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Ogni 5 anni di ritardo nell'adottare politiche climatiche forti farà sì che nel 2300 il livello del mare salirà di ulteriori 20 centimetri

Rimandare di qualche anno le azioni necessarie per abbattere le emissioni di gas serra avrà effetti sul pianeta nei secoli a venire.

Se gli impegni climatici previsti dall'accordo di Parigi saranno rispettati, nel XXIV secolo il livello del mare sarà da 70 a 120 centimetri più alto rispetto all'attuale, dicono gli esperti. Posticipare aggraverà la situazione: per ogni cinque anni di ritardo, tra il 2020 e il 2035 si aggiungeranno 20 centimetri all'innalzamento. Lo calcolano i ricercatori del Potsdam Institute in uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications.

"L'innalzamento non è un problema lontano: è adesso. Solo che ora non riusciamo a vederlo, perché il sistema è molto lento", evidenzia Matthias Mengel del Potsdam Institute.

L'aumento del livello dei mari è causato dal riscaldamento e dall'espansione delle acque oceaniche, nonché dallo scioglimento dei ghiacciai montani, delle cappe di ghiaccio e delle calotte della Groenlandia e dell'Antartide. Questi fattori, spiegano gli esperti, rispondono in modi e in tempi diversi a un clima più caldo. Si tratta di una risposta ritardata, che va da secoli a millenni.

"Il cambiamento climatico causato dall'uomo ha già programmato una certa quantità di innalzamento del livello del mare per i prossimi secoli", rileva Mengel. "Ad alcuni potrebbe sembrare che le nostre azioni odierne possano non fare una grande differenza, ma lo studio illustra quanto sia errata questa percezione".

 

Fonte: http://www.e-gazette.it/

Cresce il fotovoltaico nel mondo e in Europa: per il 2018 secondo GTM Research per la prima volta si potrebbe superare quota 100 gigawatt.

Dopo la buona performance dello scorso anno, in cui il mercato solare europeo aveva registrato una crescita annuale del 28% con 8,61 GW, GTM Research stima che nell’anno in corso il fotovoltaico dovrebbe superare per la prima volta quota 100 gigawatt.

Le previsioni sono ottimiste per il Vecchio Continente: nel 2018 infatti il fotovoltaico potrebbe registrare una crescita superiore ai 10 GW (+30%). Si tratta di una ripresa sempre meno influenzata dai meccanismi di incentivazione, ma legata soprattutto allo sviluppo tecnologico, al calo dei prezzi, alle gare sempre più convenienti e allo sviluppo dei sistemi di autoconsumo.

Il maggiore potenziale di crescita è legato anche dal crescente impegno nel solare da parte di fornitori di energia. Sempre più frequenti in tutta Europa sono anche gli incentivi politici per appalti, net-metering (scambio sul posto) o energia prodotta da cooperative di cittadini. In Francia, ad esempio, la potenza annuale stabilita in appalti dovrebbe salire a 2,45 GW dal 2018.

Ottime previsioni nei Paesi Bassi e Spagna, Paesi nei quali le installazioni dovrebbero superare per la prima volta quota 1 gigawatt. Entro la fine del 2019 sono previsti anche grandi impianti fotovoltaici con una potenza di circa 4 GW. In Spagna ci si aspetta una crescita di 35 volte, il mercato dovrebbe passare da 40 MW nel 2017 a 1,4 GW nel 2018.

Bene anche il mercato francese: entro il 2023 è prevista l'installazione di impianti a energia solare con una potenza di circa 20 GW. Oltre alle grandi centrali fotovoltaiche qui gli appalti incentivano anche i piccoli impianti e l'autoconsumo.

La Germania torna a crescere grazie alla diminuzione dei costi, agli appalti e all’aumento dell'autoconsumo. Inoltre il mercato locale delle soluzioni per autoconsumo sta beneficiando dell'imminente retrofit degli impianti che, a partire dal 1 gennaio 2021, dopo vent'anni non rientrano più negli incentivi previsti dalla legge EEG. Stimoleranno ulteriormente il mercato altre formule di autoconsumo.

