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Il fondo di finanziamento per ciclabili e servizi di sharing fa parte del “Piano generale della mobilità ciclistica”

Il Ministero dell’Ambiente annuncia l’investimento di 500 milioni di euro per la costruzione di piste ciclabili, urbane ed extraurbane, e la promozione dei servizi di bike sharing. Il fondo di finanziamento fa parte del Piano generale della mobilità del Paese, un progetto coordinato tra Governo, Regioni e Minambiente.

L’annuncio è stato dato in occasione della presentazione presso l’Auditorium Parco della Musica del cortometraggio “Brumotti x l’Italia”, un progetto ideato dall’inviato di Striscia la notizia, Vittorio Brumotti in collaborazione con il Fai, che ha portato il biker a girare il Bel Paese per 19 giorni la scorsa estate in sella a una speciale bicicletta attrezzata di pannelli solari.

Il fondo è già entrato pienamente in funzione: in convenzione con Regioni e Comuni, il Ministero dell’Ambiente e gli altri dicasteri competenti hanno già finanziato oltre 80 progetti di sostegno all’utilizzo della bici come mezzo di mobilità sostenibile: “Vogliamo dare piena attuazione al Piano generale della mobilità ciclistica perché per il ministero dell’Ambiente e per il Governo l’uso della bicicletta non è soltanto un auspicio” – ha annunciato il Ministro Sergio Costa, intervenuto alla presentazione – Sono già stati approvati 10 progetti di ciclovie, da quella degli Appennini a quella della Magna Grecia al Grab. Percorsi sostenibili che legano l’Italia a emissioni zero”.

“Preservare e rendere ancora più appetitosi i parchi e le aree marine protette del nostro Paese, territori splendidi da visitare anche in bicicletta, e farne entrare altri nel guinness delle bellezze naturalistiche, è un altro nostro obiettivo – ha concluso il Ministro – Entro l’estate emaneremo alcuni bandi per diverse iniziative nei parchi, da godere in modo slow, ecocompatibile e all’insegna del plastic free, come avviene già nel Parco nazionale del Cilento, modello che mi auguro venga presto seguito dagli altri parchi e orgoglio nazionale che esporteremo tra due giorni a Oslo, dove inaugureremo la prima ambasciata italiana all’estero plastic free”.

 

Fonte: http://www.rinnovabili.it

La Commissione europea mette a disposizione 10 milioni di euro da investire nello sviluppo di tecnologie innovative e a bassa emissione di CO2 in diversi settori

La Commissione europea ha annunciato nei giorni scorsi un programma di investimenti di oltre 10 miliardi di euro per le tecnologie a basse emissioni di carbonio in diversi settori, con l'obiettivo di rafforzarne la competitività globale.

Dall'azione innovativa dell'UE per il clima potranno derivare vantaggi per la salute, con un impatto immediato e tangibile sulla crescita economica: dalla creazione di posti di lavoro green a livello locale, alle case efficienti dal punto di vista energetico con una bolletta ridotta, dall'aria più pulita e salubre, ai sistemi di trasporto pubblico più efficienti nelle città, fino alla fornitura sicura di energia pulita.

Miguel Arias Cañete, commissario per l'Azione per il clima e l'energia, sottolinea che a meno di tre mesi dall'adozione della visione strategica per un'Europa a impatto climatico zero entro il 2050, l'UE ha ora stanziato questi fondi. "Il nostro obiettivo è continuare a costruire un'economia che rispetti l'accordo di Parigi e che sia moderna, competitiva e socialmente equa per tutti gli europei". Proprio per questo lo sviluppo di tecnologie innovative e pulite su scala industriale va sostenuto, a partire dai sistemi per limitare l'impatto ambientale delle industrie ad alta intensità energetica, attraverso la diffusione di soluzioni tecnologiche nella cattura, nello stoccaggio e nell'utilizzo del carbonio, nel settore delle energie rinnovabili e nello stoccaggio dell'energia.

La Commissione intende garantire che l'Europa continui ad essere leader per quanto riguarda i nuovi brevetti di alto valore per le tecnologie energetiche pulite. Questa leadership offre un vantaggio competitivo a livello mondiale, consentendo al Vecchio Continente di aumentare le esportazioni di prodotti sostenibili, di tecnologie e modelli di business sostenibili.

