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Ecco come si vedono 4 milioni di pannelli fotovoltaici dallo spazio. In Cina c'è l'impianto fotovoltaico più grande al mondo.

È un rincorrersi di record. La palma di impianto più grande è passata negli anni dalla Spagna, attraverso la California, passando poi al Sud Africa e l’India. A febbraio, grazie alle immagini scattate dal satellite Landsat 8 della Nasa, sappiamo che il Longyangxia Dam Solar Park in Cina è oggi uno degli impianti più grandi al mondo. Si tratta di 4 milioni di pannelli fotovoltaici installati nel giro di 4 anni, dal 2013 ad oggi. Lo scorso 5 gennaio l’impianto copriva un superficie di 27 chilometri quadrati nella provincia di Qinghai, con una capacità di 850 MW. Quasi il doppio di una centrale nucleare di piccole dimensioni. 200 mila le famiglie potenziali che potranno beneficiare dell’elettricità prodotta dall’impianto.

NASA Longyangxia Dam Solar Park 2013

 

Gli altri impianti da record

Negli anni il titolo di “impianto più grande” è passato dalle mani della Topaz Solar Farm, in California, con 550 MW. Successivamente sempre in California: 579 MW per la Solar Star, per poi passare all’indiana Kamuthi Solar Project, con installata una potenza pari a 648 MW.

Un impianto fotovoltaico da rercord

L’impianto è stato realizzato grazie ad un investimento di più di 800 milioni di euro. Secondo Reuters la Cina nei prossimi 3 anni investirà ulteriori 360 miliardi di euro nelle energie rinnovabili. Per raggiungere quota 110 GW di energia solare e 210 GW di eolico. Questo ennesimo record asiatico non fa che confermare la leadership cinese nel settore fotovoltaico: il paese è oggi il primo produttore di energia fotovoltaica al mondo, con 77,42 gigawatt di potenza installata, capaci di produrre circa 66,2 miliardi di kilowattora nel 2016. Seguono gli Stati Uniti con 14 gigawatt, il Giappone con 8,6 gigawatt e l’India con 4,5 gigawatt.
Ma il record del Longyangxia Dam Solar Park è destinato ad essere tale ancora per poco. Nei titanici piani cinesi per la realizzazione di mega impianti fotovoltaici c’è infatti la costruzione, già in corso d’opera, di una centrale nella regione di Ningxia. Più di 46 chilometri quadrati di pannelli, con una capacità installata, una volta completata di 2 GW. In Italia, nel 2016, sono stati installati 368 MW di nuova potenza, un quinto della nuova centrale che, una volta completata, fornirà energia a circa 7mila famiglie. Un piccolo centro abitato.

 

Fonte: http://www.lifegate.it

In cinque anni lo stato di New York ha registrato una crescita record per il solare con 1,5 miliardi di dollari di investimenti privati e 8mila posti di lavoro

Nello Stato di New York l’energia solare è aumentata di quasi l’800 per cento tra il dicembre 2011 e il dicembre 2016, sviluppando quasi 1,5 miliardi di dollari di investimenti privati.
Lo Stato di New York si è posto l’obiettivo di raggiungere il 50 per cento di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili entro il 2030 e grazie al solare si sta avvicinando alla meta, tanto che nel 2013 aveva già raggiunto il 22 per cento.

Un miliardo di dollari puntato sul solare

La crescita del solare e in generale delle rinnovabili nello Stato di New York si deve soprattutto al Governatore Cuomo che ha riformato la strategia energetica dello Stato e ha posto il fotovoltaico al centro della politica energetica. Nel 2014 Cuomo ha preso un impegno storico puntando quasi un miliardo di dollari sul programma “NY-Sun”, creato per stimolare il mercato e aumentare il numero degli impianti solari presenti nello Stato per i successivi 10 anni: l’obiettivo è di aggiungere più di tre gigawatt di capacità solare installata entro il 2023.

Ottomila posti di lavoro nel solare

I vantaggi del programma sono già evidenti, come ha affermato lo stesso Governatore: “I nostri investimenti nell’energia pulita creano posti di lavoro, riducono le emissioni di carbonio, sostengono la crescita economica e contribuiscono a costruire una New York pulita e più verde per tutti”. E i numeri gli danno ragione, il settore del solare ha creato oltre 8mila posti di lavoro, facendo nascere nuove opportunità nel settore manifatturiero, dell’ingegneria e in altri comparti legati alle tecnologie pulite. Lo Stato di New York è così diventato leader nazionale nell’energia pulita dimostrando, come ha affermato lo stesso Cuomo, “che le rinnovabili sono tecnologie più accessibili e convenienti per i residenti e le imprese”.

