiente, attraverso l'utilizzo della tecnologia dell’incisione a secco a pressione atmosferica, che ha il doppio vantaggio di ridurre i costi e accelerare la produzione. Durante il processo di incisione a secco vengono tolti meno strati di silicio, le celle risultanti sono più scure, e questo le rende particolarmente efficienti nell’assorbire la luce, tanto da essere state classificate come aventi un potenziale di riscaldamento globale pari a zero.

Il processo di incisione a secco adopera chimiche di incisione che non creano gas a effetto serra, responsabili del riscaldamento globale. Il processo utilizza un gas di incisione (Fluoro) attivato per via termica all’interno di un reattore di incisione chimica, escludendo qualsiasi necessità di plasma o vuoto. Il reattore è a singola faccia, il che significa che l’incisione è applicata a un solo lato del wafer e rende quindi possibile una superficie più scura. I produttori di celle fotovoltaiche grazie a questa tecnologia potrebbero risparmiare il 25% sui costi di fabbricazione: secondo un rapporto del 2 febbraio 2017 del The Irish Times, il processo di SOLNOWAT potrebbe garantire risparmi annuali di 20 milioni di euro per i principali fabbricanti di celle.

Si tratta di una cifra molto interessante e che potrebbe impattare in maniera importante nel mercato EU, considerando che l’industria europea continua a dovresi confrontare con la concorrenza dei fabbricanti cinesi, che per lo più propongono celle a basso costo.
 
Grazie a nuovi utilizzi come ad esempio il tetto solare, combinati con la crescente domanda proveniente da mercati emergenti come quello dell’India, si stima che l’opportunità di mercato per le macchine di produzione con incisione a secco sia superiore a un miliardo di euro.

 

Fonte: http://www.infobuildenergia.it/

Pubblicato l'Osservatorio Anie Rinnovabili di gennaio 2017, nel complesso le nuove installazioni di fotovoltaico, eolico e idroelettrico hanno raggiunto circa 69 MW

 
Fotovoltaico

Sono 25,7 i MW installati a gennaio 2017 delle nuove connessioni fotovoltaiche, in crescita del 12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Crescono anche del 7% le di unità di produzione connesse. A fare la parte del leone sono sempre le installazioni di tipo residenziale di potenza inferiore ai 20 kW. Le regioni che hanno registrato il maggior incremento in termini di potenza sono Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Veneto, Valle d’Aosta e Toscana, mentre quelle con il maggior decremento sono Abruzzo, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Trentino Alto Adige e Umbria. Le regioni che hanno registrato il maggior incremento in termini di unità di produzione sono Basilicata, Liguria, Marche, Sicilia, Valle d’Aosta e Veneto, mentre quelle con il maggior decremento sono Abruzzo, Molise e Sardegna.
 
Eolico

In crescita la potenza dei nuovi impianti eolici installati che, con i 37 MW circa di gennaio 2017, fa registrare un +944% rispetto allo stesso mese del 2016. Questo risultato è legato in particolare a due unità di produzione da oltre 33 MW complessivi connessi in Basilicata in provincia di Potenza. Si registra un aumento (+38%) anche per le unità di produzione da fonte eolica connesse in rete. Per quanto riguarda la diffusione territoriale, quasi tutta la potenza connessa (98%) si trova nelle regioni del Sud Italia. Le richieste di connessione di impianti di taglia inferiore ai 60 kW sono il 10% del totale installato a gennaio 2017, mentre gli impianti superiori ai 200 kW costituiscono il 90% del totale.
 
Idroelettrico

Il 2017 inizia con segno + anche per l’idroelettrico, in quanto il comparto vede aumentare del 4% la nuova potenza installata (circa 7 MW) rispetto ai valori registrati a gennaio 2016. Il numero di unità di produzione rispetto al primo mese dell’anno precedente ha registrato invece un calo del 5%. Le regioni che hanno visto la maggior crescita di potenza a gennaio 2017 rispetto all’anno precedente sono Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche e Piemonte. I nuovi impianti idroelettrici di taglia inferiore a 1 MW connessi nel primo mese del 2017 costituiscono il 71% del totale.

 

Fonte: http://www.infobuildenergia.it

A fine febbraio in Danimarca l'eolico è arrivato a coprire tutta la domanda di energia, battendo un nuovo record.

