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I ricercatori dell’Australian National University (ANU) hanno stabilito un nuovo record nella conversione diretta della luce solare in idrogeno. Un risultato che apre nuove possibilità per la produzione del vettore a basso costo

Nuovo record mondiale in campo energetico. Un team di scienziati dell’Australian National University (ANU) ha creato una cella solare che produce idrogeno con un’efficienza del 17,6 per cento. Un valore mai raggiunto prima nelle tecnologie di conversione diretta di acqua e luce in carburanti solari. I ricercatori hanno paragonato il processo utilizzato dal dispositivo alla fotosintesi vegetale. “Un percorso elegante e potenzialmente economico per accumulare energia solare è convertire la luce solare direttamente in idrogeno in una cella fotoelettrochimica, in maniera analoga al processo di fotosintesi sfruttato dalla natura”.

Nel dettaglio, la nuova cella solare che produce idrogeno è stata creata in “tandem”, stratificando materiali di perovskite a basso costo sopra una convenzionale unità al silicio, al fine di aumentarne l’efficienza. “Ciò rappresenta la massima efficienza finora raggiunta per un sistema [fotoelettrochimico] basato su semiconduttori economici per la scissione dell’acqua”, afferma il documento di ricerca.

“L’energia generata dall’assorbimento della luce solare è proporzionale al gap di banda di un semiconduttore”, spiega la dott.ssa Siva Karuturi, co-autrice dello studio. “Il silicio, il materiale fotovoltaico attualmente più popolare sul mercato, può produrre solo un terzo dell’energia necessaria per dividere l’acqua. Se utilizziamo un semiconduttore con una larghezza di banda doppia rispetto a quella di Si, il problema si risolve”.

Tuttavia, maggiore è il gap di banda, minore è la capacità di catturare la luce solare di un semiconduttore. Per evitare questa sorta di compromesso prestazionale, il team ha impiegato due semiconduttori in tandem con intervalli di banda più piccoli che, non solo catturano i raggi in modo efficiente, ma insieme producono l’energia necessaria per generare spontaneamente idrogeno.

Fino a ieri però la tecnica fotoeletrochimica risultava proibitiva in termini di costi proprio a causa di efficienze estremamente basse. Il valore del 17,6 per cento rappresenta un progresso fondamentale anche rispetto l’obiettivo fissato dal Dipartimento dell’Energia USA per le tecnologie Solar-to-Hydrogen; secondo il DoE, infatti, per essere competitive con altri metodi produttivi di idrogeno, dovrebbero avere una resa di almeno il 20 per cento.

La ricerca è stata pubblicata su Advanced Energy Materials (testo in inglese).

Fonte: https://www.rinnovabili.it/

L'evento organizzato dall'ASviS con i suoi oltre 270 aderenti e il supporto dei partner e dei tutor, in coincidenza con la 75esima sessione dell'Assemblea Generale Onu. Gli appuntamenti in tutta Italia fino all'8 ottobre

Si rinnova l'appuntamento annuale con il Festival dello Sviluppo Sostenibile, la grande iniziativa per sensibilizzare e mobilitare la società italiana sui temi della sostenibilità economica, sociale, ambientale e istituzionale e contribuire all'attuazione dell'Agenda 2030 dell'Onu, sottoscritta nel 2015 da 193 Paesi, Italia inclusa. Inizialmente prevista tra maggio e giugno, la quarta edizione del Festival si svolgerà dal 22 settembre all'8 ottobre 2020 in tutta Italia.

Gli eventi verranno realizzati in linea con le indicazioni fornite del Governo per fronteggiare l'emergenza legata alla diffusione del Coronavirus. Il Festival rappresenterà un'occasione per valutare non solo le diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile alla luce della pandemia e della crisi economica e sociale che essa sta generando, ma anche le opportunità di reazione alla crisi e di trasformazione del sistema socioeconomico grazie a politiche nazionali ed europee disegnate proprio nell'ottica dell'Agenda 2030.

Il Festival, organizzato dall'ASviS insieme ai suoi oltre 270 aderenti e con il supporto dei partner e dei tutor, sarà inaugurato il 22 settembre, in coincidenza con la 75esima sessione dell'Assemblea Generale Onu. Quest'anno il tema dell'Assemblea sarà "Shaping our future together", una scelta che rafforza il messaggio della "Decade of Action" lanciata dal'Onu per rafforzare l'impegno globale sull'Agenda 2030, della quale si celebrerà il quinto anniversario.

Il secondo evento organizzato direttamente dal segretariato dell'ASviS si terrà il 1 ottobre, mentre la chiusura del Festival si terrà l'8 ottobre e sarà l'occasione per presentare anche il Rapporto annuale ASviS sull'attuazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile nel mondo, in Europa e in Italia.

