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Dal 17 Settembre al 31 Dicembre 2018, tutti gli inverter SolarEdge residenziali (< 15kW), esclusi gli inverter monofase con tecnologia compatta, collegati ad un Contatore Elettrico con connessione Modbus di SolarEdge, riceveranno un'estensione di garanzia gratuita per l'inverter da 12 a 15 anni. 

Per poter usufruire della promozione, il sistema deve essere registrato nella piattaforma di monitoraggio SolarEdge a partire dal giorno 17 Settembre e fino al 31 Dicembre 2018 e in tale periodo non dovrà essere collegato ad una batteria. Successivamente ad una nostra verifica della validità della registrazione del sistema, tu e il tuo distributore, oltre al proprietario di casa, riceverete una conferma dell'estesione di garanzia. L'offerta è esclusivamente valida in Europa.

 

Contatore elettrico con connessione Modbus per impianti SolarEdge

  • Alta precisione dei dati (fino allo 0,5%) per i valori di di produzione/consumo
  • Funzionalità di trasmissione letture di produzione e consumo per la limitazione dell’immissione in rete
  • Piccolo e facile da installare, si inserisce in un quadro elettrico di dimensioni standard
  • Compatibile con impianti residenziali, commerciali e utility

 

AS Solar è distributore ufficiale degli ottimizzatori di potenza e degli inverter fotovoltaici SolarEdge. Clicca QUI per consultare la gamma completa.

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Dal convegno organizzato da Althesys a Rimini e dedicato alle prospettive del fotovoltaico in Italia è emerso che è necessario aumentare gli sforzi per assicurare il rispetto dei target fissati dalla UE. Si deve intervenire sugli impianti esistenti e promuovere nuovi investimenti

Il convegno “Il fotovoltaico italiano verso il 2030. Scenari per il rinnovamento e per i nuovi impianti”, organizzato da Althesys in occasione del secondo giorno di Key Energy di Rimini, ha offerto l’occasione agli operatori del settore di confrontarsi sul presente e futuro del settore, considerando i target fissati dalla UE che prevedono che al 2030 il 32% di energia sia coperto da fonti rinnovabili.

- Il fotovoltaico in Italia

A settembre secondo i dati pubblicati da Terna, la produzione da fotovoltaico pari a 2,35 miliardi di chilowattora prodotti è aumentata del +14,4% rispetto allo stesso periodo del 2017, e il fotovoltaico ha coperto l’8% della produzione elettrica nazionale, con impianti della potenza di circa 20 GW.

Nel complesso il parco italiano conta 815.000 impianti fotovoltaici che producono circa 25 miliardi di chilowattora all’anno. Sicuramente la fine del Conto energia ha rallentato molto l’installazione di nuovi pannelli fotovoltaici, nel periodo 2014-18 infatti i nuovi impianti hanno raggiunto circa 400 MW annui.

- Da qui al 2030…

Considerando i nuovi target fissati dalla UE che prevedono un target vincolante del 32% di energie rinnovabili al 2030, è necessario che l’Italia aggiorni l’obiettivo inserito nella SEN (Stretegia Energetica Nazionale) del 2017 che chiedeva di portare le rinnovabili al 28% su tutti i consumi, e al 55% sui consumi elettrici. E’ necessario che l’Italia riveda questi obiettivi al rialzo: le rinnovabili dovranno rappresentare il 62% dell’energia elettrica e il fotovoltaico dovrebbe arrivare ai 68 GW di capacità installata, contro i 19,7 GW del 2017, arrivando a produrre 80 miliardi di chilowattora l’anno.

La diminuzione dei prezzi della tecnologia dovrebbe aiutare la crescita del settore che però dovrà essere sostenuto da precise scelte politiche, “creando le condizioni perché i PPA decollino e si valutino adeguatamente le potenzialità dell’autoconsumo e la disponibilità di aree. Il decreto 2018-20 in fieri è una buona notizia, ma bisogna già guardare oltre”.

- Il revamping degli impianti esistenti

Dal convegno è emerso che l’età media degli impianti fotovoltaici italiani è di circa 8-10 anni. Le installazioni utility scale di potenza superiore a 0,8 MW, anche se rappresentano solo lo 0,8% in termini numerici, sono il 44% della capacità totale e il 50% della produzione. I pannelli invecchiano e la perdita media di produzione è dell’1,6% all’anno per gli impianti entrati in esercizio dopo il 2011, per quelli precedenti, realizzati con tecnologie costruttive meno performanti, la riduzione media annua è del 2,2%, molto più alta di quello che è considerato un calo fisiologico (0,5% per monocristallino). Va inoltre considerato che le perdite reali superano quelle teoriche perché intervengono altri fattori, quali per esempio la bassa qualità di alcuni componenti, o gli errori nella progettazione, costruzione e gestione degli impianti.

