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Pubblicato da Anie Rinnovabili l'Osservatorio di novembre 2019: crescono nei primi 11 mesi dell'anno le installazioni di fotovoltaico, eolico e idroelettrico che complessivamente superano 1 GW di potenza

Nel complesso infatti l'Osservatorio FER pubblicato da Anie Rinnovabili, elaborato su dati Gaudì, registra, nel periodo gennaio-novembre 2019, 1008MW di nuove installazioni di fotovoltaico, eolico e idroelettrico, contro gli 836 del 2018 e i 771 del 2017. Il dato non considera inoltre la nuova capacità da impianti a bioenergie, la cui potenza installata nel 2019 è di 29MW per un totale di 49 impianti, dato che porta l'andamento complessivo del settore rinnovabili a +15%.

Nei primi 11 mesi del 2019 crescono sia il fotovoltaico (+39%) che l'eolico (+39%), mentre perde l'idroelettrico (-73%). Analizzando le variazioni congiunturali per trimestre nel periodo 2017/2019, si segnala l'ottima performance del 4 trimestre 2018 con ben 457MW installati e del 2 trimestre 2019, con 409MW: rispetto al primo trimestre del 2019, risultano in crescita tutti e tre i comparti (+19% fotovoltaico, +764% eolico, +71% idroelettrico). Nel terzo rimestre, rispeto al 2°, cresce il solo fotovoltaico.

Fotovoltaico

Importante crescita per il fotovoltaico che, grazie ai 51,8 MW di potenza connessa a ottobre e ai 126,6 MW di novembre, raggiunge quota 558MW complessivi, superando il totale di quanto installato nel 2018 (437 MW).

Una crescita legata in particolare all'attivazione di due grandi impianti nel sud Italia: uno da circa 63 MW in Puglia in provincia di Foggia e uno da circa 31 MW in Sardegna in provincia di Sassari. Cresce del 19% il numero di unità di produzione connesse, grazie alle politiche di autoconsumo e di defiscalizzazione, ovvero la detrazione fiscale per il cittadino che ha portato benefici senza impattare sulla bolletta elettrica dei consumatori. Ricordiamo che invece la misura del super ammortamento per le imprese è terminata il 31 dicembre 2019 ma è stato introdotto il Credito d'imposta nella legge di bilancio 2020 ed è in vigore il Decreto FER1. Anche se gli impianti di tipo residenziale (fino a 20 kW) continuano a far la parte del leone, rappresentando il 43% della nuova potenza installata nel 2019, si nota una crescita degli impianti tra i 20 ed i 1.000 kW.

Per quanto riguarda le performance a livello regionale, Basilicata, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia hanno registrato la crescita più significativa, mentre il maggior decremento c'è stato in Calabria e Piemonte. A livello di unità di produzione segno + per tutte le regioni tranne la Valle d’Aosta.

Eolico

Nonostante i pessimi dati da agosto in poi, con nessun impianto attivato a novembre, l’eolico raggiunge 412,7 MW complessivi nel 2019, registrando un + 39% rispetto ai primi 11 mesi del 2018. Si segnala il calo del numero delle unità di produzione (-68%) dovuto al fatto che la quasi totalità delle installazioni, ovvero il 99,9%, sono di taglia superiore ai 200 kW. Il 90% della potenza connessa si trova nelle regioni del Sud Italia.

Idroelettrico

Continua l'andamento negativo del comparto che con i 6,9 MW di ottobre e l'1,1 MW circa di novembre raggiunge il valore di 37,1 MW complessivi, in calo del 73% rispetto al 2018. Le unità di produzione calano del 7%. Gli impianti idroelettrici di taglia inferiore a 1 MW connessi nel 2019 rappresentano il 32% del totale installato. Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta sono le regioni in cui vi è stata la maggior crescita di potenza. Nell'Osservatorio è presente un focus trend potenza reale vs PNIEC che, per le varie tecnologie, mostra l'andamento rispetto ai target da raggingere nel 2025 e nel 2030.

