Il 2019 sarà l’anno record per l’efficienza delle celle solari

I ricercatori europei hanno messo a punto un nuovo sistema per aumentare la conversione energetica delle celle fotovoltaiche. E ora l'industria è pronta per la produzione di massa.

Le prime celle fotovoltaiche non superavano il 10 per cento di efficienza. Oggi la media si aggira intorno al 20 per cento, ma i ricercatori hanno continuato negli anni a lavorare per aumentare la capacità degli strati di silicio di convertire la luce solare in elettricità. E questo, assicurano, sarà l’anno in cui verrà stabilito un nuovo record di efficienza: il 26,1 per cento. Ciò significa che i pannelli solari potranno essere più piccoli, più economici, più efficienti.

- Nuovo record di efficienza per il fotovoltaico

La notizia arriva dall’Institute for Solar energy research di Hamelin (Isfh) in Germania, dove il team di ricerca guidato dal professor Byungsul Min ha fatto registrare un nuovo record grazie alla tecnologia a contatti “passivati”. In sostanza si tratta di due sottili strati di silicio ossidato e cristallizzato inseriti tra una cella solare e il suo contatto metallico. In questo modo si andrebbe a ridurre il rischio che le cariche elettriche restino intrappolate e quindi non convertibili in elettricità. “Attualmente c’è molto fermento nella comunità scientifica per quanto riguarda i contatti passivati”, ha sottolineato il professor Min in una conferenza di presentazione tenutasi in Belgio. Il progetto, sviluppato fin dal 2013 dall’Isfh e dal Fraunhofer instititute for solar energy systems di Friburgo, aveva finora portato a grandi passi avanti, ma mai a superare il 25 per cento di conversione energetica.

Nei laboratori del Fraunhofer institute si continua comunque a lavorare per aumentare l’efficienza di conversione e i ricercatori sono arrivati a realizzare un wafer con un’efficienza del 33 per cento, un vero record a livello internazionale.

- Fotovoltaico da record, pronto per l’industrializzazione

Ma perché una tecnologia possa entrare in commercio deve uscire dai laboratori di ricerca ed essere replicabile. È ciò che è successo lo scorso anno: grazie al progetto chiamato Disc, in tutta Europa gli istituti di ricerca e i produttori di celle solari stanno collaborando per ottimizzarne la progettazione e la produzione. Il consorzio Disc prevede di ridurre i costi di produzione della tecnologia, sostituendo gli strati di indio – estremamente costoso – con uno in zinco, elemento che presenta proprietà fisiche comparabili con quello più raro.

Un record questo che permetterà all’industria europea di crescere e di porsi come leader in un mercato sempre più competitivo.

 

Fonte: https://www.lifegate.it

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