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Pubblicato uno studio dell’associazione europea costruttori auto (Acea) sulla mobilità a emissioni zero

“Cresce in Italia l’appeal dell’elettrico, ma siamo fanalino di coda tra i grandi Paesi Ue sia nelle vendite di auto pulite sia soprattutto nelle infrastrutture di supporto. Da una parte infatti oltre metà dei consumatori italiani prende in considerazione l’acquisto di una ibrida o elettrica, dall’altra il mercato vale ancora lo 0,2% (1,5% la quota Ue) e le colonnine di ricarica presenti nelle nostre strade sono, secondo uno studio rilasciato ieri da Acea, poco più di 2.700, il 2,35% del totale Ue”. L

Ostacoli legati a barriere economiche e infrastrutturali

Al momento in Italia come in Europa gli ostacoli principali in un mercato che secondo gli obiettivi dovrebbe crescere di 10 volte nel giro dei prossimi 7 anni sono legate a barriere economiche e infrastrutturali, quindi anche politiche. In Italia, secondo l’indagine svolta ad aprile su un campione stratificato di 1.400 acquirenti, i più propensi all’acquisto sono i consumatori giovani (tra i 25-44 anni) e scolarizzati, che utilizzano un’auto premium e per non più di 3 anni.

6 Paesi UE detengono l'85% del mercato

Anche in Europa la correlazione tra le vendite dell’elettrico e il reddito pro-capite è lampante, con 6 Paesi a forte reddito (Germania, Regno Unito, Francia, Svezia, Paesi Bassi e Belgio) che da soli detengono l’85% del mercato. Ancora di più, secondo il rapporto di una preoccupata Acea, pesa la questione infrastrutture, con 117mila colonnine di ricarica dislocate in Europa; un numero molto esiguo se si considera l’obiettivo della Commissione Europea posto a 2 milioni di aree di sosta entro il 2025. E ancora più esigua è la quota italiana (2,35%) in uno scenario che vede nei soli Paesi Bassi, Germania, Francia e Regno Unito la gran parte (76%) delle infrastrutture di supporto.

Carenza di colonnine di ricarica in Italia

“Per ogni colonnina di ricarica presente in Italia ne troviamo 12 nei Paesi Bassi e 9 in Germania, e questa carenza alla lunga potrà pesare non solo sul fronte ambientale ma anche su quello turistico: rischiamo infatti di non avere le infrastrutture necessarie per i viaggiatori del prossimo futuro”.

Il 10 Luglio l'UE vota sugli impegni perr le auto "low emission"

Il 10 luglio le Commissioni Industria e Trasporto del Parlamento europeo voteranno delle proposte della Commissione Ue – definite irrealistiche da Acea – che prevedono una quota delle vendite di auto a ‘zero’ o ‘low emission’ 15% entro il 2025 e del 30% nel 2030.

 

Fonte: http://energiaoltre.it/

Secondo il Global Opportunity Report 2018 si potrebbe contenere di 1 grado il riscaldamento globale entro il 2100

Meno emissioni per 89,7 giga-tonnellate di CO2 e contenimento dell’aumento di 1 grado del riscaldamento globale entro il 2100 da una gestione più efficiente degli impianti di condizionamento esistenti. È quanto emerge dal Global Opportunity Report 2018 condotto a livello mondiale da Dnv Gl – Business Assurance, dal Global Compact delle Nazioni Unite e da Sustainia.

Il condizionamento rappresenta il 17% della domanda globale di energia elettrica

Come si può arrivare a cifre simili? Attualmente, il condizionamento rappresenta il 17% della domanda globale di energia elettrica ed emette gas fluorurati, che hanno un impatto potenziale sul riscaldamento globale addirittura superiore a quello della CO2. Allo stesso tempo il valore del mercato del condizionamento dell’aria nel mondo è stimato in più di 24 miliardi di dollari entro il 2020 e 1,6 miliardi di nuove unità saranno vendute entro il 2050. La domanda energetica per il raffrescamento aumenterà, quindi, del 72% nel solo Continente europeo entro il 2030 e supererà quella per il riscaldamento entro il 2060.

Il problema dei data center

Un polo importante della domanda di raffrescamento globale è costituita poi dai data center: il mercato del raffrescamento di questo tipo di edifici aumenterà di più di 14 miliardi di dollari entro il 2021 a un tasso di crescita composto (Cagr) del 15%. Le più recenti innovazioni tecnologiche nel campo, come ad esempio l’utilizzo dell’energia solare termodinamica, che sfrutta l’energia solare per il raffrescamento degli edifici, permette di consumare dal 30 al 90% in meno rispetto all’aria condizionata tradizionale.