Fonte: https://www.infobuildenergia.it

Azzerare le emissioni entro il 2050. Un obiettivo netto che diventa il cuore della legge sul Clima proposta dalla commissione Ue, e già annunciata da Ursula von der Leyen.

Intorno alla missione principale, che è la riduzione della CO2 fino alla sua neutralizzazione, il testo che rispecchia il Green deal europeo prevede anche che entro settembre si alzi il livello delle ambizioni e dei target definiti al 2030, che si diano ampi poteri alla commissione per poter apportare aggiustamenti in corsa alla traiettoria (presumibilmente ogni 5 anni), come tra l’altro viene richiesto dall’Accordo di Parigi, e che si delinei il 2021 come orizzonte per proporre modifiche ai regolamenti europei sul clima, tipo quelli sul mercato Ets (cioè lo scambio delle emissioni) oppure sull’efficienza energetica, le rinnovabili, l’agricoltura e i trasporti.

La proposta di legge sul Clima dovrà essere esaminata dal Consiglio e dall’Europarlamento. L’Italia insieme con altri 11 Paesi ha chiesto di accelerare i tempi per aumentare il taglio delle emissioni entro il 2030.

Contemporaneamente la commissione Europea ha anche avviato una consultazione pubblica per un ‘Patto sul clima’ in modo da coinvolgere regioni, comunità locali, società civile, scuole, imprese e cittadini; resterà aperta per 12 settimane e i contributi verranno utilizzati per definire il Patto per il clima che sarà varato prima della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in programma a Glasgow a novembre, cioè la Cop 26. “I cambiamenti climatici li abbiamo creati noi quindi sta a noi agire – ha osservato von der Leyen - la legge guiderà ogni nostra azione per i prossimi 30 anni, sarà la nostra bussola. Ci dà gli strumenti per misurare i progressi verso l’obiettivo: avere un’Europa a zero emissioni entro il 2050. Il testo è corto e semplice ma ci impegna in azioni fondamentali: obbliga la Ue a inserire gli obiettivi ambientali in tutte le future legislazioni ed è vincolante; offre prevedibilità e certezza a investitori e autorità pubbliche”.

Green deal europeo: i passi da fare

La proposta prevede una revisione da parte della commissione Europea degli obiettivi climatici per il 2030; proposta che dovrà essere proporzionata al nuovo obiettivo di neutralità climatica del 2050.

La possibilità più concreta dovrebbe essere quella di spingere il nuovo target di riduzione delle emissioni per il 2030 al 55% (rispetto ai livelli del 1990). La commissione Ue dovrà valutare i progressi collettivi fatti da tutti gli Stati membri rispetto all’obiettivo di neutralità climatica, quindi per l’adattamento ai cambiamenti climatici; i risultati delle osservazioni dovranno essere presentati al Parlamento europeo e al Consiglio in occasione della relazione sullo stato dell’Unione dell’energia.

Una revisione che dovrà avvenire ogni cinque anni in linea con quanto stabilito alla Cop 21 a Parigi. Sotto la lente europea dovranno anche passare le misure prese dagli Stati, in base ai Piani nazional integrati per l’energia e il clima; la commissione potrà inviare delle raccomandazioni ai singoli Paesi. Inoltre bisognerà stabilire un “dialogo multilivello su clima e energia” con le autorità locali, la società civile, le imprese, gli investitori.

Green Deal: le reazioni di associazioni e istituzioni

Greta Thunberg però boccia la proposta della commissione Ue: “Se la tua casa brucia, non aspetti qualche altro anno prima di spegnere l’incendio. E’ questo quello che la commissione sta proponendo oggi. Nel momento in cui l’Ue presenta questa legge, con le emissioni zero entro 2050, indirettamente ammettete la resa. La dura verità è che non ci sono né le politiche né la consapevolezza necessaria. Siamo nel pieno di una crisi che non viene trattata come tale. Quello che manca sono la consapevolezza, la leadership e soprattutto il tempo”.

