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Le due società collaboreranno nella produzione di moduli fotovoltaici a Buffalo, nello stato di New York.

Tesla e Panasonic hanno sottoscritto una lettera d’intenti nella quale viene indicata la volontà da parte delle due aziende di collaborare nelle produzione di celle e moduli fotovoltaici, a partire dal 2017.
Grazie a questo accordo le aziende potranno un fornire un sistema “chiavi in mano”.

L’accordo dovrebbe essere sottoscritto dopo l’acquisizione di SolarCity, una grande fabbrica per la produzione di moduli, che sorgerà a Buffalo, nello stato di New York. In base a tale accordo, Tesla utilizzerà i pannelli fotovoltaici per la realizzazione di un sistema capace di integrarsi con i sistemi di stoccaggio dell’energia già in produzione del colosso americano guidato da Elon Musk, ovvero PowerWall e PowerPack.

In questo modo Tesla dovrebbe essere in grado di fornire un pacchetto completo per la produzione di energia da fonti rinnovabili e il suo stoccaggio sia per clienti residenziali, commerciali e per la rete.
La collaborazione tra le due società non è nuova. Il rapporto infatti è già iniziato con la partecipazione nella produzione di batterie per i veicoli elettrici di Tesla, nella Gigafactory.

Le previsioni parlano di una possibile riduzione del costo per kilowattora del pacchetto di oltre il 30 per cento. Se l’acquisizione di SolarCity andrà a termine, dal 2017 le due società potrebbero già iniziare a produrre i primi sistemi per la produzione di energia solare sia per privati, che per le aziende.

 

Fonte: http://www.lifegate.it

X-Hybrid: il nuovo sistema per l'accumulo energetico

I pannelli solari producono il loro massimo durante il giorno, quando il sole splende e quando tu e la tua famiglia tendete a usare la minor quantità di energia o avete i livelli di consumo più bassi. Con il continuo aumento del costo dell’energia e la perdurante diminuzione degli incentivi per l’energia rinnovabile, è fondamentale ottenere i massimi risultati dal proprio sistema fotovoltaico. X-Hybrid di Solax è la soluzione perfetta per il presente e il futuro. La soluzione X-Hybrid rende possibile l’utilizzo dell’energia solare indipendentemente dall’orario grazie alla conservazione della capacità inutilizzata. La logica interna converte e rende disponibile l’energia solare dove serve e quando serve.

Solax si impegna a fornire una vasta gamma di prodotti FV e di soluzioni energetiche  avanzate, affidabili, sicure ed efficienti in termini di costi, ideate per soddisfare la crescente domanda energetica mondiale.

Tutti i prodotti Solax sono stati progettati, testati e prodotti sulla base dei più alti standard globali. Le apparecchiature sono dotate di certificazioni internazionali, quali TÜV, CE, SAA, UL, MCS, ROHS e certificati inverter, VDE, SAA, EN50438, G83, G59, C10/11, CEI 0-21.

Gli inverter ibridi di Solax includono al proprio interno un inseguitore MPPT integrato così come una sistema di gestione dei gruppi batteria.

L’unico sistema on grid, che integra un carica batteria avanzato e la funzione EPS.

X-Hybrid offre:

• la più recente tecnologia nel campo degli inverter solari;

• un sistema completamente integrato con la gestione a bordo della batteria;

• un maggiore auto consumo dell’energia generata (minimo 80%);

• una gestione che dà priorità al carico e allo stoccaggio nella batteria rispetto alla cessione alla rete;

• funzione EPS in caso di blackout, con sezionatore automatico di sicurezza per l’isolamento del sistema dalla rete in caso di manutenzione.

• possibilità di modificare le priorità in base alle proprie esigenze tramite pannello di controllo user-friendly;

• installazione plug and play;

• notevole risparmio sui costi rispetto ai prodotti equivalenti

 

AS Solar è distributore ufficiale dei sistemi per l'accumulo energetico X-Hybrid di SOlax, clicca QUI per visualizzare la gamma completa.