La nuova potenza annuale di circa 400 MW è appena sufficiente a sostituire la capacità produttiva che si perde con l’invecchiamento dei pannelli: “senza interventi di promozione degli investimenti, al 2030 la “perdita” totale potrebbe arrivare a 5 GW, ovvero il 25% circa della potenza esistente al 2018”. A questo proposito Alessandro Marangoni, CEO di Althesys ha sottolineato che per sostenere gli interventi di revamping e repowering è necessario semplificare la burocrazia e definire “regole chiare per il mantenimento degli incentivi sulle potenze originarie, modifiche alle normative e autorizzazioni locali per l’uso delle aree asservite e un coordinamento per adeguare la rete per ricevere la potenza incrementale”.

Fonte: https://www.infobuildenergia.it/

L'Associazione europea SolarPower Europe ha pubblicato un aggiornamento delle previsioni del mercato fotovoltaico a livello europeo per il 2018, che mostra una crescita superiore alle stime precedenti: a fine anno nuovi impianti fotovoltaici a 9,5 GW

Il mercato fotovoltaico europeo sta crescendo ancora di più del previsto nel 2018, in parte a causa della scadenza del Minimum Import Price (MIP), accordo che imponeva prezzi minimi ai pannelli fotovoltaici provenienti dalla Cina e in parte grazie alla fine dei dazi commerciali sui moduli e sulle celle provenienti dall'Asia, che ha abbassato i prezzi dei pannelli facendo aumentare la domanda in Europa e rendendo il solare la forma di elettricità più economica in molti paesi dell'UE.

E' quanto emerge dall'aggiornamento del mercato pubblicato dall'associazione europea SolarPower Europe che stima che nel Vecchio Continente verranno aggiunti 12,6 GW di impianti nel 2018, in crescita del 37% rispetto ai 9,2 GW del 2017. La domanda nell'UE-28 dovrebbe crescere ancora più velocemente e raggiungere i 9,5 GW nel 2018, con un aumento del 61% rispetto ai 5,9 GW installati nel 2017.

Michael Schmela, Executive Advisor e Head of Market Intelligence di SolarPower Europe ha dichiarato che le nuove installazioni stanno superando le proiezioni del Global Market Outlook pubblicato a giugno in cui l'Associazione aveva previsto che le installazioni del 2018 in Europa sarebbero cresciute del 34% rispetto all'anno precedente e nell'UE-28 del 45%. In realtà queste cifre sono già state superate. Ciò è in parte dovuto all'abolizione delle misure commerciali che ha mantenuto il prezzo del solare a un livello artificialmente alto in Europa.

Secondo Schmela nei prossimi mesi ci sarà un altro aumento della domanda che rafforzerà ulteriormente il settore fotovoltaico europeo, aiutando anche i produttori dell'UE che saranno più competitivi e potranno assumere la leadership mondiale nel solare.

Aurélie Beauvais, Policy Director di SolarPower Europe, ha dichiarato: "Il solare è una delle tecnologie energetiche pulite più competitive in Europa, è oggi particolarmente importante garantire la possibilità che i piccoli consumatori possano diventare produttori di energia, grazie a regole adeguate per lo stoccaggio, l'autoconsumo e la possibilità di aggregazione. Con la giusta progettazione del mercato, l'energia solare, in quanto tecnologia energetica pulita a basso costo, accelererà senza dubbio la transizione energetica europea".

Fonte: https://www.infobuildenergia.it/

Il retrofit illuminotecnico consiste nell'ammodernamento degli impianti di illuminazione con interventi a basso costo e ridotto impegno temporale

Una parte consistente del lavoro di installatori e progettisti riguarda il cosiddetto retrofit illuminotecnico. Il termine indica tutte quelle operazioni di ammodernamento degli impianti di illuminazione che comportano interventi a basso costo e ridotto impegno temporale. Il retrofit più diffuso oggi consiste nella semplice sostituzione delle lampade tradizionali con quelle a tecnologia LED.

La convenienza di questi lavori dipende sia dalle prestazioni superiori delle nuove sorgenti luminose, sia dalla loro compatibilità con le altre componenti dell’impianto, cioè quelle destinate ad essere mantenute in servizio (corpo dell’apparecchio, portalampada, eventuale alimentatore, ottiche).

Su entrambi questi fronti l’industria del settore illuminotecnico è attualmente in grado di offrire prodotti di buona qualità che consentono la sostituzione di un gran numero di tipi di lampade tradizionali.