Il ruolo della pianificazione urbanistica

In contesti cittadini, la pianificazione urbanistica sta avendo un ruolo crescente nella riduzione della necessità di costosi sistemi di refrigerazione. In India, dove il raffrescamento rappresenta il 40% della domanda di elettricità in alcune città, si stanno diffondendo prodotti che imitano i processi di evaporazione naturale delle piante a fronte di un input energetico minimo, in grado di diminuire la temperatura dell’aria di 6-8°C. “La crescente richiesta di condizionamento è principalmente dovuta alla concentrazione della classe media nelle aree urbane – ha commentato Luca Crisciotti, Ceo di Dnv Gl – Business Assurance -. Nelle città, l’utilizzo di condizionatori può aumentare le temperature di più di 1°C localmente, peggiorando il fenomeno delle isole di calore, secondo cui si determina un microclima più caldo all’interno delle aree urbane cittadine nei confronti delle aree circostanti, a prevalenza rurale. Il Pianeta, però, ci impone di trovare soluzioni più intelligenti, più ‘smart’, per soddisfare questa nostra esigenza. Per esempio, impianti di condizionamenti dell’aria che sfruttino l’energia del sole, con una riduzione del consumo di elettricità fino all’85%. Sono soluzioni già esistenti: ora dobbiamo imparare a sfruttarle su vasta scala”.

 

Fonte: http://energiaoltre.it/

Parchi eolici e fotovoltaici sorgeranno sulle proprietà della City of London Corporation, permettendo al quartiere finanziario di essere alimentato da sole rinnovabili

Londra scommette tutto sulle rinnovabili: una parte della città, entro fine anno, dovrebbe essere alimentata solo con fonti rinnovabili, grazie a un piano di investimenti che che punta sull’energia solare e del vento.

A sognare in grande è la City of London Corporation, società che gestisce lo storico distretto finanziario di Londra chiamato anche “Square Mile”, che detiene alloggi sociali in sei distretti di Londra, 10 scuole, tre mercati e 44,5 chilometri quadrati di spazi verdi in tutta la città. Ed è proprio su questi edifici e terreni che sorgeranno diversi parchi solari ed eolici.

“È un grande passo per la City Corporation e dimostra il nostro impegno nel renderci un’azienda più responsabile dal punto di vista sociale e ambientale. L’approvvigionamento di energia rinnovabile al cento per cento ci renderà più puliti e più ecologici, riducendo la dipendenza dalla rete e rendendo alcuni dei nostri edifici a emissioni zero”, ha detto Catherine McGuinness, presidente del comitato per le politiche e le risorse della società. “Siamo sempre attenti all’impatto ambientale del nostro lavoro e speriamo di poter essere un faro anche per altre realtà che potranno così seguire il nostro esempio. Generando la nostra elettricità e investendo in energie rinnovabili, stiamo facendo la nostra parte per aiutare a raggiungere gli obiettivi energetici nazionali e internazionali”.

 

Fonte: http://energiaoltre.it/

È quanto emerge dalla Carta internazionale di valutazione dell’efficienza energetica 2018 pubblicata dall’American Council for an Energy-Efficient Economy

Italia e Germania al primo posto, mentre gli Stati Uniti perdono terreno e il Messico migliora. Questa in sintesi, la situazione della classifica mondiale sul risparmio energetico in vista del raggiungimento degli accordi di Parigi presentata all’interno della Carta internazionale di valutazione dell’efficienza energetica 2018 pubblicata dall’American Council for an Energy-Efficient Economy (ACEEE) un’associazione no profit statunitense specializzata nel settore energetico.

Germania e Italia tra le prime, seguite da Francia, Regno Unito e Giappone

Secondo l’ACEEE “alcuni paesi ottengono risultati sorprendentemente migliori di altri nel risparmio energetico, ma tutti possono utilizzare meglio l’efficienza per raggiungere gli obiettivi climatici dell’Accordo di Parigi” e anche se “nessun paese si è avvicinato al punteggio perfetto e la media è rimasta la stessa del 2016, 51 punti su 100 possibili, nel complesso, quest’anno Germania e Italia si sono piazzate al primo posto con 75,5 punti, seguite da vicino da Francia (73,5), Regno Unito (73) e Giappone (67)”.

Tutti i Paesi possono trarre beneficio dall'efficienza energetica

Si tratta della quarta valutazione biennale che classifica 25 dei più grandi users energetici a livello mondiale e basa la sua valutazione su 36 parametri di efficienza mettendo in evidenza le migliori pratiche che i paesi possono utilizzare per aumentare il risparmio energetico. “I nostri risultati mostrano che tutti i paesi trarrebbero beneficio dall’adozione di politiche di efficienza energetica aggiuntive, ha dichiarato Steve Nadel, direttore esecutivo di ACEEE. Queste politiche possono ridurre la dipendenza dalle importazioni di energia, creare posti di lavoro, ridurre l’inquinamento e far risparmiare denaro a persone e imprese. Possono aiutare, inoltre, i paesi a rimanere competitivi a livello globale e a raggiungere gli obiettivi climatici”, ha ammesso Nadel, osservando che la domanda globale di energia dovrebbe aumentare del 30% entro il 2040.

