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Dal 18 gennaio gli Enti locali lombardi potranno far domanda per partecipare al bando che mette a disposizione contributi a fondo perduto per la realizzazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo

Nei giorni scorsi che è stato firmato il decreto relativo alla nuova edizione del bando Axel che destina un totale di 20 milioni a favore degli enti locali per la realizzazione di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo negli edifici ad uso pubblico. 5 milioni di finanziamenti sono rivolti ai piccoli Comuni, cifra che potrà essere aumentata nel caso in cui vengano reperite nuove risorse.

Dal 18 gennaio al 19 marzo gli enti potranno presentare sulla piattaforma ‘Bandi online’ le domande anche per più di un intervento, fino ad un contributo massimo per Ente pari a 200 mila euro. I beneficiari avranno tempo fino al 2022 per realizzare i lavori.

Per quanto riguarda la suddivisione dei finanziamenti, i Comuni con popolazione residente fino a 5.000 abitanti hanno una dotazione pari a 5 milioni di euro, con una copertura fino al 100% delle spese sostenute a seconda della tipologia di intervento.

Nel caso di fornitura e installazione di un nuovo impianto fotovoltaico integrato con un sistema di accumulo di energia elettrica, è previsto un contributo fino al 50% delle spese sostenute, la percentuale aumenta al 90% per i Comuni con popolazione residente fino a 5.000 abitanti e per le Comunità Montane.

Il contributo è pari al 100% nel caso di fornitura ed installazione di un nuovo sistema di accumulo connesso ad un impianto fotovoltaico preesistente.

Una volta approvati i progetti, il 50% dell’importo del contributo verrà erogato nel 2021, una successiva quota del 30% verrà erogata nel 2022 a seguito della rendicontazione delle spese. Infine, il saldo, sempre nel 2022, a intervento concluso.

 

Fonte: https://www.infobuildenergia.it/

È attivo dal 7 dicembre il nuovo servizio di Alerting del Gse volto a monitorare il livello di performance degli impianti fotovoltaici di potenza inferiore a 800 kW, incentivati in Conto Energia.

Grazie al servizio, spiega una nota del Gse, è possibile individuare gli impianti poco performanti rispetto al cluster di appartenenza, stimolando i soggetti titolari degli stessi a intraprendere azioni mirate di verifica e manutenzione in modo da incrementare il rendimento delle installazioni.

Il Gse, termina la nota, avvierà con cadenza semestrale ulteriori azioni di monitoraggio per favorire il miglioramento delle performance dei singoli impianti, contribuendo a incrementare la produzione di energia rinnovabile a livello nazionale.

Scopri di più sul sito del GSE: https://www.gse.it/servizi-per-te/servizi-digitali-integrati/alerting-sulla-performance-degli-impianti

 

Fonte: https://www.qualenergia.it/

Dopo più di 7 ore di discussioni, i leader europei hanno approvato il nuovo obiettivo di taglio delle emissioni. I Ventisette si impegnano a ridurle del 55% entro il 2030, alzando la soglia precedente che era fissata al 40%.

I capi di Stato e di governo riuniti al Consiglio europeo sono riusciti a trovare almeno un consenso minimo sull’obiettivo principale, ma non hanno preso nessuna decisione su altri dettagli fondamentali per la futura Legge sul clima.

“Gran modo per celebrare il primo anniversario del nostro Green Deal europeo!”, ha twittato stamattina la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Il Consiglio europeo ha approvato la cifra suggerita dall’esecutivo UE lo scorso settembre. Questa soglia è stata poi discussa dall’europarlamento, dove tra non poche difficoltà i deputati erano riusciti a votare un obiettivo più ambizioso e avevano chiesto che la riduzione fosse di almeno il 60%. Richiesta che è rimasta lettera morta.

Soddisfatto anche il ministro agli Affari Europei Enzo Amendola. “Notte insonne di lavoro, ma altro risultato importantissimo ottenuto. Abbiamo raggiunto l’accordo per la riduzione delle emissioni gas serra del 55% entro il 2030, un altro passo decisivo verso la neutralità climatica nel 2050”, scrive su Twitter.

Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, rivendica per l’Europa il ruolo di “leader nella lotta al cambiamento climatico”, mentre il presidente francese Emmanuel Macron prova a riallacciare questo momento con l’accordo di Parigi del 2015 e sprona i colleghi: “facciamo di tutto per avere successo. Adesso. Tutti insieme. Perché non esiste un piano B!”.

Toni trionfalistici a parte, la realtà dell’accordo è scarna e il suo impianto traballante. L’intesa è arrivata poche ore dopo che si è sbloccata la partita sul budget europeo. I due dossier erano collegati perché molti paesi dell’est Europa, Polonia e Repubblica Ceca soprattutto, hanno provato a strappare condizioni migliori. Infatti, le loro economie sono basate sul carbone molto più di quelle dei paesi occidentali. Quindi hanno cercato di strappare esenzioni e di inserire distinguo nel comunicato finale del summit.

Alla fine la soluzione, come si presagiva già nei giorni scorsi, è stata quella di salvare la faccia (annunciando l’ok sull’obiettivo generale di taglio delle emissioni) e di rinviare la discussione sui dettagli all’anno prossimo. Dettagli che fanno la differenza: si tratta di decidere come i paesi europei possono raggiungere il target, quali esenzioni sono previste, quante sovvenzioni arriveranno da Bruxelles e in cambio di quali garanzie.