I nuovi prodotti hanno gli stessi attacchi e gli ingombri sono molto simili; sono pensati per non creare problemi nel cambiamento.

- Retrofit illuminotecnico in impianti con lampade a filamento

Nel caso delle lampade a filamento incandescente (normali e a ciclo di alogeni) si ottiene il vantaggio di avere un minore riscaldamento del corpo dell’apparecchio perché le lampade LED hanno emissione termiche notevolmente ridotte al confronto. Dal punto di vista dell’alimentazione elettrica la compatibilità è garantita dall’integrazione delle componenti elettroniche all’interno della lampada LED

Cambia la potenza della lampada integrata LED in grado di erogare lo stesso flusso luminoso. A fronte di un’efficienza compresa tra i 10 e i 25 lm/W (incandescenza e alogene) i modelli a tecnologia LED si attestano su valori tra 80 e 100 lm/W. Maggiore efficienza significa in sostanza consumi energetici notevolmente inferiori. La classica lampadina da 100 W può essere sostituita con una lampada integrata LED con gli stessi ingombri e lo stesso attacco a vite E27, che assorbe solo 16 W ed eroga la stessa quantità di luce. Il risparmio sulla bolletta elettrica ammonta a circa l’85%.

- Retrofit illuminotecnico in impianti con lampade fluorescenti

Diverso è il caso delle lampade fluorescenti compatte e lineari. Si guadagna poco in efficienza perché queste sorgenti sono già a risparmio energetico, ma si può trarre vantaggio dalla loro maggiore durata media di vita.

I LED hanno un tasso di mortalità molto basso (guasto del prodotto nuovo installato) e durate (lifetime) dell’ordine di alcune decine di migliaia di ore (25.000 – 30.000 ore) contro le 8.000 – 10.000 ore delle normali fluorescenti.

Molti interventi di retrofit illuminotecnico si effettuano negli apparecchi forniti delle classiche fluorescenti a sviluppo lineare di 18, 36 e 58 W, con tubo in vetro (diametro 26 mm). Si interviene con i cosiddetti “tubi LED” che hanno le stesse lunghezze, medesimi diametri e attacchi. Si tratta di elementi in materiale plastico che hanno all’interno un modulo lineare, vale a dire una fila continua di LED su un circuito stampato a forma di nastro o striscia.

- Compatibilità dei prodotti per retrofit

E’ buona regola, nella fase di progettazione, considerare attentamente la questione della compatibilità elettro-meccanica tra le lampade che si intende reinstallare e gli apparecchi che devono accoglierle. Innanzitutto occorre verificare che le dimensioni e i pesi siano compatibili con il vano interno e la struttura dell’apparecchio. Gli attacchi devono essere adatti per i portalampada esistenti e gli ingombri devono adeguarsi ai vani interni. Il peso non deve causare sollecitazioni meccaniche non sostenibili dalla struttura o dai materiali, né sbilanciamenti nel normale assetto degli apparecchi.

Per quanto riguarda la compatibilità elettrica si deve considerare che quando si progetta e si realizza un apparecchio di illuminazione vengono scelte e utilizzate uno o più tipi di sorgenti luminose e per ogni selezione il prodotto viene sottoposto a una serie di prove di laboratorio per ottenere la certificazione di conformità alle norme tecniche vigenti. Se questa componente fondamentale – la sorgente luminosa – viene sostituita con un modello non contemplato, si invalida la certificazione di conformità perché cambiano le condizioni di funzionamento dell’apparecchio.

- Norma europea CEI EN di riferimento

Sulla questione viene in aiuto la Norma CEI EN 62776, pubblicata nell’agosto del 2015 dal titolo “Lampade a LED a doppio attacco per la sostituzione di lampade fluorescenti lineari – Specifiche di sicurezza”. La Norma specifica le caratteristiche e le funzioni di due tipi di lampade LED (tubi LED) previsti per la sostituzione delle lampade fluorescenti lineari.

Il primo tipo è chiamato “lampada a LED a doppio attacco (G5 o G13) per diretta sostituzione”. Funzionando con lo stesso ballast della lampada fluorescente (occorre solo rimuovere lo starter) non richiede alcuna modifica al cablaggio dell’apparecchio che mantiene il livello di sicurezza originario. In questo caso rimane valida la sua certificazione.

Il secondo tipo – “lampada LED con alimentatore incorporato” – invece, ha al suo interno un dispositivo di alimentazione e quindi non è collegato al ballast della lampada fluorescente. Il tubo LED è alimentato alla tensione di rete e si rende necessaria la modifica del cablaggio. Questo è il caso in cui decade la certificazione dell’apparecchio e occorre procurarsene una nuova.

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Fonte: https://www.elettricomagazine.it

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