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Sempre più diffusi i servizi innovativi per vivere meglio e risparmiare energia.

Energia non significa solo produzione ma anche consumo e di conseguenza efficienza e risparmio energetico. Riuscire a gestire l’energia è diventata l’ultima sfida tecnologica in campo energetico, perché se le rinnovabili sono la soluzione alla produzione di energia, l’efficienza e il risparmio energetico sono la risposta al contenimento dei consumi.

L’efficienza è un mercato in continua crescita, nel 2015 ha toccato quota 221 miliardi di dollari e ha un potenziale enorme non pienamente sfruttato, come ha sottolineato l’Agenzia internazionale per l’energia nel recente “Efficiency market report 2016”. L’uso di tecnologie intelligenti ed efficienti permette di ridurre la domanda di energia e la relativa produzione di energia da fonti fossili, con conseguente emissioni di CO2.
Alcune di queste tecnologie sono già state testate e presenti sul mercato, anche se in continua evoluzione.

Tesla, azienda americana produttrice di veicoli elettrici, è una tra le poche ad aver messo sul mercato una batteria per immagazzinare energia per uso domestico. La sua Powerwall  si basa su un sistema dotato di pannelli solari che forniscono più energia rispetto alle esigenze di casa. In questo modo, la Powerwall è in grado di prendere l’elettricità in eccesso e immagazzinarla così da poterla cedere quando la produzione elettrica non soddisfa la domanda.

Combinando i pannelli solari con una o più batterie domestiche Powerwall, la casa può alimentarsi indipendentemente dalla rete elettrica in quanto produce la stessa quantità di energia che consuma ma resta collegata alla rete elettrica per coprire i periodi di domanda molto elevata. Le batterie per uso domestico attualmente disponibili sul mercato sono ingombranti, oltre che costose da installare e mantenere. Al contrario, la batteria agli ioni di litio Powerwall sfrutta la collaudata tecnologia delle batterie delle auto Tesla per rifornire la tua casa di elettricità in modo sicuro ed economico. Completamente automatizzata, si installa facilmente e non richiede alcuna manutenzione. Ciascun Powerwall è dotato di 6,4 kWh di capacità di accumulo di energia, sufficiente a dare energia a una casa normale nelle ore serali sfruttando l'elettricità generata dai pannelli solari durante il giorno. Nelle case con maggior fabbisogno energetico, è possibile installare più batterie insieme. 

Tesla Powerwall viene inoltre proposta con una garanzia del produttore di 10 anni.

AS Solar è distributore ufficiale dei prodotti Tesla, clicca qui per avere maggiori informazioni.

 

Fonte: http://www.lifegate.it

Il sistema di energia pulita è stato sperimentato su un arcipelago delle Samoa Americane. È costituito da 5300 pannelli e da 60 batterie.

Tesla continua a puntare sulle rinnovabili e ancora una volta sfrutta la tecnologia di SolarCity per realizzare i suoi progetti. L’azienda specializzata nella realizzazione di auto elettriche infatti ha sviluppato un sistema fotovoltaico in grado di coprire il fabbisogno energetico di un’intera isola. La microgrid messa a punto da Tesla può generare 1.4 megawatt di energia e immagazzinare fino a 6 megawatt di riserva solare. Come sottolinea la società americana, il sistema riesce a produrre quasi il 100% dell’energia che l’arcipelago necessita. Prima che venisse sperimentata questa tecnologia, l’approvvigionamento energetico di Ta’u era affidato ai generatori inquinati a diesel, che oltre a rappresentare una minaccia per l’ambiente, avevano anche un costo elevato. Per coprire il fabbisogno energetico, infatti, della piccola isola delle Samoa Americane venivano bruciati 300 galloni di petrolio al giorno. Ora, grazie a Tesla è arrivata la svolta ecofriendly.

Il sistema fotovoltaico realizzato da Tesla, combina 5328 pannelli solari, che sono prodotti da SolarCity, con 60 batterie, sviluppate invece dalla stessa azienda americana. Questo mix tecnologico permette di coprire il bisogno energetico dei 600 residenti anche se manca il sole. La piccola centrale ecologica, infatti, grazie alle Powerpacks di Tesla è in grado di assicurare all’isola energia elettrica fino a 3 giorni consecutivi. Le microgrid inoltre sono anche veloci da ricaricarsi: i pannelli fotovoltaici, infatti, riescono a raggiungere la massima capienza in meno di 7 ore.

Dopo il tetto solare economico e resistente, l’azienda americana dunque guarda a queste piccole realtà per espandere il proprio business. Tesla, infatti, spera che il suo sistema solare possa attrarre l’attenzione anche di altri potenziali clienti.