In Italia ci si aspetta lo sviluppo del mercato dell'autoconsumo del "repowering", che prevede un potenziamento degli impianti più vecchi fino a 20 kWp senza che il gestore perda la remunerazione per l'immissione in rete.

 

Fonte: http://www.infobuildenergia.it/

Dai pannelli solari agli stalli per le bici stop alla burocrazia. E i Comuni non potranno imporre norme più restrittive

Meno costi e meno stress per una lunga lista di lavori di manutenzione e di interventi edilizi che da ora in potranno essere realizzati senza la necessità di presentare comunicazioni al Comune né progetti tecnici. E' infatti in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il “Glossario dell'edilizia libera”, un elenco di 58 interventi completamente liberalizzati. Si tratta di una lista che avrà valore su tutto il territorio nazionale e che comprende tutti i lavori interni che non incidono sulla pianta degli appartamenti. Tra questi rientrano non solo il rifacimento dei bagni e degli altri impianti, ma anche la realizzazione di controsoffitti, il cambio degli infissi e l'installazione delle inferriate alle finestre, interventi sui quali, invece, in molti casi i Comuni avevano continuato a sostenere la necessità di presentare le comunicazioni di inizio lavori. Da ora in poi, invece, non ci sarà più la necessità di verificare in anticipo cosa prevede la normativa comunale ma sarà sufficiente consultare il Glossario.

Pannelli solari, condizionatori e cappotto termico

Una delle indicazioni più importanti è sicuramente la possibilità di procedere con l'installazione di impianti per il risparmio energetico senza necessità di alcuna comunicazione di inizio lavori. Per i pannelli solari e per quelli forotovoltaici gli interventi sono totalmente liberalizzati, purché si tratti di installazione su edifici al di fuori dei centri storici. Nessuna comunicazione anche per le pompe di calore e per la realizzazione di comignoli sul tetto per le nuove caldaie per il riscaldamento. Lo stesso per tutti gli interventi di messa a norma per quel che riguarda lo smaltimento dei fumi. E sempre in tema di risparmio energetico, rientra tra gli interventi di edilizia libera anche il rinnovamento del manto di copertura degli edifici inserendo strati isolanti, il cosiddetto “cappotto”.

Infissi, inferriate e parapetti

Nessuna perdita di tempo agli sportelli comunali, poi, per chi deve sostituire infissi, mettere inferriate o realizzare o rinnovare parapetti e ringhiere. Sul fronte dei lavori sull'esterno degli edifici vengono definitivamente liberalizzati anche tutti gli interventi sugli intonaci e sugli elementi decorativi, ma anche la sostituzione di grondaie e pluviali.

Barriere architettoniche

Nel Glossario dell'edilizia libera trovano posto tutti gli interventi finalizzati all'abbattimento delle barriere architettoniche realizzati all'interno degli edifici e che non incidano sulla struttura portante. Diventa quindi possibile installare nuovi ascensori o rinnovare quelli che già ci sono senza necessità di pagare oneri o chiedere per i permessi.

Tende, gazebo e stalli per le bici. Buone notizie, infine, per chi ha spazi esterni da arredare. Insieme all'installazione di tende, pergotende e altre coperture di arredo, diventa infatti possibile anche mettere gazebo in giardino, a patto che si tratti di strutture mobili e non ancorate stabilmente al suolo. Via libera, infine, alla realizzazione di barbecue in muratura, ripostigli, ma anche cucce, voliere e stalli per le bici.

 

Fonte: http://www.repubblica.it/

Firmato il protocollo di intesa “Comuni in pista - #Sullabuonastrada” tra Anci, Istituto per il credito sportivo e Federciclismo, a sostegno degli investimenti dei Comuni nelle piste ciclabili

Lo sviluppo sostenibile del nostro paese passa anche dall'impegno e dagli investimenti delle amministrazioni comunali nella mobilità sostenibile integrata. Coerentemente con questo principio, è stato firmato tra Anci, Istituto per il credito sportivo e Federciclismo il protocollo d'intesa   “Comuni in pista - #Sullabuonastrada” che ha l'obiettivo di sviluppare la mobilità ciclistica non solo nelle città, ma anche tra le città, a sostegno della miglior qualità dell'aria, della qualità della vita e della salvaguardia dell'ambiente.

