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Sotto l’impulso della ricerca cinese, i moduli solari ad alta efficienza conquistano nuovi spazi di mercato abbassando i prezzi

Ci sono voluti oltre 30 anni prima che il fotovoltaico PERC arrivasse sul mercato ma oggi questa tecnologia rappresenta uno dei trend più promettenti dell’industria solare. E dalle poche linee pilota del 2013 siamo passati a una capacità produttiva mondiale che è quasi un terzo di quella totale. Gran parte del merito va alla politica cinese: la Repubblica Popolare, che rappresenta oggi il principale produttore di moduli e celle, sta spingendo fortemente sull’innovazione del settore attraverso il suo programma Top Runner, piano statale che incentiva la progettazione, produzione e installazione di moduli fotovoltaici ad alta efficienza. Un obiettivo non solo pienamente raggiunto ma che ha modificato (e sta facendo ancora) il mercato solare globale.

In questa ricerca di alta efficienza la tecnologia PERC (Passivated Emitter and Rear Cell) gioca un ruolo di primo piano. Dietro questo acronimo si cela un nuovo tipo di cella in silicio che, grazie ad uno strato passivante aggiunto sul retro, è capace di riflettere e recuperare la luce non assorbita dal wafer. In questo modo è possibile trasformare in elettricità una maggior quantità di energia solare, incrementando le performance della cella.

I miglioramenti nella resa si toccano con mano

Come sottolinea il produttore cinese LONGi Solar, rispetto ai tradizionali moduli, con il fotovoltaico PERC sono necessari dal 10 al 12 percento di pannelli solari in meno dal momento che sono fino al 12 per cento più efficienti. Allo stesso tempo si riducono anche i costi del balance of system (termine che racchiude le varie voci di perdita energetica in un impianto).

 

Fonte: http://www.rinnovabili.it/

I ricercatori dell’Università di Warwick hanno sviluppato un metodo per deformare i semiconduttori nelle celle solari e migliorare così la loro efficienza.

La nuova promessa del fotovoltaico ad alta efficienza potrebbe arriva dalla rottura degli equilibri. I fisici dell’Università di Warwick, in Gran Bretagna, hanno realizzato delle celle solari deformate con cui andare oltre gli attuali valori massimi d’efficienza. Nello studio “Flexo-Photovoltaic Effect“, pubblicato su Science, gli scienziati descrivono la struttura dei dispositivi fotovoltaici commerciali e i loro limiti progettuali. La maggior parte delle celle solari presenti sul mercato sono formate da due strati di semiconduttori uniti da una giunzione composta a sua volta da due zone: di tipo p con un eccesso di cariche positive (fori che possono essere riempiti da elettroni) e di tipo n con un eccesso di cariche negative (elettroni).

Quando la luce viene assorbita, la giunzione sostiene un campo interno che divide i portatori di carica in direzioni opposte generando corrente e tensione. Questo elemento è parte integrante della produzione di energia elettrica, ma contiene un limite intrinseco, il limite Shockley-Queisser, il che significa che anche in condizioni ideali solo un massimo del 33,7 per cento dell’energia contenuta nella luce solare può essere convertita in elettricità.

C’è tuttavia un altro modo in cui alcuni materiali possono raccogliere le cariche prodotte dai fotoni solari: l’effetto fotovoltaico anomalo (o bulk photovoltaic effect). Tale effetto si verifica in alcuni semiconduttori e isolanti in cui la mancanza di una simmetria perfetta attorno al loro punto centrale nella struttura consente la generazione di una tensione notevolmente alta (in alcuni casi anche migliaia di volt). Di contro, tuttavia, questi materiali che mostrano l’effetto fotovoltaico anomalo hanno efficienze di generazione molto basse e non vengono mai utilizzati in sistemi fv.

Celle solari deformate?

Gli scienziati britannici hanno cercato di replicare questa mancanza di simmetria nei dispositivi tradizionali in maniera da massimizzare il loro potenziale di produzione elettrica. I ricercatori hanno usato punte conduttive per deformare i cristalli simmetrici di semiconduttori quali silicio, titanato di stronzio e biossido di titanio, scoprendo di poter fornire a tutti e tre l’effetto fotovoltaico di massa. Due i principali vantaggi così ottenibili: non è necessario formare alcun tipo di giunzione in quanto qualsiasi semiconduttore con un migliore assorbimento della luce può essere selezionato per le celle solari. E, infine, il limite termodinamico finale dell’efficienza di conversione della potenza, il limite Shockley-Queisser, può essere superato.

