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Lieve rallentamento per il fabbisogno di petrolio e derivati.Nel corso del 2016 ’Italia ne ha consumato in tutto 59,6 milioni di tonnellate

Nel 2016 i consumi di prodotti petroliferi sono scesi a circa 59,6 milioni di tonnellate, con un decremento dello 0,6% (-331.000 tonnellate) rispetto al 2015.

La benzina, nel periodo considerato, ha mostrato una flessione del 2,9% (-230.000 tonnellate), e il gasolio dello 0,1% (-23.000 tonnellate). Nel 2016 la somma dei soli carburanti (benzina + gasolio), pari a circa 30,8 milioni di tonnellate, evidenzia un decremento dello 0,8% (-253.000 tonnellate). Nello stesso periodo, le vendite sulla rete hanno segnato per la benzina un calo del 2,7%, mentre per il gasolio hanno fatto registrare un incremento dell’1,1%. Nello stesso periodo le nuove immatricolazioni di autovetture sono risultate in crescita del 15,8%, con quelle diesel a coprire il 57% del totale e quelle di benzina il 32,8%. Le auto ibride hanno coperto il 2,1% delle nuove immatricolazioni, le elettriche si confermano allo 0,1%, quelle alimentate a GPL e a metano al 5,6% e al 2,4%.

Nel mese di dicembre 2016 i consumi petroliferi italiani sono ammontati a circa 5,2 milioni di tonnellate, con un decremento pari allo 0,9% (-47.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2015. La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di dicembre è risultata pari a circa 2,6 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 2 milioni di gasolio, con un decremento del 4,5% (-123.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2015.
I prodotti autotrazione, con un giorno di consegna in meno, in dicembre hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina ha mostrato nel complesso un decremento del 7,9% (-54.000 tonnellate) rispetto a dicembre 2015, e il gasolio autotrazione del 3,4% (-69.000 tonnellate). Le vendite sulla rete di benzina e gasolio nel mese di dicembre hanno segnato rispettivamente un decremento del 7,8% e del 3,7%.

In dicembre, le immatricolazioni di autovetture nuove sono aumentate del 13,1%, con quelle diesel che hanno rappresentato il 57,7% del totale (era il 56,5% nel dicembre 2015), mentre quelle di benzina hanno costituito il 31%. Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato il peso delle ibride sale al 2,8%, quello delle elettriche allo 0,2%, e quello del GPL e del metano risalgono rispettivamente al 6,1% e al 2,3%.

 

Fonte: http://www.e-gazette.it

39 progetti da tutto il mondo per realizzare centrali nella zona off limit, grazie agli sconti, ai  terreni e agli incentivi offerti allo scopo dal governo ucraino

Una centrale solare nell'area off limits intorno alla centrale nucleare di Černobyl. Per la fascia entro 30 km dall'impianto esploso nel 1986, scrive l'agenzia Bloomberg, è partita una gara fra 39 aziende (26 ucraine e 13 straniere) per installare impianti solari.

Il governo ucraino vuole utilizzare in qualche modo quel territorio, grande due volte la città di Los Angeles e che gode di un buon irraggiamento. Attività agricole e industriali sono però fuori discussione a causa della radioattività che ancora persiste, mentre i pannelli solari, che non richiedono una presenza fissa di personale, sono una delle poche opzioni praticabili. Gli impianti potrebbero inoltre usare la vecchia rete elettrica della centrale nucleare, ancora funzionante.

Per l'Ucraina, uno dei paesi europei più poveri, l'energia solare ridurrebbe la dipendenza dal gas del nemico russo. Il governo di Kiev offre i terreni in affitto a prezzi stracciati, con uno sconto dell'85%, e offre anche un incentivo di 17 centesimi di euro a kilowatt. I progetti presentati complessivamente arrivano a 2 GW (la vecchia centrale nucleare produceva 4 GW). Offerte sono arrivate, oltre che da società ucraine, da Cina, Germania, Irlanda, Danimarca, Austria, Bulgaria e Bielorussia.

 

Fonte: http://www.e-gazette.it

Realizzare una comunità energetica sostenibile i cui soci cooperano nella generazione, distribuzione, stoccaggio o fornitura di energia rinnovabile.

Come possiamo tecnicamente costruire una vera comunità energetica, nella quale consumer, prosumer e cittadini non produttori possano condividere una stessa produzione locale di energia distribuita, da fonti rinnovabili?

A questa domanda prova a dare una risposta un progetto da 17,6 milioni di euro, WiseGRID, finanziato nell'ambito del programma Horizon 2020.

L'obiettivo è mettere sul mercato una serie di soluzioni e tecnologie per aumentare intelligenza, stabilità e sicurezza di una rete energetica aperta, europea, che parta dai consumatori, con un uso avanzato delle tecnologie di stoccaggio e un significativo aumento della quota di rinnovabili.