Fonte: https://www.rinnovabili.it

È quanto emerge dal report ‘Renewables 2020’ dell’Agenzia internazionale dell’energia (IEA): i nuovi impianti fotovoltaici in Italia hanno aggiunto 0,8 GW di capacità nel 2020

L’energia solare nazionale sfida la crisi. Nonostante il difficile momento a livello economico e sanitario e i deludenti risultati delle aste, la crescita degli impianti fotovoltaici in Italia non si è fermata. Al contrario, le installazioni sono aumentate del 12% rispetto al 2019 (dati dei primi sei mesi). E per la fine del 2020, il Belpaese dovrebbe chiudere i conti con 0,8 GW di nuova capacità aggiunta. I numeri appartengono al rapporto della IEA (International Energy Agency), riportati in questi giorni in luce dall’Enea.

L’agenzia nazionale, infatti, oltre ad aver contributo alla parte italiana, ha partecipato alla peer review della pubblicazione IEA. E oggi spiega perché quel più sul grafico degli impianti fotovoltaici in Italia. “Dopo una fase di stallo dal 2012, nel nostro Paese la crescita del fotovoltaico sta accelerando la sua corsa grazie ai nuovi obiettivi fissati nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima”, afferma Simona De Iuliis, del Dipartimento ENEA Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili.

Allo stato attuale il PNIEC prevede un obiettivo di 52 GW solari installati entro il 2030; quasi 2,5 volte la capacità che risultava attiva nel 2019 (circa 20,9 GW). Obiettivi stimolanti per il settore aiutato sul fronte residenziale e commerciale anche dai nuovi incentivi. Secondo il report, sotto la spinta del nuovo super bonus 110% e dei contributi all’autoconsumo, condiviso e di comunità, la generazione solare distribuita continuerà a crescere nei prossimi due anni. “Oltre il 2022, le aggiunte FV italiane dovrebbero espandersi in modo sostanziale”. Nel periodo 2023-2025 si prevede che in Italia la capacità media annuale aggiuntiva sia pari a circa 4,6 GW.

Fonte: https://www.rinnovabili.it

Firmato il Protocollo d’intesa tra Elettricità Futura e Confagricoltura per promuovere uno sviluppo equilibrato e sostenibile degli impianti energetici nei contesti agricoli.

Insieme per definire modelli che valorizzino le sinergie tra fonti rinnovabili ed agricoltura. Questo l’obiettivo della protocollo d’intesa firmato ieri da Elettricità Futura e Confagricoltura. La due associazioni, rappresentati rispettivamente del mondo energetico e di quello agricolo, hanno deciso collaborare all’interno della transizione ecologica nazionale. E redigere le linee d’azione con cui far incontrare i rispettivi settori.

Lo sviluppo delle fonti rinnovabili in agricoltura rappresenta da sempre un tema delicato. Senza precisi paletti e linee guida condivise, si teme possa prendere piede un modello di business con un approccio industriale alla risorsa suolo. Come spiegato da un recente report di Legambiente, questo approccio mira a massimizzare la produzione ‘monocolturale’ di energia, consumando terreno; e rischiando di impoverire la produzione dei campi, soprattutto in quei territori più soggetti al pericolo di speculazioni.

Eppure esiste una via equilibrata e sostenibile per le rinnovabili in agricoltura. Una via che il protocollo definirà nel concreto, a partire dalle misure di efficientamento energetico delle aziende. Come? Attraverso, ad esempio, coperture solari di edifici rurali e magazzini. Il testo siglato rimarca anche la promozione dell’agrovoltaico, installazioni integrate che permettano di continuare le colture o l’allevamento. Elettricità Futura e Confagricoltura definiranno anche una linea d’azione per gli impianti solari a terra su aree agricole incolte, marginali o non idonee alla coltivazione. E promuoveranno di azioni informative e divulgative volte a favorire lo sviluppo delle gran energy nazionali. Senza dimenticare anche il ruolo delle agroenergie per la produzione di biogas e biometano.

“L’ulteriore crescita delle agroenergie e lo sviluppo di nuovi modelli di produzione e consumo – spiega Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura – rappresentano elementi centrali per la sostenibilità delle produzioni agricole e un importante elemento di competitività per le nostre aziende“.

“Gli obiettivi di decarbonizzazione del Green Deal al 2030 – aggiunge Agostino Re Rebaudengo, presidente di Elettricità Futura – si possono raggiungere solo attraverso un dialogo costruttivo e senza pregiudizi tra tutti i soggetti coinvolti, sia dal lato delle imprese, sia dal lato delle istituzioni. Il Protocollo firmato oggi rappresenta per Elettricità Futura un primo fondamentale tassello in questa direzione e dimostra come il mondo imprenditoriale nel suo complesso sia pronto a raccogliere la sfida della transizione energetica”. I prossimi passi? Un Comitato di Coordinamento preparerà un piano annuale di attività, che preveda la redazione di proposte concrete e il lancio di iniziative di sensibilizzazione sui benefici e sulle potenzialità di recupero.

Fonte: https://www.rinnovabili.it

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