Danimarca, il paese dove per un giorno tutto ha funzionato solo con energia eolica. Il 22 febbraio scorso l’eolico danese ha generato l’energia necessaria per coprire il 104 per cento del fabbisogno di elettricità del Paese. Secondo WindEurope, durante la giornata, la Danimarca ha generato 70 gigawattora di energia proveniente da parchi eolici situati sulla terraferma a cui si aggiungono altri 27 gigawattora prodotti da piattaforme offshore. Una quantità di energia che sarebbe sufficiente a soddisfare il fabbisogno medio di dieci milioni di case europee.

Grazie ai suoi 5.227 megawatt installati, nel 2016 l’eolico danese ha generato il 37,6 per cento del consumo totale di energia elettrica del Paese. E dire che l’anno scorso non è stato – meteorologicamente parlando – un anno estremamente positivo per l’eolico, colpito da venti meno forti del solito. Ma si sa: non può essere sempre record, soprattutto dopo un 2015 andato particolarmente bene, con diverse giornate segnate da record grazie a venti del 14 per cento superiori al normale, cosa che non si verificava dal 1994. Intanto si pensa al 2017, che se manterrà le promesse del 22 febbraio, si preannuncia un altro anno dai numeri interessanti.

La natura mutevole del vento

Jan Hylleberg, amministratore delegato della Danish wind industry association, ha commentato quanto avvenuto lo scorso 22 febbraio collocandolo all’interno di un percorso che ha visto l’eolico danese rafforzarsi anno dopo anno. “Dal 2008 – ha affermato – abbiamo registrato una crescita continua nella produzione di energia eolica e ogni anno abbiamo stabilito un nuovo record mondiale. Come previsto, questo trend non è continuato nel 2016 a causa dei venti deboli. Non mantenere una crescita continua è in una certa misura frustrante, ma d’altra parte, sta a ricordarci la natura mutevole del vento”.

Una turbina offshore da record

Forte dei risultati ottenuti anche in termini di ricchezza economica e posti di lavoro, i programmi di sviluppo dell’energia eolica in Danimarca continuano e pongono mete ambiziose. Entro il 2021, il Paese si aspetta di generare il 60 per cento dell’energia elettrica consumata attraverso il vento e diventare indipendente da tutti i combustibili fossili entro i prossimi 40 anni. Traguardi che potranno essere raggiunti grazie anche all’investimento continuo in tecnologia, come la turbina offshore lanciata da MHI Vestas offshore wind. Lo scorso 1 dicembre, al largo delle coste danesi, è stata testata una nuova turbina eolica da 9 megawatt di potenza che ha polverizzato i precedenti record di generazione di energia da turbine offshore attualmente disponibili in commercio. Il nuovo prototipo ha infatti prodotto 216 mila chilowattora nel corso di 24 ore. Una tecnologia innovativa che farà crescere ulteriormente la produzione di energia eolica, abbassandone i costi grazie al fatto che saranno necessarie meno turbine per soddisfare la capacità eolica di un parco offshore.

 

 

Fonte: http://www.lifegate.it

Ecco come si vedono 4 milioni di pannelli fotovoltaici dallo spazio. In Cina c'è l'impianto fotovoltaico più grande al mondo.

È un rincorrersi di record. La palma di impianto più grande è passata negli anni dalla Spagna, attraverso la California, passando poi al Sud Africa e l’India. A febbraio, grazie alle immagini scattate dal satellite Landsat 8 della Nasa, sappiamo che il Longyangxia Dam Solar Park in Cina è oggi uno degli impianti più grandi al mondo. Si tratta di 4 milioni di pannelli fotovoltaici installati nel giro di 4 anni, dal 2013 ad oggi. Lo scorso 5 gennaio l’impianto copriva un superficie di 27 chilometri quadrati nella provincia di Qinghai, con una capacità di 850 MW. Quasi il doppio di una centrale nucleare di piccole dimensioni. 200 mila le famiglie potenziali che potranno beneficiare dell’elettricità prodotta dall’impianto.

NASA Longyangxia Dam Solar Park 2013

 

Gli altri impianti da record

Negli anni il titolo di “impianto più grande” è passato dalle mani della Topaz Solar Farm, in California, con 550 MW. Successivamente sempre in California: 579 MW per la Solar Star, per poi passare all’indiana Kamuthi Solar Project, con installata una potenza pari a 648 MW.

