PNRR, le risorse per la transizione energetica e la rivoluzione green

Sul sito del Governo è stato pubblicato il testo definitivo del PNRR che prevede investimenti e riforme per economia circolare, energie rinnovabili, efficienza energetica e tutela del territorio

Pubblicato sul sito del Governo il testo definitivo del PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza da 248 miliardi, che è stato inviato alla Commissione Europea che entro fine giugno esprimerà le proprie valutazioni. Poi il documento sarà inviato al Consiglio europeo e le prime risorse dovrebbero arrivare entro l’estate.

Il PNRR prevede 6 missioni, dettagliate in 269 pagine:

Missione 1: Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura
Missione 2: Rivoluzione verde e transizione ecologica
Missione 3: Infrastrutture per una mobilità sostenibile
Missione 4: Istruzione e ricerca
Missione 5: Coesione e inclusione
Missione 6: Salute

Le risorse e i progetti per la transizione energetica

Circa il 40% delle risorse sono destinate a investimenti per combattere il cambiamento climatico verso la neutralità climatica e la sostenibilità ambientale. La "Missione 2: Rivoluzione verde e transizione ecologica" in particolare destina un totale di 59,47 miliardi di euro tra Economia circolare e agricoltura; Energie rinnovabili, idrogeno, reti e mobilità sostenibile; Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici; Tutela del territorio e delle risorse idriche. Le misure definite concorreranno al rispetto degli obiettivi definiti nel PNIEC e a quelli fissati nell’ambito del Green deal europeo.

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Economia circolare

Il “Pacchetto Economia Circolare” recepito nel 2020 prevede precisi obiettivi di riciclo dei rifiuti urbani: almeno il 55% entro il 2025, il 60% entro il 2030, il 65% entro il 2035 e una limitazione del loro smaltimento in discarica non superiore al 10% entro il 2035.

La misura introdotta nel PNRR ha l’obiettivo di “migliorare la gestione dei rifiuti e dell’economia circolare, rafforzando le infrastrutture per la raccolta differenziata, ammodernando o sviluppando nuovi impianti di trattamento rifiuti, colmando il divario tra regioni del Nord e quelle del Centro-Sud e realizzando progetti flagship altamente innovativi per determinate filiere” (apparecchiature elettroniche, industria della carta, tessile, plastica…).

Si vuole inoltre sviluppare una filiera agricola sostenibile e a basso impatto ambientale. Considerando che l’Italia è tra i paesi dell’Unione con il maggior consumo diretto di energia nella produzione alimentare, tra gli investimenti previsti dal PNRR, il parco Agrisolare ha l’obiettivo di “incentivare l’installazione di pannelli ad energia solare su di una superficie complessiva senza consumo di suolo pari a 4,3 milioni di mq, con una potenza installata di circa 0,43GW, realizzando contestualmente una riqualificazione delle strutture produttive oggetto di intervento, con la rimozione dell’eternit/amianto sui tetti, ove presente, e/o il miglioramento della coibentazione e dell’areazione”.

Infine sono stanziati investimenti per aiutare lo sviluppo sostenibile, “100 per cento green” e auto-sufficiente , di 19 isole minori prive di connessioni con la terra ferma, con interventi che in particolare interessano la rete elettrica, le infrastrutture e l’integrazione delle rinnovabili.

Energie rinnovabili

Per garantire il rispetto dei target europei e la reale transizione verso la decarbonizzazione è necessario aumentare l’uso delle rinnovabili e delle infrastrutture di rete “tramite soluzioni decentralizzate e utility scale e rafforzamento delle reti per accomodare e sincronizzare le nuove risorse rinnovabili e di flessibilità decentralizzate, e per decarbonizzare gli usi finali in tutti gli altri settori”, con attenzione in particolare alla mobilità sostenibile. Nel complesso al settore sono destinate risorse per 23,78 mld divisi in vari ambiti di intervento:

- Incrementare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili: il target attuale per il 2030 è pari al 30% dei consumi finali. Per raggiungerlo è necessario accelerare lo sviluppo di impianti utility-scale (semplificando anche la burocrazia), comunità energetiche e sistemi distribuiti di piccola taglia, soluzioni innovative e offshore (per una capacità totale installata nei prossimi anni di 200 MW da FER), sviluppo del biometano. Sono inoltre previsti investimenti nello sviluppo dell’agrovoltaico: il Piano si pone l’obiettivo di installare “una capacità produttiva da impianti agro-voltaici di 1,04 GW, che produrrebbe circa 1.300 GWh annui, con riduzione delle emissioni di gas serra stimabile in circa 0,8 milioni di tonnellate di CO2”. Per permettere il raggiungimento di tali obiettivi sarà avviata la semplificazione delle procedure di autorizzazione per gli impianti rinnovabili onshore e offshore, ci sarà la proroga dei tempi e dell’ammissibilità degli attuali regimi di sostegno e verrà pubblicata una nuova normativa per la promozione della produzione e del consumo di gas rinnovabile.

- Potenziare e digitalizzare le infrastrutture di rete: l’obbiettivo è di migliorare affidabilità, sicurezza e flessibilità del sistema energetico nazionale, aumentando la produzione di rinnovabili.

- Promuovere la produzione, distribuzione e gli usi finali dell’idrogeno: la strategia europea prevede una crescita dell’idrogeno verde nel mix energetico fino al 13-14% entro il 2050, con un target di nuova capacità installata di elettrolizzatori per idrogeno verde pari a circa 40 GW. L’Italia intende investire in questa direzione ma nel Piano si parla di promuovere la produzione e l’utilizzo di idrogeno tout court, e di un filone di ricerca per la produzione dell’idrogeno verde, costruendo una rete a partire dalle aree industriali dismesse. A questo proposito il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, intervistato da Milena Gabanelli sul sito del Corriere della Sera ha spiegato che “Dobbiamo arrivare all’idrogeno verde, ma al momento non c’è una produzione sufficiente, perché non ci sono rinnovabili a sufficienza. Non è una soluzione pronta”.

- Sviluppare un trasporto locale più sostenibile: si prevede una forte crescita del numero dei ciclisti in ambito urbano ed extra urbano: obiettivo della misura è realizzare di circa 570 km di piste ciclabili urbane e metropolitane e di circa 1.250 km di piste ciclabili turistiche. Si vuole inoltre potenziare la disponibilità di mezzi alternativi all’auto privata, aumentare i punti di ricarica per i veicoli elettrici (7.500 punti di ricarica rapida in autostrada e 13.755 in centri urbani, oltre a 100 stazioni di ricarica sperimentali con tecnologie per lo stoccaggio dell’energia).

- Sviluppare una leadership internazionale industriale di ricerca e sviluppo nelle principali filiere della transizione. Particolare attenzione ad alcuni settori tra cui fotovoltaico, eolico onshore e batterie.

Efficienza energetica

Considerando che in Italia il patrimonio immobiliare è molto vecchio ed energivoro, gli interventi di efficienza sono fondamentali per aiutare la riduzione delle emissioni degli edifici pubblici e privati. La misura prevede 3 ambiti di intervento mettendo in campo 15,36 mld di euro:

- Efficientamento energetico edifici pubblici: piano di sostituzione di circa 195 edifici scolastici, in particolare nelle zone ad alto rischio sismico; riqualificazione energetica di 48 uffici giudiziari entro la metà del 2026 e semplificazione delle procedure per la realizzazione degli interventi di efficientamento.

- Efficientamento energetico edilizia residenziale pubblica e privata: sono estesi al 2023 superbonus e sismabonus (al 30 giugno 2023 per gli interventi effettuati dagli IACP, a condizione almeno il 60% dei lavori siano stati effettuati alla fine del 2022; al 31 dicembre 2022 per gli interventi effettuati dai condomini, a condizione che almeno il 60% dei lavori sia stato effettuato entro il 30 giugno precedente) con un budget di 13,95 mld.

- Sistemi di teleriscaldamento: è previsto il finanziamento di progetti relativi alla costruzione di nuove reti o all’estensione di reti di teleriscaldamento esistenti.

Tutela del territorio

L’Italia è un paese ad alto rischio idrogeologico, è necessario prevedere interventi di prevenzione e di ripristino, di salvaguardia della biodiversità tutelando le aree verdi e marine e di eliminazione dell’inquinamento delle acque e del terreno.

 

Fonte: https://www.infobuildenergia.it

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