 

Fonte: http://www.rinnovabili.it/

L'ex monopolista si è aggiudicato la sua prima gara bandita dal governo di Delhi per la fornitura di energia eolica nello stato del Gujarat con un investimento di 290 milioni di euro.

Enel va alla conquista del mercato delle rinnovabili in India. E non avrebbe potuto evitarlo, se vuole rimanere ai vertici mondiali del settore della green economy. L'ex monopolista italiano ha vinto la sua prima gara bandita dal governo di Delhi per un contratto che prevede la fornitura di energia elettrica per 25 anni grazie alla realizzazione di un impianto eolico da 285 megawatt nello stato del Gujarat. L'investimento complessivo è pari a 290 milioni di euro, i cui ritorni economici saranno garantiti dal contratto di fornitura dell'energia elettrica prodotta. Enel si è aggiudicata una parte della gara che ha messo in palio 2 gigawatt di capacità eolica.

La presenza di Enel in India non si spiega solo con la crescita industriale del paese asiatico. L'India ha deciso di uscire dalla dipendenza dal carbone, combustibile con il quale aveva soddisfatto la maggior parte della domanda di energia a sostegno della crescita economica degli ultimi anni. Già due anni fa, il governo ha varato un ambizioso programma di investimenti nelle rinnovabili, che ha come obiettivo quello di diventare il paese numero uno al mondo della green economy, superando anche la Cina e gli Usa. La prima parte di questo programma ha come traguardo il 2022, data per la quale dovrebbero essere in servizio 100 gigawatt di capacità fotovoltaica e 60 gigawatt di capacità eolica. In questo modo, aumentando l'attuale capacità disponibile si 20 e di 33 gigawwat, rispettivamente.

L'Asia è il nuovo Eldorado della green economy

Esattamente come è accaduto per il Sud America negli anni scorsi, il quadrante del sud est asiatico è il nuovo Eldorado delle rinnovabili. Per questioni ambientali (l'eccessivo inquinamento delle grandi aree metropolitane) ma anche le grandi distanze hanno imposto a Cina e India, ma anche a Indonesia e Australia, di virare sull'energia da sole e vento. Per abbattere il livello delle emissioni di C02 e per non impegnare troppe risorse nella costruzione di infrastrutture per il trasporto dell'energia elettrica. Così, la scelta è caduta su impianti rinnovabili "locali". Nel caso della gara appena vinta da Enel, l'impianto servirà per rifornire la regione dello Gujarat, nella zona nord-occidentale del paese, al confine con il Pakistan, meta turistica per la sua ampia zona costiera e famosa per le sue industrie del settore tessile.

Non per nulla, l'amministratore delegato di Enel Green Power, Antonio Cammisecra ha sottolineato come "in futuro, prevediamo di espanderci ulteriormente in India e guardare anche a una crescita in tutta la regione dell'Asia-Pacifico, valorizzando al meglio l'enorme disponibilità di fonti rinnovabili e la crescente domanda di energia dell'area". In India, Enel aveva mosso i primi passi l'anno scorso, comprando la quota di maggioranza di un piccolo impianto da 172 megawatt, grazie al quale ha iniziato la sua strategia di crescita nel paese. E sempre alla fine dell'anno scorso, è entrato nel mercato australiano.

 

Fonte: http://www.repubblica.it/

Vista la crescente domanda di revamping, la KOSTAL Solar Electric Italia ha creato un documento informativo per presentare alcuni esempi in cui la sostituzione dell’inverter risulta particolarmente semplice ed economica.

Il mercato del revamping su impianti FV ha raggiunto ormai numeri significativi e stabili, e sta diventando di primaria importanza per molti nostri partner.

Nel corso degli anni le caratteristiche tecniche dei moduli FV sono cambiate e di conseguenza anche la tecnologia degli inverter si è evoluta parallelamente. Per mantenere un elevato livello di compatibilità anche con le installazioni realizzate nel passato, la KOSTAL ha sviluppato inverter di stringa con 3 inseguitori MPP.