Il patrimonio edilizio in Italia è responsabile di più del 50% delle emissioni, quali sono gli interventi possibili per migliorare ambiente e qualità della vita

In occasione della 4a edizione del forum Energia di ENGIE, il Politecnico di Milano ha presentato uno studio dedicato all'inquinamento in 5 città italiane con focus particolare sul ruolo delle tecnologie per il riscaldamento delle abitazioni e dei sistemi di trasporto sulla qualità dell'aria.

Per quanto le politiche nazionali sembrino maggiormente concentrate sulla mobilità, in realtà bisognerebbe impegnarsi di più sugli edifici, responsabili di più del 50% delle emissioni di CO2.

È verosimile che nei prossimi anni le emissioni dei sistemi di trasporto urbano continueranno a ridursi, grazie all'adozione di veicoli sempre meno inquinanti o ibridi, in modo molto più rilevante rispetto a quelle degli impianti termici, grazie ai provvedimenti normativi finalizzati alla riduzione del parco circolante più inquinante.

Considerando che in Italia il 56% degli edifici è nella classe di efficienza energetica più bassa (G) e solo il 2% in classe A, è dunque evidente che nel nostro paese sia una proprità l'intervento per efficientare i sistemi di riscaldamento degli edifici, per ridurre l'emissione di CO2, migliorare la qualità dell'aria, proteggere la salute dei cittadini.

A livello europeo l'Unione europea ha da tempo definito delle politiche specifiche per l'efficienza energetica degli edifici tra cui la 2012/27 UE approvata lo scorso giugno dal Parlamento europeo.

Dall'analisi del Politecnico sui dati delle città di Milano, Genova, Firenze, Parma e Perugia, emerge che, pur con alcune differenze per le singole specificità tra i Comuni oggetto d'analisi, il parco edilizio è vetusto, circa il 55% delle abitazioni ha infatti più di 40 anni, e gli impianti termici sono responsabili di una percentuale molto alta di emissioni giornaliere di CO2 che, in inverno, varia tra il 47 e il 75%. E' significativamente alto anche il ruolo degli impianti di riscaldamento degli edifici rispetto alle emissioni giornaliere nei mesi freddi di particolato PM10 e PM2,5, i maggiori inquinanti a livello locale.

Lo studio ha anche stimato il bilancio costi-benefici collegato alla scelta di sostituzione degli impianti di riscaldamento degli edifici con sistemi ad alta efficienza energetica. Sono state analizzate tre diverse soluzioni per l'efficienza energetica: caldaie a condensazione, pompe di calore e sistemi di telecontrollo. Dall'analisi emerge che potrebbero esserci importanti diminuzioni delle emissioni nei mesi invernali fino a circa il 30% per la CO2 e fino al 50% per le emissioni di particolato, soprattutto laddove ci siano impianti a legna.

Nella città di Milano, ad esempio, sostituendo il 10% circa degli impianti più vecchi e meno efficienti con impianti più moderni (caldaie a gas a condensazione e pompe di calore), si otterrebbe un contributo in termini di riduzione di emissioni giornaliere analogo ad un blocco del traffico per 6 settimane.

A ciò va aggiunto che i tempi di ritorno dell'investimento su interventi di efficientamento di questo tipo non sono eccessivamente lunghi, si va dai 6 ai 12 anni, anche se l'indicatore considera solo il risparmio economico nei consumi e non altre esternalità in termini ambientali e di salute per gli abitantio delle città.

Per migliorare la qualità dell'aria intervenendo nell'efficientamento energetico degli edifici è necessario un approccio integrato che preveda  norme certe, semplificazione della burocrazia e un piano di sviluppo edilizio che abbia chiari obiettivi di riqualificazione del parimonio edilizio esistente.

Dalla giornata di lavori è emerso che interventi, anche limitati, sui sistemi di riscaldamento e condizionamento degli edifici, nei soli 20 capoluoghi di Regione, diminuirebbero le emissioni dal 10% al 50% creando ricadute positive sulle imprese Italiane attive nella filiera dell’efficienza energetica sino a 1 miliardo di euro di volume d’affari.

