Rifiuti radioattivi, in Italia emerge un quadro sconfortante

Aree di stoccaggio provvisorie e controlli a campione per i carichi che entrano nei porti italiani. La gestione del rischio dei materiali radioattivi in Italia sembra lasciare molto a desiderare, rappresentando un danno per l’intera collettività.

I lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti fanno emergere un quadro preoccupante rispetto ai rifiuti radioattivi e sul fronte degli illeciti ambientali.

Il 15 ottobre, sono stati convocati Alessandro Dodaro – presidente della Nucleco Spa, azienda che si occupa della gestione dei rifiuti radioattivi e della bonifica dei siti nucleari – e Maurizio Montemagno – direttore della centrale Antifrode dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Secondo quanto emerge dai video delle audizioni, Dodaro ha riferito che in merito alla gestione dei rifiuti radioattivi si è fatto ricorso, in alcuni casi, a soluzioni temporanee di messa in sicurezza. Ciò dipende principalmente dall’inadeguatezza dell’attuale area di stoccaggio della Nucleco, che non può essere ulteriormente ingrandita, e dall’assenza di un deposito nazionale che permetta una sistemazione definitiva dei rifiuti, i quali sono attualmente sparsi anche in altri depositi temporanei sul territorio nazionale.

Dodaro ha inoltre sottolineato come la provvisorietà delle attuali soluzioni di stoccaggio determini non solo un danno economico per le aziende come Nucleco, ma soprattutto un danno per la collettività.

Inoltre, durante la sua audizione, Maurizio Montemagno ha dichiarato che, in riferimento alle aree doganali italiane, non sono mai entrati in funzione gli strumenti necessari a rilevare automaticamente la presenza di materiali con alto livello di radioattività nei carichi che entrano attraverso i porti italiani. Tali controlli non competono però all’Agenzia delle dogane, ma ricadono sotto la competenza dei ministeri dell’Interno, dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture. Fino ad ora, ha sottolineato Montemagno, gli unici controlli avvenuti sui carichi che varcano le aree portuali sono avvenuti a campione e sulla base di valutazioni di rischio.

Di fatto, dalle audizioni della Commissione parlamentare emerge che, ad oggi, non esiste un quadro chiaro sulla sicurezza dei materiali e dei rifiuti radioattivi nel territorio italiano, sia rispetto allo loro messa in sicurezza nei depositi di stoccaggio, sia rispetto ai carichi che giornalmente entrano nel nostro paese.

Fonte: http://www.rinnovabili.it

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