Una strategia condivisa tra pubblico e privato

La crescita del 795 per cento del solare avvenuta negli ultimi cinque anni nello Stato è frutto di un’azione congiunta tra la New York State Energy Research and Development Authority, la New York Power Authority, la Long Island Power Authority, il Pseg Long Island e altri soggetti sia del settore pubblico sia del settore privato. Questa rete ha permesso allo Stato di New York di poter contare a fine 2016 ben 64.926 progetti legati al solare: una crescita esponenziale se si pensa che nel 2011 i progetti presenti erano solo 9.079. I contributi statali hanno permesso allo Stato di raggiungere i 744 megawatt circa di energia pulita di oggi, sufficienti a soddisfare la domanda energetica di oltre 121mila abitazioni.

Ripensare l’energia guardando al futuro

I passi avanti del solare sono solo una parte del piano che il Governatore Cuomo ha varato con la sua Energy Vision. L’impegno dello Stato si è concentrato su come aumentare l’utilizzo di tutte le fonti rinnovabili. È di qualche mese fa la notizia che è in via di progettazione la realizzazione di un parco eolico offshore da 90 megawatt al largo di Long Island. A questo si aggiunga il lavoro che lo Stato di New York sta facendo in tema di efficienza energetica, gestione dei rifiuti etc. L’obiettivo è di guardare al 2030 con tre ambiziosi traguardi: ridurre le emissioni di gas serra del 40 per cento (rispetto ai livelli 1990), raggiungere il 50 per cento di elettricità generata da fonti rinnovabili e aumentare l’efficienza degli edifici riducendo del 23 per cento rispetto ai livelli del 2012 il loro consumo di energia.

Fonte: http://www.lifegate.it

Dalla Apple di Cupertino al quartier generale della General Electric di Boston. Gli edifici a energia solare che proiettano l’architettura nel futuro

Il solare è ormai a portata di tutti, soprattutto delle archistar che si stanno sbizzarrendo a realizzare futuristici edifici a energia solare e sempre più sostenibili, proponendo una nuova estetica che cambierà il volto delle città. Nei prossimi due anni, potremo ammirare alcuni dei più grandi progetti di edifici che integrano il fotovoltaico non solo nel tetto ma anche nelle facciate.

 

Lo “Spaceship”, il quartier generale di Apple

La splendida nuova sede di Apple a Cupertino, in California, produrrà oltre 16 megawatt di energia grazie ai pannelli installati sul tetto. Costata 5 miliardi di dollari, questa gigantesca struttura circolare soprannominata “Spaceship” verrà inaugurata ad aprile e ospiterà 12 mila dipendenti. Nel campus saranno presenti anche celle a biogas che produrranno 4 megawatt di energia e altri 130 megawatt saranno generati dal vicino impianto solare “First Solar”. Oltre alle rinnovabili, Apple sta completando l’opera inserendo elementi di design sostenibile e creando percorsi per gli amanti della mountain bike e del jogging. Il campus di 708.200 mq sarà occupato per l’80 per cento dal verde grazie a 2.500 nuovi alberi che saranno piantati per creare un bosco che conterà oltre 7 mila piante. “Stiamo costruendo una nuova sede che, a mio avviso, sarà l’edificio più verde del pianeta. Sarà un centro per l’innovazione”, ha detto Tim Cook, il CEO di Apple.

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Il “Sol invictus” di Melbourne

Il nuovo grattacielo da 60 piani che sta per essere costruito a Melbourne offrirà ai futuri residenti un’esperienza completamente nuova: energia autoprodotta, rinnovabile e sempre a disposizione. Per raggiungere il loro obiettivo, gli architetti di Peddle Thorp hanno progettato l’edificio con una facciata avvolta da celle solari per catturare il maggior irradiamento solare da est a ovest, delle turbine eoliche sul tetto, un sistema di accumulo a batteria, il tutto con un design sostenibile. L’edificio sarà completato nei prossimi tre-quattro anni.

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Il “Solar veil” di General Electric

Il nuovo quartier generale di General Electric a Boston si affaccerà sul Fort Point Channel della città e si distinguerà da tutti gli altri edifici per una sorta di “velo solare”, una struttura posta sull’edificio come un drappo e composta da listelli solari che permetteranno alla luce di passare ma non prima che sia rimbalzata sulle loro superfici fotovoltaiche. L’edificio sarà pronto anche a reagire agli effetti dei cambiamenti climatici, è prevista infatti la costruzione di un piano terra rialzato e di sistemi innovativi che permetteranno all’edificio di superare le criticità che potrebbero verificarsi con l’innalzamento del livello del mare. Il progetto prevede l’utilizzo di due vecchi magazzini di mattoni che verranno ristrutturati, la creazione di giardini pensili e la piantumazione dell’area con nuovi alberi. Per incoraggiare l’uso dei mezzi pubblici, della bicicletta o degli spostamenti a piedi, la multinazionale ha deciso di creare solo 30 posti auto a fronte degli 800 dipendenti attesi. Quando l’edificio sarà completato nel 2018, diventerà probabilmente uno degli edifici più verdi degli Stati Uniti.