Il modello seguito da WiseGRID riflette la posizione della Commissione europea che vuole “mettere il consumatore al centro del sistema energetico e promuovere comunità energetiche sostenibili”.
Una comunità di energia sostenibile è una PMI o un'organizzazione senza scopo di lucro, i cui azionisti o soci cooperano nella generazione, distribuzione, stoccaggio o fornitura di energia da fonti rinnovabili,

WiseGRID è una soluzione integrata che sarà dimostrata e valutata in condizioni di vita reale in 4 dimostratori su larga scala - in Belgio, Italia, Spagna e Grecia - in differenti condizioni tecniche, climatiche, normative, legislative e sociali.

I siti dimostrativi coinvolgeranno più di 1700 utenti, 60 batterie - per un totale di più di 300 kWh di capacità installata, 50 pompe di calore – per un totale di oltre 160 kWh di capacità installata, 180 EV, 40 stazioni di ricarica e più di 70 MWh di RES-FV, eolico e idroelettrico.

Al fine di realizzare questa visione, 4 gli obiettivi strategici:

1. Mettere il consumatore al centro

Domanda-risposta:
•    Permettere la partecipazione attiva, la protezione e la responsabilizzazione dei consumatori e prosumer europei;
•    Elaborare modelli di business sostenibili e raccomandazioni normative, basati su diverse tecnologie (smart metering, elettrodomestici intelligenti, batterie, veicoli elettrici, ecc.), per creare una situazione win-win sia per la rete che per i consumatori.

2. Proteggere la rete

Far evolvere la rete di distribuzione:
•    Tecnologie e metodi per avere un monitoraggio avanzato e consapevolezza della variabilità della generazione elettrica
•    Integrazione di Virtual Power Plant e microgrid come attività di bilanciamento attivo.

3. Rafforzare il sistema energetico

Integrazione dei sistemi di stoccaggio dell'energia rinnovabile nella rete, come le batterie o gli accumulatori di calore. Ottimizzazione della diffusione sul mercato di questi sistemi di storage, per gestire e bilanciare la rete in modo ottimale, rispondere meglio alle variazioni della domanda e riducendo allo stesso tempo le perdite nella distribuzione.

4. I servizi Innovativi

Integrazione di servizi Smart City.
Intelligente integrazione di servizi di mobilità elettrica per la ricarica, che offra una capacità di stoccaggio o di fornitura di elettricità alla rete, compreso l'eventuale uso delle batterie delle automobili come sistemi di storage o VPP.

 

Fonte: http://www.retenergie.it

In meno di dieci anni il fotovoltaico potrebbe diventare la risorsa energetica con il minor costo di generazione in buona parte del pianeta.

Il solare batte già il carbone in alcuni specifici contesti ma entro il 2025 - sostiene Bloomberg New Energy Finance (BNEF) - potrebbe essere in media, a livello globale, più conveniente della fonte fossile. Bloomberg ricorda che dal 2009 a oggi i prezzi del solare FV sono crollati del 62%, con tagli generalizzati in tutti gli anelli della filiera produttiva, dalla lavorazione del silicio alla fabbricazione di moduli e celle. L’anno scorso, prosegue l’analisi, in vari paesi tra cui Cile ed Emirati Arabi, si sono svolte aste che hanno assegnato nuova potenza rinnovabile a prezzi bassissimi. Parliamo di 2-3 centesimi di dollaro per kWh per l’elettricità generata dai migliori progetti solari. La tendenza, osservano gli esperti finanziari, è destinata ad accentuarsi, contando anche sulle nuove aste organizzate in un numero sempre più ampio di nazioni, soprattutto quelle emergenti tra cui Messico, Arabia Saudita e Giordania.

Le stesse agenzie internazionali (IEA e IRENA), ricordano gli analisti, si aspettano riduzioni consistenti dei costi del solare nei prossimi 5-10 anni tanto da aver innalzato le previsioni sullo sviluppo complessivo delle rinnovabili nel medio termine.Secondo le stime di BNEF, il costo finale per installare 1 MW di fotovoltaico a terra scenderà da poco più di 1$/watt oggi a 74 centesimi di dollaro per watt nel 2025, con una riduzione complessiva del 36% resa possibile da una serie di fattori, legati soprattutto alla maggiore efficienza dei moduli, alle economie di scala e alla produttività in aumento degli stabilimenti.

Il sorpasso del fotovoltaico sul carbone avverrà con velocità e tempi diversi. Paesi importatori del combustibile fossile o soggetti a restrizioni ambientali-carbon tax, ad esempio il Brasile e molti Stati europei, vedranno il solare al primo posto già intorno al 2020, se non addirittura prima.In paesi con ampie riserve domestiche di carbone, come Cina e India, molto probabilmente ci vorrà qualche anno in più. La principale critica mossa dai paladini carboniferi alle rinnovabili non programmabili, prosegue BNEF, è che queste ultime non possono garantire una fornitura costante di energia, quando il sole non splende o il vento non soffia.

