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Firmato il protocollo di intesa “Comuni in pista - #Sullabuonastrada” tra Anci, Istituto per il credito sportivo e Federciclismo, a sostegno degli investimenti dei Comuni nelle piste ciclabili

Lo sviluppo sostenibile del nostro paese passa anche dall'impegno e dagli investimenti delle amministrazioni comunali nella mobilità sostenibile integrata. Coerentemente con questo principio, è stato firmato tra Anci, Istituto per il credito sportivo e Federciclismo il protocollo d'intesa   “Comuni in pista - #Sullabuonastrada” che ha l'obiettivo di sviluppare la mobilità ciclistica non solo nelle città, ma anche tra le città, a sostegno della miglior qualità dell'aria, della qualità della vita e della salvaguardia dell'ambiente.

La bicicletta, come avviene già in molti altri paesi europei, può diventare una valida alternativa all'auto soprattutto nei percorsi brevi, in Italia invece il 65% delle persone si muove ancora in auto su percorsi inferiori ai cinque chilometri. Molto si può fare per cambiare l'approccio delle persone ma è necessario investire e lavorare perché le due ruote diventino una reale alternativa all'auto.

Il presidente per il Credito sportivo Andrea Abodi spera che si innesti un processo virtuoso che porti alla realizzazione  di piste ciclabili e ciclovie, sempre più collegate e in rete tra loro, sempre più connesse in termini tecnologici al network di servizi e opportunità.
 
Il vicepresidente vicario dell'Anci Roberto Pella sottolinea che grazie alla collaborazione con l’Istituto per il credito sportivo sono stati realizzati 1355 cantieri che oltre agli impatti positivi sulla qualità dell'aria hanno creato occupazione, coinvolgendo anche piccole aziende dei territori.

Pella ha spiegato che con l’ultima Legge di bilancio “sono stati assorbiti tutti i 100 milioni di euro messi a disposizioni dal governo”, per la prima volta, come spazi finanziari dedicati ad investimenti in materia sportiva, a testimonianza dell’interesse da parte dei Comuni".

Il progetto “Comuni in pista - #sullabuonastrada”, prevede, attraverso un bando, valido dal 15 marzo al 2 luglio 2018, un finanziamento a tasso zero in favore dei Comuni italiani finalizzato a promuovere e sviluppare le piste ciclabili dei nostri territori.

I Comuni avranno una disponibilità di 50 milioni di euro, da investire sulle piste ciclabili e sulla loro messa in sicurezza.

 

Fonte: http://www.infobuildenergia.it/

Il W350 sarà la torre lignea più alta del mondo con i suoi 350 metri. Piante e alberi sui balconi come il Bosco verticale italiano, che verrà replicato in Giappone.

70 piani disposti su 350 metri di altezza: sono le misure del grattacielo che sarà costruito a Tokyo su un'area di 455mila metri quadrati e sarà il più alto mai costruito in legno. Nome in codice: W350. A progettarlo è l'azienda giapponese di prodotti in legno Sumitomo Forestry Co che prevede l'uso di acciaio solo per il 10% dell'edificio, la cui inaugurazione è prevista per il 2041. La data non è casuale, visto che coinciderà con il 350° anniversario della società.

La lezione del Bosco Verticale

Ogni piano avrà l'affaccio su tutti e quattro i lati della costruzione e sarà arricchito di piante che filtreranno la luce del sole, dimostrando così che il Bosco verticale di Stefano Boeri resta un modello che ha varcato i confini italiani per insegnare ad ''arredare'' riportando la natura al centro del nostro habitat urbano. La struttura interna del grattacielo sarà frutto di un ibrido tra legno e acciaio e dovrà tenere conto dei parametri antisismici imposti all'edilizia giapponese per l'alto rischio terremoti. Circa 185mila i metri cubi di legname necessari per la costruzione. D'altronde il Paese ha varato nel 2010 una legge che impone alle ditte edili l'utilizzo del materiale organico per gli edifici pubblici alti più di tre piani.

Il grattacielo di legno, oltre che per l'altezza, toccherà un record anche per i costi: 600 miliardi di yen (circa 4,5 miliardi di euro) è la cifra prevista, il doppio rispetto un edificio di pari dimensioni costruito con tecniche e materiali tradizionali (cemento, acciaio e vetro).

Il progetto del grattacielo green solleva però non poche critiche circa la scelta del materiale. Quella che si preannuncia come la torre di legno più alta del mondo è vista infatti da alcuni come un rischio in termini di deforestazione. Eppure sono tanti i progetti di costruzioni ibride fatte in gran parte di legno, a uso residenziale. In Canada, a Vancouver, lo scorso anno è stato realizzato con prefabbricati il Brock Commons Tallwood Housel, un edificio che ospita gli studenti della University of British Columbia e al momento detiene il primato nel suo genere: 53 metri di altezza.