Spagna prima per interventi nel settore edile. USA al decimo posto

All’interno dei vari settori la Spagna ha conquistato il primo posto per gli sforzi legati all’edilizia, il Giappone ha conquistato il primato nell’industria e la Francia nei trasporti. Preoccupano invece gli Stati Uniti sono scivolati dall’8° posto del 2016 al 10° nel 2018, segnando sei punti in meno. A rischio imminente sono le norme comuni sul risparmio di carburante e sui gas serra per i veicoli leggeri a partire dagli anni 2021, un programma che pone gli Stati Uniti all’avanguardia negli sforzi per l’efficienza dei veicoli”. Anche le azioni dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti stanno minacciando gli standard dei veicoli pesanti e i futuri miglioramenti degli apparecchi esistenti sono destinati a subire una battuta d’arresto. Inoltre, il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi lascia prevedere ulteriori battute d’arresto. L’attenzione dell’Amministrazione Usa per la produzione di energia piuttosto che per l’efficienza ha causato un forte stop nella politica federale in materia di efficienza energetica”.

Il Messico è il Paese con il balzo in positivo maggiore

In positivo, il paese che migliora di più quest’anno è il Messico, che è passato dal 19esimo posto del 2016 al 12esimo di quest’anno con 17 punti in più. La recente adozione da parte del paese centroamericano di un programma globale di efficienza energetica  ha stimolato investimenti significativi in programmi e standard di efficienza. Inoltre, il Messico si trova appena sotto gli Stati Uniti e il Canada nella classifica di quest’anno, suggerendo che l’Accordo di libero scambio nordamericano (NAFTA) potrebbe svolgere un ruolo nell’armonizzazione degli sforzi tra i tre paesi membri. In fondo alla classifica di quest’anno si trovano l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti.

 

Fonte: http://energiaoltre.it/

Elettricità +6,5% e gas +8,2%. In un anno le quotazioni del greggio a +57% trascinano tutte le commodity energetiche

Arriva una vera e propria stangata per le bollette dei consumatori. Arera (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente) ha comunicato l’aggiornamento trimestrale delle tariffe di luce e gas: dal 1° luglio la spesa per l’energia per la famiglia tipo in tutela registrerà un incremento del 6,5% per l’energia elettrica e dell’8,2% per il gas naturale, in controtendenza rispetto ai forti ribassi (-8% per l’elettricità e -5,7% per il gas) del secondo trimestre 2018.

Tensioni internazionali e caro petrolio i proncipali indiziati per l'aumento dei prezzi

Le tensioni internazionali e la conseguente forte accelerazione delle quotazioni del petrolio, cresciute del 57% in un anno e del 9% solo nell’ultimo mese di maggio, hanno pesantemente influenzato anche i prezzi nei mercati all’ingrosso dell’energia, con ripercussioni sui prezzi per i clienti finali sia del mercato libero che del mercato tutelato, osserva Arera. “ Per il settore elettrico, allo scopo di mitigare l’impatto dell’attuale congiuntura, l’Autorità è intervenuta con una modulazione degli oneri generali di sistema, in modo da ridurre l’aumento di spesa per i clienti domestici e non domestici, con pari effetti sia sul mercato tutelato che su quello libero”. Per il gas “l’impatto sulla spesa per i clienti domestici risulta meno significativo in considerazione dei bassissimi consumi del periodo estivo”.

Aggravi per 45 euro complessivi l'anno a famiglia

Per l’elettricità la spesa (al lordo tasse) per la famiglia-tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il 1° ottobre 2017 e il 30 settembre 2018) sarà di 537 euro, con una variazione del +4,8% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° ottobre 2016 – 30 settembre 2017), corrispondente a un aumento di circa 24 euro/anno. Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas sarà di circa 1.050 euro, con una variazione del +2% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° ottobre 2016 – 30 settembre 2017), corrispondente a circa 21 euro/anno.

Il prezzo all’ingrosso dell’elettricità (il PUN – Prezzo unico nazionale) a maggio ha segnato decisi incrementi rispetto allo stesso mese del 2017 e il pre-consuntivo di giugno risulta in ulteriore aumento; nello stesso periodo, aumenti significativi si registrano anche in numerose borse europee. Inoltre, le indicazioni provenienti dai mercati a termine, sebbene con oscillazioni e segnali recenti di attenuazione della crescita, sembrano confermare un trend rialzista anche per il prossimo trimestre luglio-settembre. A ciò si aggiungono: l’effetto stagionalità, che nel terzo trimestre vede prezzi dell’elettricità tradizionalmente più alti degli altri trimestri (nell’ultimo triennio le quotazioni sono state mediamente più alte del 17%); prezzi all’ingrosso del gas a maggio superiori del 30% circa rispetto al maggio di un anno fa e attesi su livelli sostenuti anche per il prossimo trimestre luglio-settembre.

 

Fonte: http://energiaoltre.it/

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