La strategia adottata dall'Europa lo scorso 28 novembre 2018 mostra come possa aprire la strada alla neutralità climatica, preservando nel contempo la competitività delle sue industrie. Questa transizione richiede anche un ulteriore aumento delle innovazioni tecnologiche nei settori dell'energia, dell'edilizia, dei trasporti, dell'industria e dell'agricoltura.

La Commissione intende lanciare il primo invito a presentare proposte nell'ambito del Fondo per l'innovazione già nel 2020, seguito da inviti regolari fino al 2030.

 

Fonte: https://www.infobuildenergia.it/

Il Politecnico di Torino unico partner italiano dl progetto. Sostegno dell’Enea

Il primo progetto Battery 2030+, che prenderà il via a marzo e getterà le basi per un’iniziativa di ricerca su vasta scala – della durata di 10 anni – sulle future tecnologie delle batterie, riunirà i principali scienziati in Europa, così come l’industria, per compiere un balzo in avanti nella scienza e nella tecnologia delle batterie. Il tutto partendo da una convinzione: «Un mondo che passa dai combustibili fossili alle energie rinnovabili si affiderà sempre più allo stoccaggio di energia e in particolare alle batterie. Le batterie migliori possono ridurre l’impronta del carbonio del settore dei trasporti, stabilizzare la rete elettrica e molto altro.

Al Politecnico di Torino, unico partner italiano del progetto tra i 17 di 9 Paesi europei, ricordano che «Nel piano d’azione strategico sulle batterie pubblicato nel maggio 2018, la Commissione europea ha sottolineato la necessità di sostenere l’ecosistema europeo dell’industria delle batterie con un’iniziativa di ricerca a lungo termine nelle future tecnologie delle batterie».

Del consorzio Battery 2030+ fanno parte altre 4 università: Uppsala, Münster, Danmarks Tekniske Universitet, Vrije Universiteit Brussel; 8 centri di ricerca: Commissariat à l’énergie atomique et aux énergies alternatives, Cnrs, Karlsruher Institut für Technologi, Forschungszentrum Jülich, Fraunhofer-Gesellschaft, Fundacion Cidetec, Kemijski inštitut, Sintef; 3 associazioni guidate dall’industria: Emiri, Ease, Recharge; la compagnia Absiskey. Il consorzio Battery 2030+ ha anche il sostegno di numerose organizzazioni europee e nazionali compresa l’Enea.

Battery 2030+, che ha ricevuto un finanziamento per l’azione di coordinamento e sostegno nell’ambito del programma Horizon 2020 vuole «inventare le batterie del futuro, fornendo tecnologie all’avanguardia all’industria europea. Le batterie sono tra le tecnologie chiave per ottenere una profonda decarbonizzazione del sistema energetico europeo, in particolare nel settore dei trasporti (con la mobilità elettrica) e nel settore dell’energia elettrica (con l’accumulo di fonti energetiche rinnovabili intermittenti). Nel prossimo futuro, avremo bisogno di nuove generazioni di batterie ad altissime prestazioni, affidabili, sicure, sostenibili e convenienti. La competizione per sviluppare le future tecnologie delle batterie è già intensa, ma ancora molto aperta».

La coordinatrice del progetto è coordinato dalla svedese Kristina Edström, professoressa di chimica inorganica all’università di Uppsala, sottolinea: «Affronteremo le sfide legate alla realizzazione di batterie ad altissime prestazioni. Questo significa istituire una piattaforma di accelerazione per la scoperta di nuovi materiali per batterie utilizzando l’apprendimento automatico e l’intelligenza artificiale, e soprattutto concentrandosi sulle interfacce nelle batterie in cui si verificano reazioni che possono essere dannose per la durata della batteria. Progetteremo funzionalità intelligenti fino al livello delle celle della batteria e presteremo particolare attenzione ai problemi di sostenibilità».

Silvia Bodoardo, responsabile del progetto per il Politecnico di Torino, conclude: «Si tratta del progetto più importante in Europa in questo settore e il Politecnico, grazie alla sua esperienza in queste tecnologie, ricopre un ruolo di primo piano grazie al quale speriamo che sia possibile contribuire allo sviluppo del settore e alla creazione di nuove opportunità in Italia»

 

Fonte: http://www.greenreport.it

In vigore dal 1 maggio 2019 il nuovo sistema di incentivazione per l’acquisto di auto elettriche

Al via da oggi, 1 marzo 2019, il Bonus Malus auto, il nuovo sistema predisposto dalla legge di Bilancio 2019 per incentivare il passaggio ad una mobilità più sostenibile.

