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Corso Tecnico Avanzato per diventare Installatori SolarEdge Certificati

- evento organizzato in collaborazione con AS Solar Srl -

Il corso di formazione avanzato permette agli installatori SolarEdge di approfondire la conoscenza tecnica dei prodotti e di acquisire informazioni di dettaglio su diagnostica e manutenzione dei sistemi.

La partecipazione, rivolta a coloro i quali hanno già partecipato ad un evento Roadshow SolarEdge o hanno seguito il webinar dedicato, consente di ricevere l'attestato di "Installatore Certificato SolarEdge". In quanto tale, l'installatore avrà accesso a tutte le informazioni tecniche specifiche per i prodotti SolarEdge e alle procedure di rimborso forfettario dei costi relativi alla sostituzione di prodotti in garanzia (RMA). Come da policy SolarEdge, l'accesso ai rimborsi è previsto solamente per gli interventi operati da installatori certificati.

Programma:

  • Analisi prodotti SolarEdge e concetto di funzionamento
  • Strumenti per il dimensionamento del sistema SolarEdge
  • Guida all'installazione di inverter ed ottimizzatori SolarEdge
  • Opzioni di comunicazione
  • Piattaforma di monitoraggio SolarEdge e troubleshooting da remoto ed on site
  • Configurazione ed installazione StorEdge e Domotica


Prezzo: Ingresso libero

Data: 05 Ottobre, 2018

Ora: 09:00-16:30 CET

Cittá: Novara

Luogo: HOTEL LA BUSSOLA - Via Guido Boggiani, 54 | 28100 Novara (NO)  map-location-marker-flat-icon-white-generic-folding-nameless-city-map-flat-icon-red-gps-marker-isolated-white-97460808.jpg

La Corte dei Conti europea spiega che, nonostante la riduzione delle emissioni, la qualità dell’aria ha ancora un notevole impatto sulla salute pubblica

Le azioni dell’Unione Europea volte a proteggere la salute dei cittadini dall’inquinamento atmosferico non hanno avuto l’impatto atteso. Ad affermarlo è la Corte dei Conti europea in una relazione appena pubblicata, nella quale ha esaminato l’impianto della direttiva UE adottata nel 2008 in materia di qualità dell’aria e dell’ambiente e valutato da una parte l’effettiva attuazione promossa dagli Stati membri, dall’altra le modalità con cui la Commissione ha monitorato e promosso il rispetto della Direttiva. Secondo la Corte, nonostante ci sia stata una diminuzione delle emissioni di inquinanti atmosferici, gli Stati membri non avrebbero ancora rispettato le norme UE in materia e non avrebbero intrapreso azioni sufficientemente efficaci per migliorare la qualità dell’aria.

Ammontano a circa 400.000 ogni anno i decessi prematuri dovuti all’inquinamento atmosferico, situazione che si traduce in diseconomie legate alla salute pari a centinaia di miliardi di euro: costi umani ed economici considerevoli che, secondo la Corte, non si sono ancora tradotti in interventi adeguati nell’intera UE (leggi anche Imprese energivore, quando il profitto è più importante dell’inquinamento).

“L’inquinamento atmosferico – ha dichiarato il Membro della Corte dei Conti europea responsabile della relazione Janusz Wojciechowski – costituisce il principale rischio ambientale per la salute nell’Unione europea. Negli ultimi decenni le politiche dell’UE hanno contribuito alla riduzione delle emissioni, ma la qualità dell’aria non è migliorata allo stesso ritmo e ha ancora un notevole impatto sulla saluta pubblica”. Tra gli inquinanti sotto accusa, ci sono il particolato, il biossido di azoto e l’ozono troposferico. A essere più esposte a rischio sarebbero le persone che vivono nelle aree urbane.

 

Fonte: http://www.rinnovabili.it

Imitando la natura, i ricercatori sono riusciti a produrre idrogeno dall'acqua utilizzando la luce solare.

È ciò che ha reso possibile la vita sul pianeta come la conosciamo. La fotosintesi ha permesso agli organismi vegetali di conquistare le terre emerse e di produrre quasi tutto l’ossigeno sulla Terra, e favorire così anche la comparsa dell’uomo. Un processo che permette alla piante di sintetizzare zuccheri partendo dall’anidride carbonica (CO2) e dall’acqua e impiegando la luce solare come “carburante” pulito e praticamente infinito. Un processo al quale gli scienziati lavorano da tempo, per riuscire a produrre una fonte di energia verde e praticamente illimitata. È quello che è accaduto nei laboratori del St. John’s College, dell’Università di Cambridge, dove i ricercatori sono riusciti a ricreare la medesima reazione che avviene nelle piante, dividendo le molecole d’acqua in ossigeno e idrogeno in modo estremamente efficiente.

