Energia rinnovabile: con l’1% del suolo si può soddisfare la domanda UE

Il Centro di Ricerca della Commissione europea mostra i nuovi dati sul potenziale energetico delle green energy e rivela: sole e vento potrebbero fornire il 100% dei consumi energetici

Nessuno degli Stati membri europei sta attualmente sfruttando tutto il suo potenziale in termini di produzione di energia rinnovabile. Neppure Germania e Italia, le due nazioni in cima alla classifica dei Paesi del G20 per le quote di fer non programmabili nella generazione elettrica. Ma, al di là delle innegabili sfide che che il comparto si trova ancora oggi ad affrontare, c’è chi si chiede quanto l’Europa possa spingersi in là con le green energy.

A rispondere è in questi giorni un nuovo set di dati elaborato dal Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea. Il lavoro è partito da una semplice domanda: se l’energia rinnovabile fosse la principale fonte energetica nell’UE, i pannelli fotovoltaici e turbine eoliche sarebbero costretti a ricoprire ogni metro quadrato di suolo?

Secondo gli scienziati del Centro, la risposta è no. A voler essere esser precisi un futuro di green energy al 100% sarebbe molto meno ingombrante di quanto si possa immaginare. Basterebbe usare il 3% della terra per gli impianti solari e fino al 15% per le turbine onshore per riuscire a coprire la domanda totale di energia dell’UE esclusivamente con fonti rinnovabili. E la conversione di appena l’1% della terra con fattorie solari sarebbe già sufficiente per soddisfare il fabbisogno elettrico comunitario.

I dati arrivano da uno studio puntuale di 276 regioni europee attraverso l’ENSPRESO (ENergy System Potentials for Renewable Energy Sources). “Abbiamo anche scoperto che, contrariamente all’opinione popolare, esiste anche un grande potenziale per l’energia solare nelle parti settentrionali dell’Europa e un grande potenziale per la produzione di energia eolica in molti paesi che non si trovano nella parte nord-occidentale del Continente”, ha affermato il ricercatore Wouter Nijs. Tuttavia, i primi 5 paesi con il più grande potenziale eolico offshore sono Regno Unito, Danimarca, Paesi Bassi, Svezia e Germania.

“Il set di dati mostra inoltre che ci sono molte regioni dell’Europa orientale – ad esempio Lituania, Romania, Ungheria, Bulgaria e Polonia – che hanno vaste aree coltivabili abbandonate, che potrebbero essere utilizzate per colture energetiche in rapida crescita”, ha aggiunto il collega Pablo Ruiz. Nel complesso, il set di dati mostra come raggiungere la neutralità climatica al 2050, utilizzando solo una frazione del potenziale effettivo di energia rinnovabile; quota che consentirebbe un aumento di 100 volte del fotovoltaico installato e di 20 volte le attuali capacità del vento.

Fonte: http://www.rinnovabili.it

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