La bicicletta, come avviene già in molti altri paesi europei, può diventare una valida alternativa all'auto soprattutto nei percorsi brevi, in Italia invece il 65% delle persone si muove ancora in auto su percorsi inferiori ai cinque chilometri. Molto si può fare per cambiare l'approccio delle persone ma è necessario investire e lavorare perché le due ruote diventino una reale alternativa all'auto.

Il presidente per il Credito sportivo Andrea Abodi spera che si innesti un processo virtuoso che porti alla realizzazione  di piste ciclabili e ciclovie, sempre più collegate e in rete tra loro, sempre più connesse in termini tecnologici al network di servizi e opportunità.
 
Il vicepresidente vicario dell'Anci Roberto Pella sottolinea che grazie alla collaborazione con l’Istituto per il credito sportivo sono stati realizzati 1355 cantieri che oltre agli impatti positivi sulla qualità dell'aria hanno creato occupazione, coinvolgendo anche piccole aziende dei territori.

Pella ha spiegato che con l’ultima Legge di bilancio “sono stati assorbiti tutti i 100 milioni di euro messi a disposizioni dal governo”, per la prima volta, come spazi finanziari dedicati ad investimenti in materia sportiva, a testimonianza dell’interesse da parte dei Comuni".

Il progetto “Comuni in pista - #sullabuonastrada”, prevede, attraverso un bando, valido dal 15 marzo al 2 luglio 2018, un finanziamento a tasso zero in favore dei Comuni italiani finalizzato a promuovere e sviluppare le piste ciclabili dei nostri territori.

I Comuni avranno una disponibilità di 50 milioni di euro, da investire sulle piste ciclabili e sulla loro messa in sicurezza.

 

Fonte: http://www.infobuildenergia.it/

Il W350 sarà la torre lignea più alta del mondo con i suoi 350 metri. Piante e alberi sui balconi come il Bosco verticale italiano, che verrà replicato in Giappone.

70 piani disposti su 350 metri di altezza: sono le misure del grattacielo che sarà costruito a Tokyo su un'area di 455mila metri quadrati e sarà il più alto mai costruito in legno. Nome in codice: W350. A progettarlo è l'azienda giapponese di prodotti in legno Sumitomo Forestry Co che prevede l'uso di acciaio solo per il 10% dell'edificio, la cui inaugurazione è prevista per il 2041. La data non è casuale, visto che coinciderà con il 350° anniversario della società.

La lezione del Bosco Verticale

Ogni piano avrà l'affaccio su tutti e quattro i lati della costruzione e sarà arricchito di piante che filtreranno la luce del sole, dimostrando così che il Bosco verticale di Stefano Boeri resta un modello che ha varcato i confini italiani per insegnare ad ''arredare'' riportando la natura al centro del nostro habitat urbano. La struttura interna del grattacielo sarà frutto di un ibrido tra legno e acciaio e dovrà tenere conto dei parametri antisismici imposti all'edilizia giapponese per l'alto rischio terremoti. Circa 185mila i metri cubi di legname necessari per la costruzione. D'altronde il Paese ha varato nel 2010 una legge che impone alle ditte edili l'utilizzo del materiale organico per gli edifici pubblici alti più di tre piani.

Il grattacielo di legno, oltre che per l'altezza, toccherà un record anche per i costi: 600 miliardi di yen (circa 4,5 miliardi di euro) è la cifra prevista, il doppio rispetto un edificio di pari dimensioni costruito con tecniche e materiali tradizionali (cemento, acciaio e vetro).

Il progetto del grattacielo green solleva però non poche critiche circa la scelta del materiale. Quella che si preannuncia come la torre di legno più alta del mondo è vista infatti da alcuni come un rischio in termini di deforestazione. Eppure sono tanti i progetti di costruzioni ibride fatte in gran parte di legno, a uso residenziale. In Canada, a Vancouver, lo scorso anno è stato realizzato con prefabbricati il Brock Commons Tallwood Housel, un edificio che ospita gli studenti della University of British Columbia e al momento detiene il primato nel suo genere: 53 metri di altezza.

 

Fonte: http://www.repubblica.it/

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