I ricercatori hanno scoperto un nuovo carburante pulito

La replica della fotosintesi in laboratorio permetterebbe di produrre idrogeno in maniera pulita, senza emissioni e praticamente all’infinito (la vita media del Sole è infatti stimata in circa altri 4-5 miliardi di anni). Se le piante utilizzano l’idrogeno come mattoncino per la costruzione degli zuccheri (energia), noi potremmo impiegarlo per alimentare motori elettrici, batterie e quant’altro. La ricerca, pubblicata su Nature Energy, spiega come i ricercatori siano riusciti a realizzare un procedimento per ottenere la separazione dell’acqua attraverso l’energia solare.

“La fotosintesi naturale non è efficiente perché si è evoluta solo per sopravvivere, quindi rende minima la quantità di energia necessaria, circa l’1-2 per cento di ciò che potrebbe potenzialmente convertire e stoccare”, ha detto Katarzyna Sokól, principale autrice dello studio e PhD. al St. John’s College in una nota. La fotosintesi artificiale è già stata riprodotta da decenni, ma mai utilizzata per la produzione di energia rinnovabile, perché fino ad oggi si basava sull’uso di catalizzatori, costosi e tossici.

Come funziona il processo di fotosintesi artificiale

Ma dai laboratori del St. John’s College il team di ricerca è riuscito a riattivare l’idrogenasi, enzima in grado di ridurre i protoni in idrogeno, presente nelle alghe ma inattivo da millenni perché inutile alla sopravvivenza della specie. “Durante l’evoluzione questo processo è stato disattivato perché non era necessario per la [loro] sopravvivenza, ma siamo riusciti a bypassare l’inattività per ottenere la reazione che volevamo: suddividere l’acqua in idrogeno e ossigeno”, ha spiegato la ricercatrice.

Certo si tratta solo di un primissimo passo, anche se il capo del laboratorio della Cambridge university, Erwin Reisner, l’ha definita una “pietra miliare”. L’obiettivo è quello di arrivare a produrre dei sistemi capaci di convertire l’energia solare in maniera efficiente, pulita e senza emissioni, praticamente all’infinito.

 

Fonte: https://www.lifegate.it/

 

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Sono 55mila le vetture ecologiche immatricolate da gennaio a luglio 2018 nel nostro Paese, il 33,1 per cento in più rispetto al 2017, mentre le vendite di ibrido ed elettrico in Europa hanno superato quelle negli Usa.

Se da un lato la maggior parte delle case automobilistiche sta investendo nella produzione di vetture sempre più ecologiche, dall’altro i consumatori stanno rispondendo positivamente a questa rivoluzione orientando sempre più spesso i loro acquisti verso tecnologie pulite. In Italia, come ha rilevato un’analisi dell’Unione europea delle cooperative Uecoop su dati Unrae, da gennaio a luglio 2018 le vendite di auto ibride ed elettriche sono aumentate del 33,1 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con oltre 55 mila veicoli immatricolati, pari a più dell’80 per cento di tutti quelli venduti nell’intero 2017.

Attenzione all’ambiente e vantaggi in città

Pur rappresentando solo il 5,6 per cento rispetto al totale del milione e 282 mila auto immatricolate nei primi sette mesi dell’anno, la tecnologia ibrida e quella che unisce l’ibrido all’elettrico sono le tipologie che registrano una crescita maggiore nelle vendite. Tra le motivazioni che spingono ad acquistare un’auto ecologica ci sono maggiore consapevolezza e responsabilità verso le problematiche ambientali, ma anche la possibilità, con vetture del genere, di entrare nelle zone a traffico limitato della città o di accedere a parcheggi riservati.

Ibrido ed elettrico: l’Europa supera gli Usa

Guardando all’Europa, una ricerca della società di analisi Ev-Volumes evidenzia come nel Vecchio Continente la vendita di auto ibride ed elettriche abbia superato per unità quella negli Stati Uniti, ovvero 195mila vetture immatricolate da gennaio a luglio 2018 (+42 per cento rispetto all’anno precedente) contro le 122 mila degli Usa. Il Paese che guida la classifica degli acquisti ecologici è la Norvegia, mentre la crescita più significativa è stata registrata in Germania. Si prevede poi che il mercato si espanderà rapidamente in Danimarca, Finlandia e Olanda.

 

Fonte: https://www.lifegate.it/

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