Tutti possono partecipare al Festival organizzando un evento, anche online, o prendendo parte a quelli in calendario. Gli eventi dovranno svolgersi tra il 22 settembre e l'8 ottobre e vertere sui temi dell'Agenda 2030.

In un ideale percorso di avvicinamento al Festival dello Sviluppo Sostenibile, tra maggio e giugno si è tenuto "ASviS Live: tre passi verso il Festival": tre eventi in diretta streaming per riflettere sulla crisi e stimolare il dibattito con gli attori istituzionali e della società civile sulle politiche e sulle azioni da intraprendere per potenziare la "resilienza trasformativa" del sistema socio-economico e disegnare il futuro nella direzione tracciata dall'Agenda 2030 delle Nazioni unite.

Inoltre, l'Alleanza ha offerto a tutti la possibilità di esprimere la propria opinione compilando il questionario disponibile di seguito, aperto fino a venerdì 19 giugno, allo scopo di conoscere i temi che l'opinione pubblica ritiene prioritari e che vorrebbe fossero approfonditi nel corso della prossima edizione del Festival.

Fonte: https://www.repubblica.it/

SolarPower Europe ha pubblicato il nuovo Global Market Outlook: nonostante la contrazione del mercato a causa del COVID-19, appropriate misure di stimolo possono garantire un futuro brillante per il fotovoltaico nel periodo 2020-2024.

L’Associazione SolarPower Europe ha pubblicato il nuovo Global Market Outlook, che analizza le installazioni fotovoltaiche nel 2019 e stima la possibile crescita per il periodo 2020-2024. L'analisi di mercato ha mostrato che nel 2019 il settore a livello globale ha registrato una crescita a due cifre (+13%) e un nuovo record annuale di 116,9 GW installati.

A livello globale la capacità solare installata ha superato i 630 GW

Installazioni di fotovoltaico nel 2019

La quota annuale del fotovoltaico, rispetto a tutte le altre tecnologie di generazione di energia, lo scorso anno è stata pari al 48%, ovvero quasi la metà della nuova capacità globale.

Produzione di energia nel 2019 per tecnologia

I primi 5 mercati nel 2019 sono stati la Cina con 30,1 GW di nuove installazioni, gli Stati Uniti con 13,3 GW, l'India con 8,8 GW, il Giappone con 7 GW e il Vietnam con 6,5 GW. L'Europa continua a crescere con 22,9 GW di nuova capacità nel 2019, più del doppio degli impianti del 2018, crescita legata agli sforzi di molti Stati membri: quattro paesi hanno aggiunto oltre 1 GW, mentre altri quattro si sono avvicinati molto alla scala GW.

Installazioni fv: i primi 10 paesi nel 2019

L'impatto dell'emergenza coronavirus sul fotovoltaico

SolarPower Europe sottolinea che a causa dell'impatto del COVID-19 e del prolungato blocco dell'economia globale, il mercato solare subirà una contrazione nel 2020, con un calo previsto del 4% a 112 GW nello scenario medio. Un calo di 32 GW rispetto alle previsioni del Global Market Outlook dello scorso anno - che prevedeva 144 GW di nuovo fotovoltaico - dovuto alla riduzione della domanda e alle restrizioni in materia di lavoro e della catena di approvvigionamento.

Tuttavia, se i governi sosterranno la ripartenza post-COVID mettendo l'energia rinnovabile al centro delle politiche di stimolo, si prevede che il solare crescerà significativamente nei prossimi quattro anni, con una domanda annuale che aumenterà del 34% a 150 GW nel 2021, del 12% a 168 GW nel 2022, del 9% a 184 GW nel 2023 e del 9% a 200 GW nel 2024.

Fotovoltaico: previsioni di crescita tra il 2020-2024

Il Global Market Outlook secondo lo scenario medio prevede che, con l'adozione di misure di recupero ecologiche, la capacità fotovoltaica in tutto il mondo raggiungerà i 700 GW nel 2020, la scala Terawatt entro il 2022, a soli quattro anni dal raggiungimento del livello 0,5 TW, 1,2 TW nel 2023 e 1,4 GW nel 2024 (in condizioni ottimali potrebbe raggiungere 1,67 GW entro il 2024).

Previsioni di crescita del fotovoltaico dal 2020 al 2024

Aristotelis Chantavas, Presidente di SolarPower Europe, ha sottolineato che "Questo è un momento favorevole per investire nelle tecnologie del futuro, che ci garantiranno il raggiungimento degli obiettivi energetici e climatici. Oggi il fotovoltaico fornisce energia a basso costo e affidabile a milioni di famiglie e aziende in tutto il mondo, ed è imperativo mantenere questo slancio mentre il mondo si sta lentamente riprendendo dall'epidemia di COVID-19, assicurando che il solare sia riconosciuto nei pacchetti di crescita".