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La “Gigafactory” di Tesla

La Gigafactory aperta da Tesla, inaugurata nel giugno 2014 poco lontano da Sparks in Nevada, nel 2018 raggiungerà la piena capacità nella produzione di batterie immettendo nel mercato annualmente più batterie agli ioni di litio di quante ne siano state prodotte nel mondo nel 2013. Fulcro dell’impero dell’auto elettrica, la Gigafactory non è solo il più grande edificio del mondo per spazio fisico occupato (509.904 mq di fabbrica), ma anche un impianto net-energy, che quindi utilizzerà solo energia proveniente da fonti rinnovabili. Il progetto della fabbrica di Elon Musk, ha escluso a priori la realizzazione di tubature per il gas per costringere a immaginare una realtà che facesse affidamento solo sulle fonti rinnovabili. Attualmente l’intero tetto è realizzato con pannelli solari, installati anche sulle vicine colline. A completare le esigenze energetiche della fabbrica ci pensa un impianto geotermico e l’installazione di turbine eoliche.

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La Copenhagen International School

La Copenhagen International School in Danimarca avrà pareti ricoperte da 12mila piastrelle solari colorate che produrranno la metà dell’energia– circa 300 megawattora all’anno – necessaria alle attività della scuola. Una volta terminati i lavori, nel 2017, la scuola potrà vantare la più grande facciata solare del mondo. Nel tentativo di coinvolgere i 1.200 studenti nel progetto, la scuola ha integrato i percorsi di studio con approfondimenti legati al solare. Questo permetterà agli studenti di monitorare la produzione di energia in tempo reale ed utilizzare l’esperienza nello studio della fisica e della matematica.

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Fonte: http://www.lifegate.it/

E' disponibile per il download la Newsletter AS Solar relativa al mese di Febbraio 2017.

 

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E.ON sta per lanciare un servizio innovativo che permetterà agli utenti di salvare l’elettricità eccedente autoprodotta con il fotovoltaico in un portafoglio virtuale, per poi utilizzarla in seguito con diverse applicazioni. Così le utility cercano di salire sul treno dei mercati energetici diffusi.

BitCoin dell’energia, comunità solari, reti elettriche intelligenti con sistemi di accumulo e gestione attiva della domanda, piattaforme digitali per lo scambio di dati. La generazione energetica distribuita può assumere tante forme e nomi diversi, secondo le esperienze che stanno maturando in alcuni paesi, dagli Stati Uniti alla Germania, passando per l’Australia (vedi QualEnergia.it per una panoramica di questi progetti).

Il modello di produzione elettrica centralizzata, con grandi impianti alimentati dai combustibili fossili, è messo sempre più in difficoltà dallo sviluppo delle tecnologie pulite. Così le utility, da un lato, cercano di conservare lo status quo, difendendo il possesso delle infrastrutture convenzionali (reti e centrali termoelettriche), dall’altro iniziano ad aprirsi alle novità. A fare scuola, per molti aspetti, è il caso tedesco con il trio-polio esercitato da E.ON, RWE, EnBW.

Proprio dal colosso tedesco E.ON sta per essere lanciata un’iniziativa dedicata a chi possiede un impianto fotovoltaico domestico. Con il servizio SolarCloud, infatti, gli utenti potranno “salvare” quantità illimitate di energia solare in un portafoglio elettrico virtuale, per poi attingere a questa riserva nel momento in cui c’è bisogno, ad esempio per fronteggiare un picco di consumi. Il servizio partirà in Germania da aprile. Nella fase iniziale sarà abbinato alla soluzione di storage residenziale Aura, sviluppata con Solarwatt, ma l’obiettivo è creare un sistema più ampio, che permetta alle persone di “abbattere le barriere” delle forniture tradizionali, come sostiene la compagnia.

L’utente, in questa visione più democratica e partecipativa, potrà produrre, consumare e vendere ai vicini la propria energia, contando su un mix di tecnologie: impianto FV, batterie di accumulo, software avanzati per conteggiare l’elettricità eccedente immessa in rete e valorizzarla sotto forma di crediti virtuali. E.ON sta studiando i prossimi passi. Ad esempio, la possibilità di sfruttare il portafoglio della “nuvola” per ricaricare l’auto a zero emissioni quando si è lontano da casa, o cedere il surplus energetico autoprodotto dai pannelli fotovoltaici agli abitanti di uno stesso quartiere.

Sempre in Germania non si può dimenticare il progetto della SonnenCommunity, partito nel 2015 su iniziativa del più grande produttore tedesco di batterie residenziali. L’idea che regge queste comunità è creare delle centrali elettriche virtuali, costituite da migliaia di piccoli impianti e sistemi di storage. Nel caso di Sonnen ci sono anche impianti rinnovabili più grandi e si pensa in futuro d’includere dispositivi centralizzati di accumulo.
Produttori e consumatori quindi possono scambiarsi energia sulla rete “intelligente” (smart grid), utilizzando piattaforme digitali che riescono a gestire in tempo reale una varietà di parametri: domanda e offerta di elettricità, relativi prezzi, disponibilità delle singole batterie.

In poche parole il “dare” e “avere” per ogni utente interconnesso. Questa potrebbe essere la nuova rivoluzione dell'energia.

 

Fonte: http://www.qualenergia.it

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