Pompe 2

L'applicazione della pompa di calore alla climatizzazione ambientale (riscaldamento + raffrescamento) è la più conveniente perchè comporta un minor tempo di ammortamento dei costi dell'impianto rispetto ad un utilizzo per il solo riscaldamento.

Le pompe di calore costituiscono un importante strumento a disposizione delle Regioni per raggiungere il target loro assegnato dal Decreto sul Burden Sharing ovvero il processo di regionalizzazione dell’obiettivo di produzione energetica da fonte rinnovabile attribuito allo stato membro Italia in sede di approvazione della Direttiva 2009/28/CE. Questi impianti adottano una tecnologia ad alta efficienza con un pay-back basso e quindi più sostenibile economicamente. Le pompe di calore contribuiscono alla riduzione delle emissioni di CO2 e in particolare dei PM10. Queste problematiche, tipiche dei grandi centri urbani, sono causa di preoccupazione da parte dei Sindaci che dovranno rispettare gli obiettivi del Burden Sharing.

L’efficienza di una pompa di calore è misurata dal coefficiente di prestazione COP (o EER in caso di raffrescamento) che è il rapporto tra energia termica fornita ed energia elettrica consumata. Il COP è variabile a seconda del tipo di pompa di calore e delle condizioni di funzionamento ed ha, generalmente, valori prossimi a tre. Ciò significa che per 1 kWh di energia elettrica consumato, la macchina fornirà 3 kWh di energia termica da destinare all'impianto. I due fattori che più di tutti incidono sulla variazione di tale valore sono la temperatura esterna dell'aria e la temperatura di immissione negli ambienti.

L'integrazione di un sistema a pompa di calore con un impianto fotovoltaico, permette di produrre energia termica senza nessun tipo di costo, grazie all'utilizzo di una fonte gratuita e inesauribile: il sole. Attraverso queste due tecnologie è possibile ridurre i consumi energetici e le emissioni di CO2.