 

Fonte: http://tecnologia.libero.it

La Commissione UE intende fissare paletti rigidi alla possibilità di concedere una corsia preferenziale alle fonti green.

La Commissione UE starebbe per abolire, nel pacchetto di riforma del mercato elettrico previsto per fine anno, la priorità di dispacciamento per l’energia rinnovabile. Questo vuol dire che le fonti green non avranno più la possibilità di essere immesse per prime nella rete elettrica, come avviene ora. Per l’Associazione nazionale dell’energia eolica questo "renderebbe vani tutti gli sforzi per la lotta al cambiamento climatico"Una tegola sta per arrivare dall’Europa sul settore delle energie rinnovabili.

L’indiscrezione è stata diffusa qualche giorno fa dal quotidiano britannico The Guardian e ora iniziano a circolare le bozze con i dettagli. In sostanza, secondo le intenzioni di Bruxelles, gli Stati membri potranno concedere la priorità di dispacciamento soltanto ai nuovi impianti rinnovabili o di cogenerazione ad alta efficienza con potenza inferiore a 500 kW (250 kW dal 2026) e ai progetti dimostrativi di tecnologie innovative. Potranno continuare a godere della priorità anche gli impianti che già ne usufruiscono prima dell’entrata in vigore della direttiva, ma il beneficio decadrà in caso di rifacimenti o potenziamenti che comportino un nuovo accordo di connessione. In ogni caso, se in un Paese gli impianti che godono della priorità superano il 15% della capacità installata totale non potrà più essere concesso il beneficio ad ulteriori impianti.

Gli Stati potranno mantenere la priorità di dispacciamento solo a patto di dimostrare alla Commissione europea che non è possibile eliminarla senza mettere a rischio il raggiungimento degli obiettivi Ue per le rinnovabili e l’efficienza. Questo vale in particolar modo se ciò avviene a causa del cattivo funzionamento dei mercati di breve termine. Bruxelles stabilisce infine che la priorità non dovrà in nessun caso minacciare la sicurezza del sistema elettrico. Inoltre, sostiene Bruxelles, non potrà essere portata come giustificazione per interruzioni delle capacità transfrontaliere e dovrà essere basata su criteri trasparenti e non discriminatori.

Come detto, le novità sono inserite nella direttiva che riforma il mercato elettrico europeo, attesa per fine anno. Fino ad allora tutto può ancora cambiare e comunque bisognerà vedere come le nuove norme verranno recepite a livello nazionale. Nel frattempo però il mondo delle rinnovabili è in allarme. La priorità di dispacciamento era infatti un volàno per le energie green: primo perché garantisce una certa redditività a chi investe in questo settore, poi perché, al contrario delle fonti fossili, quelle rinnovabili non sono programmabili e quindi hanno maggior bisogno di aiuti per renderle adattabili ai consumi.

“L’eliminazione della priorità del dispacciamento sarebbe un ulteriore colpo al settore delle rinnovabili e renderebbe vani tutti gli sforzi passati e presenti per la lotta al cambiamento climatico, mettendo in seria difficoltà il settore delle energie rinnovabili, che sulla base di questa norma ha modulato i propri investimenti”, commenta Anev, l’Associazione nazionale dell’energia eolica. Che fa anche notare come una mossa simile sarebbe in totale contraddizione con tutte le recenti politiche e dichiarazioni dell’Unione Europea contro i cambiamenti climatici: dalla Cop21 di Parigi alle dichiarazioni del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker che dice di volere l’Europa come leader mondiale nella lotta al riscaldamento terrestre.

 

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it

Firmato l'accordo tra Terna e RFI per interventi a sostegno delle rinnovabili, a partire dalla realizzazione di impianti fotovoltaici per una potenza fino a un massimo di 200 MW


E’ stata firmata la lettera d’intesa tra l’Amministratore Delegato di TERNA S.p.A. Matteo Del Fante e l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. Maurizio Gentile, che prevede la realizzazione di interventi di interesse comune a sostegno delle energie rinnovabili in Italia. La collaborazione tra le due Società è stata avviata nel 2015 quando Terna ha acquisito la rete in Alta Tensione del Gruppo di Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A., con l’obiettivo di realizzare nuovi progetti  partendo dalle sinergie esistenti, soprattutto per quanto riguarda le aree e le infrastrutture di confine e di interfaccia.