Il Governo ha riconosce un contributo da 1.500 euro a 6.000 euro per l’acquisto (anche in locazione finanziaria) e immatricolazione in Italia dal 1°marzo 2019 al 31 dicembre 2021, di un veicolo per il trasporto di persone fino a 8 posti oltre il conducente (categoria M1) nuovo di fabbrica con emissioni inquinanti di CO2 inferiori a 70 g/km e prezzo da listino ufficiale della casa produttrice inferiore a 50.000 euro (Iva esclus14a).

L’importo varia in basa alla rottamazione di un veicolo omologato alle classi Euro 1, Euro 2, Euro 3 o Euro 4.

Come usufruire del contributo

Tutto molto semplice. Il venditore riconosce il contributo all’acquirente sotto forma di sconto sul prezzo di acquisto. Successivamente l’impresa costruttrice o importatrice dell’auto rimborsa l’importo al venditore e lo recupera a sua volta sotto forma di credito d’imposta da utilizzare in compensazione.

Sempre nella legge di Bilancio 2019, il Governo ha introdotto un’imposta sull’acquisto di autovetture nuove con emissioni di anidride carbonica superiori a 160 CO2 g/km (Ecotassa). L’imposta è dovuta da chi acquista, anche in locazione finanziaria, e immatricola in Italia un veicolo nuovo di categoria M1 con emissioni di CO2 superiori alla soglia stabilita dal 1° marzo 2019 e fino al 31 dicembre 2021.

La risoluzione chiarisce che l’imposta è dovuta entro la data di immatricolazione del mezzo. L’imposta, il cui importo è parametrato in base a 4 scaglioni di emissioni di CO2, va versata tramite F24 da parte dell’acquirente del veicolo o da chi richiede l’immatricolazione.

Fonte: https://energiaoltre.it/

La Regione acquisterà impianti fotovoltaici destinati a utenze selezionate, mettendoli poi a disposizione, in comodato d’uso gratuito per 9 anni

Arriva in Puglia il cosiddetto “Reddito energetico regionale”, una proposta legislativa mutuata da iniziative già messe in campo a livello locale, ad esempio a Porto Torres, in Sardegna, e, qualche anno fa, nel Comune di Melpignano, che mira a incentivare la progressiva diffusione di impianti di produzione di energia elettrica derivante da fonte solare, presso le utenze residenziali domestiche o condominiali.

La proposta di legge, presentata da M5S con il primo firmatario Antonio Trevisi, è stata approvata all’unanimità (quindi anche dalla maggioranza Pd) durante la seduta congiunta delle Commissioni consiliari IV e V della regione. E rientra pienamente nell’ambito della strategia della Regione Puglia, tracciata a più riprese dal Presidente Emiliano e dal governo regionale, in materia che si propone di sostituire progressivamente i combustibili fossili con quelli a zero emissioni, recando così benefici alla salute dei cittadini e all’ambiente, senza pregiudicare, ma consolidando e rafforzando, il percorso di crescita sostenibile dell’economia pugliese.

Cosa prevede il reddito di cittadinanza energetico

In sostanza la proposta di legge prevede che la Regione acquisti impianti fotovoltaici destinati alle predette utenze, mettendoli poi a disposizione, in comodato d’uso gratuito per 9 anni (rinnovabili fino a un massimo di 25 anni), prioritariamente di utenti, selezionati a seguito di apposito bando, che presentino condizioni di disagio socioeconomico, a fronte dell’impegno, da parte di questi ultimi, ad attivare, mediante apposito convenzionamento con il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), il servizio di scambio sul posto dell’energia prodotta dai medesimi impianti. Grazie alla possibilità di produrre autonomamente l’energia e di cedere al Gestore l’energia prodotta in eccesso e non consumata, le famiglie interessate da questa iniziativa conseguiranno, da un lato, significativi risparmi in bolletta e, dall’altro, contribuiranno a tutelare l’ambiente riducendo il ricorso all’energia prodotta da fonti fossili.

La copertura della proposta

L’iniziativa legislativa trova la sua copertura finanziaria nella “Legge di stabilità regionale 2018”, con la quale venivano stanziati complessivamente circa 8 milioni di euro per gli anni 2018-2019-2020 per interventi di efficientamento energetico e per la diffusione delle energie rinnovabili negli edifici residenziali privati. E rientra nell’ambito dell’aggiornamento in corso al Piano Energetico Ambientale Regionale – PEAR che punta ad un’economia di transizione a basso utilizzo di carbone.

Fonte: https://energiaoltre.it/

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