 

Ecco alcuni dei vantaggi che offrono gli inverter PIKO nel revamping:

  • Facilità di installazione senza modifica delle stringhe
  • 3 inseguitori MPP e ampio range di tensione DC per un'elevata compatibilità di configurazione
  • Assistenza remota personalizzata, anche tramite portale
  • Datalogger integrato per monitoraggio gratuito su app e portale
  • Sezionatore DC integrato per lavorare in sicurezza
  • Connettori SUNCLIX per cablaggio senza strumenti aggiuntivi
  • Grado di protezione IP55 per installazioni esterne

 

Nel documento Easy Revamping sono presenti alcuni esempi di sostituzione in cui gli inverter di stringa PIKO si adattano perfettamente:

 

file pdf download acrobat adobe reader 39247dad19a87d4d 512x512  Scarica il documento Easy Revamping con inverter PIKO

 

E' inoltre possibile verificare rapidamente la compatibilità con altri inverter tramite il tool online KOSTAL Solar Repower Check.

 

Buon revamping da AS Solar e Kostal!

Perché non sfruttare lo spazio inutilizzato dei grandi parcheggi di centri commerciali e stadi per la realizzazione di coperture dotate di pannelli solari?

Il fotovoltaico è sicuramente la tecnologia rinnovabile più matura e quella che negli ultimi anni ha visto la maggiore diffusione. Ma per poter pensare di incrementare la quota rinnovabili nella produzione energetica complessiva servono investimenti, sia a livello scientifico e tecnologico per migliorare sempre più l’efficienza e le prestazioni dei pannelli solari, sia in termini di incentivi economici che promuovano politiche energetiche sostenibili e sia soprattutto nella realizzazione di nuovi impianti.

Coperture fotovoltaiche nei grandi parcheggi

La sfida è sicuramente quella di individuare spazi e coperture che possano ospitare sistemi a energia solare senza incidere eccessivamente sul consumo di suolo e coniugando estetica e funzionalità. Un potenziale non ancora sfruttato al meglio è sicuramente rappresentato dai grandi parcheggi a servizio di centri commerciali e stadi, dove l’installazione di strutture a pannelli solari potrebbe coniugare due esigenze: quella di produrre energia pulita e quella di proteggere le auto dalle intemperie o dall’irradiazione solare.

Energia solare per alimentare i centri commerciali

Nati alla fine degli anni ’50 del secolo scorso, i centri commerciali hanno letteralmente invaso città e soprattutto periferie urbane di tutto il mondo. Il format è pressoché lo stesso: un complesso edilizio con un’ampia area dedicata ai parcheggi, che nella maggior parte dei casi sono sia sotterranei sia esterni.

Nello spazio all’aperto riservato ai posteggi per le auto potrebbero essere facilmente realizzate delle coperture dotate di pannelli solari, grazie alla quali produrre energia rinnovabile. Se consideriamo che i centri commerciali sono fra le strutture più energivore e che i costi legati alla climatizzazione degli ambienti pesano enormemente sui bilanci energetici, è evidente che la produzione di energia solare on-site potrebbe contribuire a ridurre spese e impatto ambientale.

Stadi: trasformare i parcheggi in parchi solari

Lo stesso discorso può essere fatto per gli stadi. Anche in questo caso parliamo di grandi strutture edilizie dotate di ampi spazi riservati ai parcheggi e che, nella maggior parte dell’anno, quando non sono previste manifestazioni sportive, restano inutilizzati. Convertire queste grandi aree in una sorta di parco solare potrebbe quindi essere una soluzione intelligente ed efficiente. Attualmente scontiamo un ritardo nella presa di coscienza, da parte di progettisti e proprietari immobiliari, dei vantaggi ottenibili dall’implementazione di soluzioni e sistemi per la generazione di energia rinnovabile. Ma non è mai tardi per recuperare puntando al futuro e soprattutto migliorando i progetti esistenti con delle nuove infrastrutture green.

Il buon esempio degli Usa

A dare il buon esempio sono sicuramente gli Usa, dove lo sfruttamento delle aree riservate a parcheggi di centri commerciali e stadi per la realizzazione di coperture a pannelli solari è diventato un modello di business per proprietari delle strutture e imprese operanti nel settore delle energie rinnovabili.

Buone prospettive grazie anche ai costi sempre più bassi dei pannelli solari

A contribuire alla diffusione di queste soluzioni è anche il costo dei pannelli solari, che è in costante calo. Nel mercato statunitense è stato registrato, negli ultimi sei mesi, una riduzione del 30% dei costi dei moduli fotovoltaici. Un trend che sta portando alla rivalutazione, da parte dei proprietari immobiliari, di investimenti in tecnologie rinnovabili e che sta spingendo le aziende del settore green a promuovere ancor più i loro progetti.

 

Fonte: >http://www.green.it/

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