Intanto arriva un appello da parte di 12 ministri, tra cui anche il nostro ministro dell’Ambiente Sergio Costa; in una lettera inviata al vicepresidente della commissione Europea Frans Timmermans: “Per indirizzare l’Ue sulla strada di una nuova crescita verde e inclusiva - scrivono i ministri – la commissione ha annunciato l’intenzione di presentare, entro l’estate del 2020, un Piano di valutazione d’impatto allo scopo di innalzare l’obiettivo di riduzione delle emissioni dell’Ue. Pertanto, incoraggiamo la commissione a presentare quanto prima, e al più tardi entro giugno 2020, un Piano di target climatici in modo tempestivo”.

E’ la prima volta che l’Italia firma una lettera insieme con il ‘gruppo degli ambiziosi’, di cui fanno parte Austria, Danimarca, Finlandia, Francia, Lettonia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Spagna e Svezia. Alla base della lettera l’idea che l’Ue possa e debba essere l’esempio da seguire a livello internazionale.

Le associazioni ambientaliste, in blocco, chiedono all’Unione europea un taglio della CO2 del 65% al 2030, e emissioni zero già per il 2040. Ma per Timmermans “l’analisi di Greta prevede obiettivi di riduzione più alti” perché fa riferimento a un altro metodo; invece su questo aspetto “noi siamo più ottimisti di lei sulle tecnologie emergenti”.

Insieme con la legge sul Clima, nel campo d’azione del Green deal, è anche cominciata la procedura per la revisione della direttiva sulla tassazione dell’energia e la valutazione di impatto sul futuro meccanismo di adeguamento del prezzo del carbonio alle frontiere. “La tassazione avrà un ruolo chiave perché può incoraggiare comportamenti responsabili e compensare i costi della transizione - ha detto il commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni, che si sta occupando dei due dossier – dobbiamo salvaguardare le aziende che spostano la produzione in parti del mondo in cui gli standard sul clima sono meno rigorosi, è qui che entra in gioco il meccanismo di adeguamento delle frontiere del carbonio. Tuttavia, prima di presentare qualsiasi proposta, le varie opzioni devono essere attentamente valutate, in particolare per quanto riguarda le norme Wto e altri impegni internazionali”.

Fonte: https://www.infobuildenergia.it

Nel 2032 metà dei veicoli venduti sarà elettrico: lo prevede il report di Dnv GL. L’emobility si espande, e così rinnovabili ed efficienza energetica, punti cardine della transizione energetica

Nel 2032 l’auto elettrica e in generale i veicoli elettrici per trasporto passeggeri rappresenteranno la metà dei veicoli venduti in tutto il mondo. Nel 2040 il parco veicoli passeggeri mondiale sarà alimentato “a spina”. Stiamo parlando di full electric e non di ibridi, in quanto questi ultimi “saranno probabilmente solo una soluzione intermedia”. È quanto si legge nel report Energy Transition Outlook 2019 realizzato da Dnv GL, storico ente di certificazione internazionale (è stato fondato nel 1864) che ha coinvolto nell’analisi più di 100 persone.

Lo studio va oltre la mobilità elettrica: si parla, infatti, di transizione energetica, i cui pilastri sono elettrificazione, decarbonizzazione ed efficienza energetica. E lo scenario previsto dagli analisti racconta di una rapida transizione, che si attuerà “nell'arco di tempo di una singola generazione”. Nel report si segnala inoltre che: la quota di energia elettrica nel mix della domanda finale sarà più che raddoppiata rispetto al livello odierno; il petrolio diminuirà drasticamente dopo il 2030 e che entro il 2050, il 63% dell'elettricità mondiale sarà fornita da fotovoltaico ed eolico.

Energia e auto elettrica: lo sviluppo dell’emobility e dell’energia elettrica

Partiamo dalle principali evidenze del rapporto sulla transizione energetica. Benché rapida, essa non lo sarà abbastanza: le emissioni globali legate all'energia raggiungeranno il loro picco solo nel 2025 ed entro metà secolo le emissioni non scenderanno a sufficienza per stare al di sotto dei 2 °C, come previsto dall'Accordo per il clima di Parigi. L’outlook di Dnv GL si focalizza su diversi comparti tra cui i trasporti, che rappresentano attualmente il 28% della domanda globale di energia, di cui oltre l'80% è legato al trasporto su strada. “La domanda energetica per i trasporti, che nel 2017 era di 116 EJ, scenderà leggermente a 112 EJ entro il 2050. Nonostante questo lieve cambiamento, il trasporto è uno dei grandi motori della transizione energetica, in quanto l'elettrone guadagna il primato sulla molecola fossile”.