 

Fonte: http://www.repubblica.it/

Nella riserva Navajo un impianto fotovoltaico da oltre 27 megawatt offre energia e occupazione agli abitanti e diventa l’alternativa alla vecchia e costosa centrale a carbone della zona.

Nelle case dei Navajo scorre energia rinnovabile, grazie al primo impianto fotovoltaico su grande scala da 27,3 megawatt, in grado di alimentare 13mila abitazioni, realizzato dalla Navajo tribal utility authority (Ntua). L’impianto è localizzato in prossimità delle guglie rocciose della Momunent Valley.

Rinnovabili al posto del carbone nella terra dei Navajo

Nei pressi area dell’impianto fotovoltaico è in funzione la centrale a carbone Navajo che sarà chiusa a dicembre 2019 perché ormai non competitiva rispetto alle centrali a gas o gli impianti a fonti rinnovabili. La chiusura della centrale desta non poca preoccupazione in termini occupazionali, poiché le centinaia di persone,  che oggi lavorano nella centrale e nelle miniere, verranno lasciate a casa, ma dalle sue ceneri potrebbero sorgere nuovi impianti a fonti rinnovabili con la conseguente creazione di nuovi posti di lavoro.

“L’impianto fotovoltaico è la prova per gli investitori, sviluppatori e per le popolazioni tribali che è possibile realizzare progetti rinnovabili nella riserva”, ha detto Walter Haase, general manager di Ntua. In queste terre, famose per utilizzare solo combustibili fossili e dove qualsiasi forma di sviluppo economico è spesso ostacolato dalla mancanza di infrastrutture, dalle autorizzazioni ambientali richieste e dal consenso di chiunque sia in possesso di un permesso o di un affitto per l’uso del terreno, ora c’è l’evidenza che uno sviluppo differente è possibile.

L’impianto fotovoltaico dei Navajo

L’impianto si estende su 200 ettari di terreno nella zona di Kayenta, in Arizona. I 119mila pannelli fotovoltaici sono equipaggiati con un sistema di orientamento dei pannelli collegato a due stazioni metereologiche che rilevano velocità del vento, temperatura e umidità. In questo modo, quando i venti superano gli 80 chilometri orari, i pannelli sono posti in posizione orizzontale rispetto al terreno per evitare eventuali danneggiamenti alle strutture.

La costruzione dell’impianto ha creato 200 nuovi posti di lavoro e la formazione di nuove figure professionali che potranno così essere impiegate nella gestione dell’impianto e nella costruzione di nuovi impianti fotovoltaici.
La Navajo tribal utility authority ha evitato di trasferire il costo di 60 milioni di dollari dell’impianto solare ai suoi clienti attraverso crediti federali per l’imposta solare, ha spiegato Glenn Steiger, project manager dell’impianto. Grazie a un accordo biennale per l’acquisto di energia e il credito d’imposta per la produzione di energia da fonti rinnovabili, sarà possibile restituire i prestiti chiesti per la costruzione del progetto di Salt River. ”

La competitività economica del solare

La competitività del solare ormai è un dato di fatto in molte aree a livello globale. Ma in posti come i territori dei Navajo, caratterizzati da scarse infrastrutture e con un elevato livello di irraggiamento, rendono i progetti di impianti fotovoltaici su larga scala particolarmente competitivi da un punto di vista economico, oltre ad avere un enorme vantaggio in termini ambientali.

 

Fonte: https://www.lifegate.it

 

Finanziata dalla Banca europea per gli investimenti sorgerà a Skelleftea in Svezia e a pieno regime produrrà 32 gigawattora di capacità l'anno. E fornirà energia a migliaia di auto elettriche.

Sorgerà a Västerås, nel nord della Svezia, la fabbrica di batterie al litio più grande d’Europa. Finanziata con 52,5 milioni di euro dalla Banca europea per gli investimenti (Eib), sarà costruita e gestita dalla svedese Northvolt e a pieno regime sarà in grado di produrre 32 gigawattora di capacità l’anno, diventando di fatto la concorrente europea della Gigafactory di Elon Musk.

L’azienda fa inoltre sapere che a Västerås sorgerà un impianto pilota e un centro di ricerca che impiegherà dalle 300 alle 400 persone. “L’Europa si sta muovendo rapidamente verso l’elettrificazione”, ha detto Peter Carlsson amministratore delegato di Northvolt. “L’obiettivo di Northvolt è costruire la batteria più verde del mondo e consentire in questo modo la transizione (da motore a scoppio a quello elettrico, ndr). Con il sostegno della Banca europea per gli investimenti e dell’Unione europea, siamo ora un passo avanti verso la creazione di una catena di valore europea competitiva nella produzione di batterie”. La Gigafactory europea invece darà lavoro a circa 2.500 impiegati.