Un impianto fotovoltaico da rercord

L’impianto è stato realizzato grazie ad un investimento di più di 800 milioni di euro. Secondo Reuters la Cina nei prossimi 3 anni investirà ulteriori 360 miliardi di euro nelle energie rinnovabili. Per raggiungere quota 110 GW di energia solare e 210 GW di eolico. Questo ennesimo record asiatico non fa che confermare la leadership cinese nel settore fotovoltaico: il paese è oggi il primo produttore di energia fotovoltaica al mondo, con 77,42 gigawatt di potenza installata, capaci di produrre circa 66,2 miliardi di kilowattora nel 2016. Seguono gli Stati Uniti con 14 gigawatt, il Giappone con 8,6 gigawatt e l’India con 4,5 gigawatt.
Ma il record del Longyangxia Dam Solar Park è destinato ad essere tale ancora per poco. Nei titanici piani cinesi per la realizzazione di mega impianti fotovoltaici c’è infatti la costruzione, già in corso d’opera, di una centrale nella regione di Ningxia. Più di 46 chilometri quadrati di pannelli, con una capacità installata, una volta completata di 2 GW. In Italia, nel 2016, sono stati installati 368 MW di nuova potenza, un quinto della nuova centrale che, una volta completata, fornirà energia a circa 7mila famiglie. Un piccolo centro abitato.

 

Fonte: http://www.lifegate.it

In cinque anni lo stato di New York ha registrato una crescita record per il solare con 1,5 miliardi di dollari di investimenti privati e 8mila posti di lavoro

Nello Stato di New York l’energia solare è aumentata di quasi l’800 per cento tra il dicembre 2011 e il dicembre 2016, sviluppando quasi 1,5 miliardi di dollari di investimenti privati.
Lo Stato di New York si è posto l’obiettivo di raggiungere il 50 per cento di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili entro il 2030 e grazie al solare si sta avvicinando alla meta, tanto che nel 2013 aveva già raggiunto il 22 per cento.

Un miliardo di dollari puntato sul solare

La crescita del solare e in generale delle rinnovabili nello Stato di New York si deve soprattutto al Governatore Cuomo che ha riformato la strategia energetica dello Stato e ha posto il fotovoltaico al centro della politica energetica. Nel 2014 Cuomo ha preso un impegno storico puntando quasi un miliardo di dollari sul programma “NY-Sun”, creato per stimolare il mercato e aumentare il numero degli impianti solari presenti nello Stato per i successivi 10 anni: l’obiettivo è di aggiungere più di tre gigawatt di capacità solare installata entro il 2023.

Ottomila posti di lavoro nel solare

I vantaggi del programma sono già evidenti, come ha affermato lo stesso Governatore: “I nostri investimenti nell’energia pulita creano posti di lavoro, riducono le emissioni di carbonio, sostengono la crescita economica e contribuiscono a costruire una New York pulita e più verde per tutti”. E i numeri gli danno ragione, il settore del solare ha creato oltre 8mila posti di lavoro, facendo nascere nuove opportunità nel settore manifatturiero, dell’ingegneria e in altri comparti legati alle tecnologie pulite. Lo Stato di New York è così diventato leader nazionale nell’energia pulita dimostrando, come ha affermato lo stesso Cuomo, “che le rinnovabili sono tecnologie più accessibili e convenienti per i residenti e le imprese”.

Una strategia condivisa tra pubblico e privato

La crescita del 795 per cento del solare avvenuta negli ultimi cinque anni nello Stato è frutto di un’azione congiunta tra la New York State Energy Research and Development Authority, la New York Power Authority, la Long Island Power Authority, il Pseg Long Island e altri soggetti sia del settore pubblico sia del settore privato. Questa rete ha permesso allo Stato di New York di poter contare a fine 2016 ben 64.926 progetti legati al solare: una crescita esponenziale se si pensa che nel 2011 i progetti presenti erano solo 9.079. I contributi statali hanno permesso allo Stato di raggiungere i 744 megawatt circa di energia pulita di oggi, sufficienti a soddisfare la domanda energetica di oltre 121mila abitazioni.

Ripensare l’energia guardando al futuro

I passi avanti del solare sono solo una parte del piano che il Governatore Cuomo ha varato con la sua Energy Vision. L’impegno dello Stato si è concentrato su come aumentare l’utilizzo di tutte le fonti rinnovabili. È di qualche mese fa la notizia che è in via di progettazione la realizzazione di un parco eolico offshore da 90 megawatt al largo di Long Island. A questo si aggiunga il lavoro che lo Stato di New York sta facendo in tema di efficienza energetica, gestione dei rifiuti etc. L’obiettivo è di guardare al 2030 con tre ambiziosi traguardi: ridurre le emissioni di gas serra del 40 per cento (rispetto ai livelli 1990), raggiungere il 50 per cento di elettricità generata da fonti rinnovabili e aumentare l’efficienza degli edifici riducendo del 23 per cento rispetto ai livelli del 2012 il loro consumo di energia.

Fonte: http://www.lifegate.it

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