Ed è qui che gli analisti sottolineano il valore dell’auto elettrica nel migliorare la situazione: il consumo energetico del trasporto su strada, pari a 91 EJ nel 2017 e calerà a 84 EJ nel 2050, dopo aver raggiunto un picco nel 2025 di circa il 10% in più rispetto ad oggi. “Com'è possibile, ci si può chiedere, se il parco veicoli mondiale è destinato ad aumentare del 75% da qui a metà secolo e la distanza complessiva percorsa passa da 28 a 60 trilioni di chilometri? La risposta è un massiccio spostamento verso la mobilità elettrica”, spiegano gli analisti.

Oggi, la flotta mondiale di veicoli stradali per il trasporto passeggeri è composta per il 97,5% da veicoli a combustione interna e per il 2,5% da veicoli elettrici. Entro il 2050 le parti si invertiranno: gli electric vehicle peseranno per il 73% e quelli endotermici al 27%. I due fattori più importanti di questa trasformazione saranno, oltre alle politiche attuate per la riduzione delle emissioni, il miglioramento delle prestazioni tecnologiche delle batterie che permetterà di ridurre i costi delle vetture elettriche.

Gli analisti concludono che a livello globale si assisterà a una rapida diffusione dei mezzi elettrici, prima quelli per il trasporto passeggeri e poi commerciali.

Fonte: https://www.infobuildenergia.it

Un gruppo di ricerca italiano ha realizzato un’innovativa cella solare "tandem" in perovskite e silicio che ha un’efficienza record superiore al 26%

Sono stati pubblicati sulla rivista internazionale Joule i risultati di un’importante ricerca tutta italiana che ha permesso la realizzazione di un’innovativa cella solare “tandem” in perovskite e silicio, utilizzando il grafene, che vanta un’efficienza record superiore al 26%. Il gruppo di studio è formato da ricercatori del centro CHOSE dell’Università di Roma “Tor Vergata”, del Laboratorio di Tecnologie Fotovoltaiche di ENEA e dell’IIT - Istituto Italiano di Tecnologia.

La nuova cella è formata da due celle solari elettricamente connesse e sovrapposte realizzate in materiali diversi, che lavorano in tandem. Quella frontale, a base di perovskite, opportunamente dimensionata, converte bene la luce blu e verde dello spettro solare, e lascia filtrare la luce solare rossa e infrarossa verso la cella posteriore fatta in silicio.

Grazie alla combinazione dei due materiali, spiega Mario Tucci, responsabile del Laboratorio Tecnologie Fotovoltaiche dell’ENEA, si ottimizza l’assorbimento dei raggi solari, producendo “un'elevata foto-tensione, pari alla somma delle tensioni generate dalle due singole celle, con una maggiore efficienza rispetto ad una singola cella solare". La tecnica utilizzata ha permesso così di ottimizzare i vantaggi delle singole tecnologie di fabbricazione. La cella ha infatti raggiunto un’efficienza del 26,3% grazie all’introduzione di grafene negli strati del dispositivo in perovskite, che ha migliorato le prestazioni nella cella in perovskite e all’eterogiunzione con film amorfi nella cella posteriore in silicio che ne ha aumentato la tensione. L’obiettivo dei ricercatori è di raggiungere un’efficienza superiore al 30%.

Enrico Lamanna il dottorando del team CHOSE che ha sviluppato il concetto all’interno della sua tesi, sottolinea che la struttura tandem studiata permette “di produrre le due celle in silicio e in Perovskite singolarmente e, una volta massimizzate le loro prestazioni, queste possono essere unite in un’unica struttura compatta a due terminali, composta dalle due celle sovrapposte”.