Una fabbrica di batterie al litio per la transizione energetica europea

Dopo la nascita dell’Alleanza europea per le batterie (European battery alliance) lo scorso ottobre a Bruxelles, alla quale hanno partecipato aziende come Basf, Renault e Daimler, il 12 febbraio la Commissione europea ha ospitato un secondo incontro, che ha dato il via definitivo alla realizzazione di una filiera industriale per la produzione interna ai confini europei di batterie al litio. L’obiettivo principale sarà quello di alimentare migliaia di nuovi veicoli elettrici e di fornire sistemi di accumulo ai produttori di energia rinnovabile.

“Il potenziale stimato di questo mercato in Europa è enorme: a partire dal 2025, potrebbe raggiungere i 250 miliardi di euro l’anno, poiché la nostra domanda di celle dovrebbe aumentare fino ai 200 Gwh a livello europeo, e a 600 GWh a livello mondiale”, ha dichiarato in una nota il vicepresidente Maroš Šefčovič, responsabile per l’Unione dell’energia.

Anche in Polonia una fabbrica di batterie al litio

Non si tratta dell’unico progetto in corso di definizione e realizzazione. La coreana Lg Chem ha dichiarato recentemente di voler costruire a Wroclaw, a qualche centinaio di chilometri da Varsavia, una fabbrica di batterie da 100mila batterie per veicoli elettrici l’anno. La scelta della Polonia, spiega Chang-Beom Kang, vice presidente di Lg Chem, è avvenuta in quanto considerata “come il luogo più competitivo per la produzione e per soddisfare le esigenze dei produttori di automobili europei e globali”. In poche parola per soddisfare la domanda della Germania. Anche Tesla pare voglia investire in Europa nella costruzione di una Gigafactory, simile a quella già operativa in Nevada. Portogallo, Svezia o Francia le possibili

 

Fonte: https://www.lifegate.it

 

AS Solar è lietà di annunciare l'iiminente inizio del Solardege Innovation Tour 2018.

Iscriviti ora ad uno degli eventi del SolarEdge Innovation Tour 2018. Potrai approfondire la tua conoscenza delle soluzioni SolarEdge e scoprire tutti i nuovi prodotti e i nuovi servizi che contribuiranno a far crescere il tuo business assieme a noi.

SolarEdge presenterà importanti novità sia per l’offerta residenziale, tra cui la nuova soluzione compatta da 1 a 2 kW ideale per le nuove costruzioni, sia per quella commerciale, con la nuova soluzione di inverter trifase estesa fino a 100 kW.

Ed ovviamente avrai la possibilità di incontrare il team commerciale e tecnico di SolarEdge, sempre disponibile ad aiutarti e supportarti al meglio a sviluppare assieme a noi le tue opportunità.

Registrati subito, i posti sono limitati!

Ecco di seguito le date e le località del SolarEdge Innovation Tour 2018:

Data Orario Località Registrati
20 Febbraio 09:30 – 13:30 Torino Clicca qui
21 Febbraio 09:30 – 13:30 Alba (CN) Clicca qui
22 Febbraio 09:30 – 13:30 Noventa di Piave (VE) Clicca qui
28 Febbraio 09:30 – 13:30 Palermo Clicca qui
1 Marzo 09:30 – 13:30 Catania Clicca qui
2 Marzo 09:30 – 13:30 Rovereto (TN) Clicca qui
7 Marzo 09:30 – 13:30 Bergamo Clicca qui
8 Marzo 09:30 – 13:30 Novara Clicca qui
9 Marzo 09:30 – 13:30 Padova Clicca qui
27 Marzo 09:30 – 13:30 Modena Clicca qui
28 Marzo 09:30 – 13:30 Rimini Clicca qui
29 Marzo 09:30 – 13:30 San Benedetto del Tronto (AP) Clicca qui
4 Aprile 09:30 – 13:30 Cosenza Clicca qui
5 Aprile 09:30 – 13:30 Napoli Clicca qui
11 Aprile 09:30 – 13:30 Lucca Clicca qui
12 Aprile 09:30 – 13:30 Arezzo Clicca qui
17 Aprile 09:30 – 13:30 Piacenza Clicca qui
18 Aprile 09:30 – 13:30 Brindisi Clicca qui
19 Aprile 09:30 – 13:30 Foggia Clicca qui
3 Maggio 09:30 – 13:30 Cagliari Clicca qui
4 Maggio 09:30 – 13:30 Roma Clicca qui
9 Maggio 09:30 – 13:30 Udine Clicca qui

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