Chantavas ha poi ricordato che nel 2019 16 paesi hanno aggiunto oltre 1 GW, rispetto agli 11 del 2018, e 9 nel 2017. Tra i nuovi mercati che stanno investendo nel fotovoltaico sta emergendoil Vietnam: il paese ha aggiunto 6,5 GW nel 2019, un aumento del 6.400% rispetto ai 97 MW del 2018. "Si tratta di sviluppi molto incoraggianti, che aprono la strada al decennio solare che ci attende".

Aurélie Beauvais, CEO ad interim di SolarPower Europe, ha dichiarato: “Sta diventando sempre più chiaro che il solare non è solo la tecnologia rinnovabile più economica e scalabile, ma è spesso la tecnologia di generazione di energia più economica in assoluto. Solo un anno dopo che diverse gare d'appalto hanno visto le offerte vincitrici di energia fv a 2 centesimi / kWh statunitensi, le tariffe nel 2019 hanno toccato 1 centesimo USA in quattro diverse regioni: America Latina, Nord America, Europa, Medio Oriente".

Fonte: https://www.infobuildenergia.it

Il Sottosegretario alla Presidenza Riccardo Fraccaro ha annunciato l'introduzione del reddito energetico, che permetterà l’installazione senza costi di pannelli fotovoltaici per i cittadini in difficoltà

Il Sottosegretario alla Presidenza Riccardo Fraccaro ha annunciato che a breve sarà introdotto il reddito energetico che mette in campo 200mln di euro a livello nazionale per garantire l'accesso alle rinnovabili e al fotovoltaico in particolare, anche alle famiglie in difficoltà.

Fraccaro è tra i maggiori sostenitori della sostenibilità alla base della ripresa post covid, ricordiamo che la proposta del superbonus 110% è sua. Il reddito energetico secondo il sottosegretario permetterà una maggior diffusione delle energie rinnovabili, abbattimento delle bollette e dei consumi, contenimento delle emissioni di CO2, garantendo la democrazia energetica. Il Mise, ha spiegato Fraccaro in un post su facebook, sta preparando i provvedimenti attuativi che definiranno tempi, modalità e requisiti della misura.

Il reddito energetico è stato testato con successo nel Comune di Porto Torres, in Sardegna, nel quale grazie a un fondo rotativo è stata finanziata l’installazione gratuita di pannelli fotovoltaici per le fasce meno abbienti. Grazie a questo intervento i cittadini hanno beneficiato di un risparmio in bolletta di circa 150 euro annui, oltre alla cessione dell’energia prodotta in eccesso alla rete, che ha creato risorse che vanno ad alimentare il fondo e l’acquisto di nuovi pannelli. Nel complesso nel comune sardo "sono stati installati 50 impianti con 9mila euro di risparmi totali per i cittadini, 8mila euro che hanno alimentato il fondo rotativo e 65 tonnellate di Co2 in meno".

Il Cipe, Comitato per la Programmazione Economica di Palazzo Chigi, con la delibera pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 4 giugno che approva l’integrazione finanziaria al Piano operativo “Imprese e competitività” del Ministero dello sviluppo economico, ha approvato lo stanziamento di 200 milioni di euro aggiuntivi per "l’istituzione di un fondo nazionale dedicato al reddito energetico da destinare all'istallazione di impianti fotovoltaici ad uso domestico, con l'obiettivo di sostenere l'autoconsumo energetico e di favorire la diffusione delle energie rinnovabili ed è destinato prioritariamente in favore di soggetti e famiglie in condizioni di disagio economico".

"Con il reddito energetico - ha concluso il sottosegretario Fraccaro - nessuno rimane indietro, anche nella sfida della sostenibilità. Il Paese riparte unito verso un futuro verde e rinnovabile".

Fonte: https://www.infobuildenergia.it

Uno studio economico italiano rivela le complessità del governo della geoingegneria solare

Mentre siamo sempre più vicini – e forse, in qualche caso, abbiamo già superato – ai punti di non ritorno dei cambiamenti climatici, mentre l’azione dei governi stagna, riprende la discussione sulla manipolazione antropica del sistema climatico che ci eviterebbe tagli delle emissioni e un cambiamento radicale dell’economia e della società. Come spiega Sarah DeWeerdt su Anthropocene, tra le soluzioni proposte ci sono «i prodotti chimici che assorbono la radiazione solare che potrebbero essere rilasciati nell’atmosfera per ridurre la temperatura del pianeta, un processo noto come geoingegneria solare». La geoingegneria solare sembra relativamente economica ed efficace per provocare un rapido abbassamento delle temperature, ma è anche rischiosa. Poi ci sono anche problemi b geopolitici: i diversi Paesi non sono probabilmente d’accordo su quale sia la temperatura globale ideale. E ora il nuovo studio “Solar geoengineering may lead to excessive cooling and high strategic uncertainty”, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences da Anna Lou Abatayo, Valentina Bosetti (università Bocconi), Marco Casari (università di Bologna e Stanford), Riccardo Ghidoni (università Milano-Bicocca) e Massimo Tavoni (RFF-CMCC European Institute on Economics and the Environment e Politecnico di Milano), dice che probabilmente la geoingegneria solare porterebbe a un mondo più povero e più diseguale».