La prima iniziativa messa in campo dall’intesa appena siglata riguarda un progetto per la realizzazione di impianti fotovoltaici per una potenza massima di 200 MW, che sosterranno i consumi elettrici di RFI con energia green. Verranno dunque scelti dei siti su cui realizzare gli impianti fotovoltaici che assicureranno a Rete Ferroviaria Italiana una produzione di energia pulita fino a circa 300 GWh l’anno. Tra i siti potenzialmente idonei per la localizzazione degli impianti sono stati individuati anche alcuni in Sardegna nell’area di Cagliari (Villasor, Selargius) e in quella di Nuoro (Bolotana).

Si tratta di un progetto particolarmente significativo perché è il primo, a livello di grandi interventi nel settore dell’energia fotovoltaica in Italia, ad essere realizzato in un contesto di “grid parity”, quindi senza gli incentivi statali e, per la prima volta in progetti di questo genere, senza oneri aggiuntivi per famiglie e imprese.

Proprio per questo, per l’Amministratore Delegato di Terna, Matteo Del Fante, l’accordo assume ancora più valore nell’ambito dello lo sviluppo sostenibile, perché assicura un beneficio alla collettività in termini di sfruttamento di energie pulite senza alcun costo per il sistema elettrico nazionale.

Molto soddisfatto l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di RFI, Maurizio Gentile che si augura che grazie all’accordo si consoliderà negli utenti la vision sostenibile dell’azienda e il ruolo del treno come mezzo di trasporto condiviso più sostenibile ecologicamente. "E’ infatti obiettivo di RFI ridurre i consumi energetici della trazione elettrica dei treni, nelle stazioni, nella segnaletica ferroviaria e negli ambienti di lavoro sostituendo l’illuminazione tradizionale con quella a led. Nei cantieri ferroviari, poi, è sempre più frequente l’utilizzo di materiali riciclabili”.

 

Fonte: http://www.infobuildenergia.it

L'Agenzia europea per l’ambiente ha diffuso gli allarmanti dati dell'impatto dell'inquinamento atmosferico sulla salute

Il nuovo rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente (EEA) “Qualità dell’aria in Europa – 2016” mostra l'impatto provocato dall’inquinamento atmosferico sulla salute dei cittadini europei, in particolare nelle aree urbane. Se da una parte la qualità dell'aria sta lentamente migliorando, grazie alla riduzione delle emissioni, dall’altra l'inquinamento atmosferico rimane troppo alto e rappresenta il maggior pericolo per la salute ambientale in Europa. La relazione parla di 467 000 morti premature ogni anno con effetti sulla qualità della vita dei cittadini.

Hans Bruyninckx, EEA Executive Director sottolinea che la riduzione delle emissioni ha portato a miglioramenti nella qualità dell'aria in Europa, ma non abbastanza per evitare danni inaccettabili per la salute umana e l'ambiente. E’ necessario affrontare alla radice le cause di inquinamento atmosferico, attraverso una trasformazione innovativa e radicale dei nostri sistemi di mobilità, del sistema alimentare e dell'energia. Questo processo di cambiamento richiede un intervento da parte di tutti, comprese le autorità pubbliche, le imprese, i cittadini e le comunità di ricerca .

Il Rapporto offre una panoramica aggiornata e l'analisi della qualità dell'aria in Europa nel periodo tra il 2000-2014 sulla base di dati provenienti da stazioni di monitoraggio ufficiali tra più di 400 città in tutta Europa.
Quello che emerge è che nel 2014 circa l'85% della popolazione urbana nell'UE è stata esposta a concentrazioni di particolato fine PM10 e PM25 a livelli ritenuti dannosi per la salute dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). La relazione mostra anche che la qualità dell'aria è migliorata nel corso degli anni. Il PM10 media annuale è infatti calato nel 75% dei siti monitorati durante il periodo 2000-2014.

Karmenu Vella, commissario europeo per l'Ambiente, Affari marittimi e della pesca commentando la relazione ha evidenziato la necessita che la Commissione europea mantenga questo tema in cima all'agenda politica impegnandosi a garantire il miglioramento della qualità dell'aria. Va in questa direzione la direttiva approvata dal Parlamento europeo che impone limiti più bassi ai principali inquinanti con l'obiettivo di abbassare la quantità di elementi inquinanti nell’atmosfera sotto i livelli del 2005, entro il 2030.


I dati divisi per paese per l’Italia parlano di 66.630 decessi nel 2013 a causa dell’inquinamento attribuibili a particolato fine (PM 2.5), 21.040 al biossido di azoto (NO2) e 3.380 all'ozono (O3).

 

Fonte: http://www.infobuildenergia.it

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