“Già in passato avevamo sfruttato le straordinarie proprietà del Grafene per migliorare l’efficienza dei dispositivi singola giunzione in Perovskite, migliorando l’estrazione di carica agli elettrodi” commenta il Professor Aldo Di Carlo responsabile del progetto assieme al Dott. Mario Tucci di ENEA, “in questo caso, tuttavia, abbiamo osservato che l’aggiunta di Grafene negli strati adibiti al trasporto di elettroni nel dispositivo in Perovskite consente di non alterarne la trasparenza alla luce rossa ed infrarossa, caratteristica essenziale per una cella frontale di una tandem con il silicio”.

Fonte: https://www.infobuildenergia.it

Il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha indicato le misure che il Governo potrebbe mettere in campo per combattere l’emergenza per l’economia legata al Coronavirus e far ripartire l’Italia.

In un’intervista su Il Sole 24 ore a firma di Carmine Fotina, il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha spiegato quali sono le misure che il Governo sta prevedendo per limitare la crisi economica legata all’emergenza Coronavirus e assicurare la ripresa dell’economia. Una crisi che si annuncia molto pesante considerando che le stime parlano di un calo del Pil tra l’1 e il 3%.

Ecobonus al 100%

La detrazione fiscale del 65% per gli interventi di efficientamento energetico, confermata dalla Legge di Bilancio per tutto il 2020, che in questi anni di crisi ha dato ossigeno al settore dell’edilizia, potrebbe arrivare al 100%. Il ministro ha aggiunto che la detrazione va accompagnata con il meccanismo dello sconto in fattura, prevedendo in questo caso misure di salvaguardia per le PMI, in modo che non patiscano problemi di liquidità.
Le altre misure per l'economia

Tra gli altri interventi previsti, il ministro ha parlato di snellimento per le procedure di repowering degli impianti eolici; sostegno al settore dell’auto, con strumenti di rottamazione allargati non alle sole auto elettriche, incentivando la realizzazione di infrastrutture di ricarica, limitando in questo modo le emissioni, con chiari benefici sulla qualità dell’aria; e, ancora, semplificare l’iter burocratico per l’avvio dei cantieri.

Inoltre per le aziende va previsto l’ampliamento degli incentivi 4.0, aumentando le soglie di investimenti incentivabili con il credito di imposta. In collaborazione con il ministero dell’Economia va anche attuato un progetto, attraverso per esempio la diminuzione Ires e il taglio del costo del lavoro, che incentivi le aziende che hanno delocalizzato a riportare la produzione in Italia, sostenendo anche nuovi investimenti di chi vorrebbe entrare nel nostro paese o di chi sta pensando di delocalizzare.

Infine per i settori più colpiti dal Coronavirus, quali turismo, trasporti e logistica e grande distribuzione, Patuanelli ha confermato che il governo sta lavorando a uno strumento di indennizzo per le aziende oltre che al meccanismo del credito di imposta. A questo proposito il ministro degli esteri Luigi Di Maio ha recentemente dichiarato, "Le Pmi (piccole e medie imprese) saranno rimborsate al 100% per le mancate fiere".

Le misure già approvate

Ricordiamo che tra le misure urgenti messe in campo dal DL 9/2020 approvato il 28 febbraio scorso è stata introdotta un’indennità da 500 euro al mese per un massimo di tre mesi per i professionisti o lavoratori autonomi che operino nella zona rossa che abbiano subito un’interruzione dell’attività.

Inoltre per i soggetti residenti nella zona rossa sono sospesi fino al 30 aprile i versamenti relativi a: cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione; avvisi di addebito emessi dagli enti previdenziali ed assicurativi; atti di accertamento esecutivi emessi dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli; atti di accertamento esecutivi emessi dagli enti locali sia per le entrate tributarie che per quelle patrimoniali. E' stato inoltre sospeso il pagamento delle bollette di acqua, gas ed energia elettrica, fino al 30 aprile; il versamento, per 12 mesi, dei ratei dei mutui agevolati concessi da Invitalia alle imprese; il pagamento dei diritti camerali.

Fonte: https://www.infobuildenergia.it

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