Ecco perché il numero uno della World Coal Association, Benjamin Sporton, è convinto che nel 2035 il carbone sarà competitivo con le tecnologie pulite: difatti, osserva Sporton, bisogna calcolare gli extra costi necessari per mantenere in equilibrio il sistema elettrico con la capacità di generazione di backup, assicurata dai combustibili fossili.

Tuttavia questo ragionamento esclude i vantaggi di una filiera più corta del solare e gli svantaggi degli elevati extra costi sociali-ambientali correlati all’uso del carbone, normalmente scaricati sulla collettività, anziché rientrare nel computo totale di vantaggi-svantaggi economici delle diverse fonti energetiche.

In definitiva, sostiene BNEF, il fotovoltaico è sulla buona strada per fare piena concorrenza alle fonti “sporche” anche assumendo gli esborsi complessivi di sistema. In Cina, il principale mercato mondiale del solare, il costo di questa fonte rinnovabile è dato inferiore a quello del carbone intorno al 2030. Il problema maggiore per la Cina è l’inadeguatezza delle linee di trasmissione-distribuzione, che spesso costringe le utility a tagliare una parte dell’output rinnovabile per evitare congestioni di rete, ma anche a questo si porrà rimedio.

 

Fonte: http://www.qualenergia.it

Come le rinnovabili possono decarbonizzare il settore energetico, grazie alla diminuzione dei costi, innovazione tecnologica e politiche efficienti

Irena, l’agenzia internazionale per le energie rinnovabili, ha presentato il nuovo rapporto REthinking Energy 2017 che prende in esame le ultime tendenze delle energie rinnovabili ed i profondi cambiamenti che stanno avvenendo nel settore energetico in molti paesi, che richiedono azioni concrete e una cooperazione internazionale per cogliere le numerose opportunità per il futuro dell’energia.

Nel Rapporto, presentato in occasione della 7° assemblea di Irena, si sottolinea che la transizione energetica verso un futuro low carbon è ormai un dato di fatto, grazie alla forte riduzione dei costi in primis di fotovoltaico ed eolico, tecnologie sempre più competitive legate ai sistemi di accumulo e storage e benefici socio economici.

Nel report REthinking Energy 2017 emerge come gli investimenti globali nelle energie rinnovabili siano cresciuti costantemente per più di un decennio, passando da meno di 50 miliardi di dollari nel 2004 al record di 305 miliardi di dollari nel 2015. Nonostante lo scorso anno, secondo quanto riportato recentemente da Bloomberg New Energy Finance (BNEF) ci sia stata una diminuzione degli investimenti complessivi in energie rinnovabili, scesi a 273 miliardi di euro, le fonti pulite hanno continuato ad aumentare la loro competitività rispetto alle fossili, e gli investitori istituzionali si stanno interessando sempre di più alle energia rinnovabile, in quanto si tratta di investimenti che offrono rendimenti stabili nel lungo periodo.

La crescita degli investimenti globali nelle rinnovabili è principalmente legata a fotovoltaico ed eolico, che hanno visto nel 2014 un aumento rispettivamente del 13% e 16%, e sono i settori che rappresentano circa il 90% degli investimenti, grazie anche alla diminuzione dei costi di moduli FV e turbine eoliche.

Nel Rapporto emerge che un altro settore centrale è quello dei sistemi di accumulo. La pubblicazione infatti evidenzia che il solare fotovoltaico crescerà più velocemente di altri settori e il punto di svolta per la crescita dell’energia rinnovabile variabile deriverà dalle nuove tecnologie per immagazzinare l'elettricità.

IRENA stima che il mercato dello storage potrebbe aumentare da meno di 1 GW di oggi a 250 GW entro il 2030, con una crescita soprattutto delle batterie agli ioni di litio.
Ripensare l’energia significa anche una crescita delle soluzioni off-grid che, secondo le previsioni forniscono elettricità a circa 90 milioni di persone in tutto il mondo, e il loro sviluppo assicurerà l'accesso all'energia moderna e conveniente a centinaia di milioni di più persone in più e permetterà di raggiungere gli obiettivi di sviluppo.

Assicurare l’accesso universale all’elettricità entro il 2030 richiederà di aumentare la produzione di energia globale di quasi il 60%, attraverso soluzioni stand-alone e mini-grid, nuovi finanziamenti, tecnologie sempre più innovative e impegno da parte delle istituzioni. In questo modo si potrà fare un significativo passo in avanti nella soluzione dei problemi di sostenibilità, istruzione, parità di genere, salute, acqua e cibo.

Fonte: http://www.lifegate.it

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