Il team di economisti italiani ha condotto un esperimento di laboratorio economico: han reclutato studenti all’università di Bologna e li ha divisi in due gruppi per giocare a un computerized game. Ad ogni squadra è stato detto di puntare a un certo punteggio – da 2, 6 a 10 – analogo ai valori medi globali delle temperature che i diversi Paesi potrebbero preferire. Gli studenti hanno deciso quanta “produzione”, analoga al progetto di geoingegneria, si sarebbero impegnati a cercare di raggiungere con il loro punteggi-valore ideale. I partecipanti allo studio non potevano comunicare con altre squadre, ma alla fine di ogni round veniva mostrato loro cosa facevano le altre squadre e quindi potevano tenerne conto nel round successivo e adeguare la loro strategia. Si tratta di una versione del Questa è una versione del public-good-or-bad game, un punto fermo dell’economia sperimentale.

Il team di ricercatori spiega che quando due squadre si sono scontrate – una squadra a 2 punti contro una squadra a 6 punti, 2 punti contro 10 o 6 punti contro 10 – la squadra con il più alto valore ideale tendeva a dominare. Secondo gli scienziati che si occupano di governance dei cambiamenti climatici, da questi test emerge che i Paesi che beneficerebbero della riduzione della temperatura globale potrebbero intraprendere massicci progetti di geoingegneria, lasciando però il resto che le cose peggiorino nel resto del mondo. Si tratta della prima prova empirica che supporta questo fenomeno, noto come ” free-driving”.

Quando i ricercatori italiani hanno creato un modello di un mondo multilaterale facendo giocare insieme 6 squadre – due con ciascun punteggio ideale – i risultati sono stati simili. Il livello della geoingegneria ha finito per essere di circa 10 punti, anche se 6 punti avrebbero massimizzato il benessere globale.

Il team di ricerca italiano evidenzia che «La parte del leone nei lavori di geoingegneria è svolta da coloro che hanno il maggior desiderio di raffreddare il pianeta, anche se tutti ne pagano il prezzo. Questo perché i costi della geoingegneria comprendono non solo la tecnologia stessa, ma il freno che un regime di temperatura non ideale esercita sulle economie».

Le cose si sono fatte ancora più complicate quando ai giocatori è stato permesso di compiere sforzi “negativi”. Uno scenario era analogo alla controgeoingegneria, nel quale i diversi Paesi possono rilasciare sostanze chimiche nell’atmosfera per provocare un effetto serra, contrastando le sostanze chimiche per il raffreddamento rilasciate da altri Paesi. I ricercatori si aspettavano che questo si tradurrebbe in una “guerra della geoingegneria”, nella quale i paesi che beneficerebbero maggiormente della geoingegneria aumenterebbero ulteriormente i loro sforzi per contrastare gli altri Paesi che cercherebbero di ridurre gli effetti della geoingegneria: come marito e moglie che litigano su quale temperatura deve raggiungere il termostato, ma con in palio il destino del pianeta.

A prima vista, questa previsione sembrava essere eccessivamente pessimistica. Il valore medio complessivo in questo scenario è stato intorno a 6 punti, con diverse risorse sprecate da tutte le parti per arrivarci, ma si tratta di un livello medio che evidenzia una guerra di geoingegneria meno grave di quanto previsto.

Ma in realtà sotto la superficie dello scontro ribolliva il caos della geoingegneria. Il risultato del gioco è stato inaspettatamente variabile da un round all’altro: i giocatori faticavano a prevedere cosa avrebbero fatto le altre squadre e spesso superato massicciamente il livello ottimale di geoingegneria. Il risultato di tutta questa instabilità è «un mondo meno ricco in generale e una maggiore disuguaglianza tra i Paesi» dicono i ricercatori.

Nel mondo reale, i Paesi potrebbero evitare alcuni di questi rischi condividendo i loro di piani di geoingegneria, ma questi colloqui potrebbero finire con minacce di azioni militari o altre sanzioni nei confronti di paesi che perseguono sforzi di geoingegneria indesiderati. In entrambi i casi, concludono i ricercatori italiani, «La natura di questa tecnologia pone le basi per nuove e serie sfide di governance».

Fonte: http://www.greenreport.it

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