 

Fonte: http://www.infobuildenergia.it

Il Gestore dei Servizi Energetici si dota di droni, in via sperimentale, per rafforzare e rendere più efficienti le verifiche sugli impianti a fonti rinnovabili.

Il telerilevamento attraverso droni consente al GSE di verificare lo stato di tetti e coperture di impianti altrimenti non accessibili in sicurezza, di ottimizzare i tempi delle verifiche e di sfruttare le elaborazioni delle immagini per integrare le diverse tipologie di controllo.

La prima uscita è avvenuta martedì 11 ottobre su impianti fotovoltaici installati sulle coperture di capannoni industriali nel Comune di Fiano Romano. Il drone del GSE ha sorvolato i pannelli acquisendo immagini e dati che possono essere poi lavorati con un software dedicato. Alla verifica ha partecipato il Presidente del GSE, Francesco Sperandini.

Il telerilevamento attraverso sistemi aerei a pilotaggio remoto Sapr, autorizzati al volo dall'Enac (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile) consente al Gestore di verificare lo stato di tetti e coperture di impianti altrimenti non accessibili in sicurezza, di ottimizzare i tempi delle verifiche e di sfruttare le potenzialità di numerosi sensori e le elaborazioni delle immagini per integrare le diverse tipologie di controllo.

Grazie al supporto di macchine termografiche montate sul drone, il GSE è in grado di rilevare eventuali malfunzionamenti negli impianti per segnalarli all'operatore, che potrà poi effettuare interventi di manutenzione mirati.

Fino alla fine di ottobre saranno effettuati altri dieci sopralluoghi in via sperimentale, sempre con l'utilizzo di droni. Inoltre, per rendere più efficiente questa specifica attività di monitoraggio degli impianti, alcuni dipendenti della Direzione Verifiche e Ispezioni del Gestore dei Servizi Energetici stanno conseguendo l'abilitazione alla conduzione di droni Sapr di massa operativa al decollo minore di 25 kg.

 

Fonte: http://www.qualenergia.it

Il 15 ottobre Greenpeace ha consegnato all’isola di Lampedusa e al Sindaco Giusi Nicolini un impianto fotovoltaico da 40 kWp acquistato attraverso il progetto di crowdfunding "Accendiamo il sole", a cui hanno partecipato quasi mille persone.

"L’impianto fotovoltaico porterà benefici sia all’Isola che all’ambiente", spiega Greenpeace in una nota pubblicata sul suo sito. "Il Comune risparmierà quasi 200mila euro, che potranno essere usati a vantaggio dei cittadini per una Lampedusa più efficiente e pulita, e si eviterà l’immissione in atmosfera di circa 300 tonnellate di CO2, l'equivalente di oltre 1 milione di km percorsi in auto!"

In queste ore sono partiti i lavori per l’installazione dei moduli sul tetto di un edificio del comune, e dovrebbero essere ultimati in un paio di settimane. A quel punto mancherà solo l’allaccio alla rete da parte dell’azienda di distribuzione locale, previa domanda del Comune.

Greenpeace ha sbloccato uno degli ennesimi paradossi delle rinnovabili all’italiana: il Comune di Lampedusa, si legge nella nota dell'associazione ambientalista, aveva partecipato a un bando per la realizzazione dell’impianto, ma le lungaggini burocratiche avevano fatto sì che l’installazione dell'impianto venisse autorizzata quando il bando era ormai scaduto.

"Abbiamo compiuto un gesto, piccolo ma concreto, per un’isola come Lampedusa che è crocevia delle rotte dei migranti nel Mediterraneo. E non di rado queste persone fuggono da conflitti collegati alla corsa ai combustibili fossili - dichiara Alessandro Giannì, Direttore delle Campagne di Greenpeace Italia - Dobbiamo puntare su un pianeta 100% rinnovabile, un mondo in cui la pace è più facile, il mondo che vogliamo e per cui ci adoperiamo".

 

Fonte: http://www.qualenergia.it

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