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Rivelati dal Guardian nuovi stralci della bozza in discussione in questi giorni a Bruxelles: il capitolo energia è una sequenza di scappatoie per gli stati che non vogliono rispettare gli impegni sul clima

Spuntano nuovi particolari sulle intenzioni dei negoziatori europei del TTIP. Mentre è in corso a Bruxelles il 14° round che si concentra sul capitolo energia, da ieri il Guardian continua a far trapelare alcuni passaggi delle bozze su cui si sta discutendo l’accordo segreto sul commercio transatlantico. Oggi il quotidiano britannico all’origine del leak rivela che la formulazione di alcuni passaggi del testo potrebbe permettere all’UE di continuare a sovvenzionare l’energia fossile. Se ciò avvenisse, le promesse sul clima stipulate alla COP21 di Parigi varrebbero meno della carta su cui sono scritte.

I negoziatori riuniti a Bruxelles stanno di fatto proponendo un testo che presenta scappatoie rispetto alla promessa fatta dai paesi del G20 di azzerare i sussidi ai combustibili fossili entro 10 anni. La bozza relativa a commercio e sviluppo sostenibile con cui si presenta l’Ue, inoltre, mette sullo stesso piano e con la medesima importanza la lotta ai cambiamenti climatici e la necessità di prevenire alterazioni in ambito commerciale.

 
Le scappatoie sui sussidi alle energie fossili

Riguardo al taglio dei sussidi, la bozza riporta che ciò rappresenta obiettivo comune a UE e USA, ma è subordinato a “considerazioni sulla sicurezza delle risorse” e deve essere accompagnato da “misure per alleviare le conseguenze sociali associate con l’azzeramento dei sussidi”. In pratica, il primo passaggio può essere impugnato dai paesi più dipendenti dall’energia fossile – che avrebbero così una scappatoia per non onorare i propri impegni sul clima – mentre il secondo passaggio potrebbe spalancare la porta a nuovi sussidi, stavolta mascherati adeguatamente.

Per Colin Roche di Friends of the Earth si tratta di una palese foglia di fico: “Prevenire la distruzione del clima dovrebbe essere la priorità numero uno, i sussidi ai combustibili fossili dovrebbero essere il nemico numero uno”.

 
Il TTIP rende il commercio più importante del clima

Rispetto al secondo punto controverso, il Guardian riporta un passaggio dell’articolo 5 della bozza del capitolo sull’energia del TTIP, classificata come confidenziale e datata 23 giugno. Nel testo si legge: “Nello sviluppo dei sistemi di supporto pubblico, le Parti terranno in considerazione in modo appropriato il bisogno di ridurre le emissioni di gas serra e quello di limitare le alterazioni del commercio per quanto possibile”.

L’equiparazione di clima e esigenze commerciali non è affatto un buon punto di partenza: tutto sta nell’interpretazione che ne verrà data. Certo una formulazione tale del testo del TTIP sembra escogitata ad arte per aprire vie di fuga dagli impegni sul clima, lasciando lo scettro al commercio e al modello imperante di crescita economica. La vaghezza del testo di sicuro non aiuta a ribaltare lo status quo.

Fonte: http://www.rinnovabili.it/

Annunciati i vincitori degli Intersolar Award 2016

Anche quest’anno in occasione della fiera internazionale della tecnologia solare Intersolar 2016 sono stati nominati i prodotti ed i brand vincitori nelle numerose categorie del prestigioso premio Intersolar Award.

 

Vincitore categoria “Modulo Fotovoltaico”

LG NeON2 BiFacial

LG NeON2 BIFACIAL 300N1T-G4 è progettato per utilizzare entrambi i lati del modulo fotovoltaico per assorbire più luce e generare più energia. Il modulo adotta inoltre la tecnologia CELLO che sostituisce le classiche 3 busbar con 12 fili sottili per aumentare la potenza e l’affidabilità del prodotto. NeON2 BIFACIAL 300N1T-G4 inoltre assicura una maggiore produzione di energia nelle giornate soleggiate grazie al migliore coefficiente di degradazione termica.

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Vincitore categoria “Inverter Fotovoltaico”

SolarEdge HD-Wave Inverter

Con la nuova gamma di inverter di stringa da 3 a 7,6 kW con tecnologia HD-Wave, Solaredge mira a raggiungere un’efficienza del 99% grazie a perdite di calore ridotte e a una migliore forma d’onda sinusoidale. Grazie infatti ad un processore digitale più potente, che riduce di fatto le perdite di calore e la necessità di raffreddare, sono diminuti anche alcuni componenti dell’inverter. In questo modo l’azienda potrà offrire un prodotto con dimensioni ridotte e con minor peso, ottimizzando in questo modo anche i costi e semplificando l’installazione. «Crediamo che questa tecnologia rappresenti una pietra miliare per gli inverter fotovoltaici», spiega Lior Handelsman, VP marketing and product strategy di SolarEdge, «in quanto ci consente di ottimizzare la taglia e il peso dell’inverter rispetto ai convertitori standard, e quindi il costo, garantendo comunque elevata efficienza».

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Vincitori categoria “Energia, Ambiente e Sostenibilità”

LG CHEM RESU

RESU è il sistema di accumulo energetico residenziale di LG CHEM ideale per l’utilizzo in abbinamento ad impianti fotovoltaici di ultima generazione per la massimizzazione dell’autoconsumo.
Materiali di altissima qualità e un processo produttivo innovativo: RESU 6.4 EX è la soluzione per l’accumulo energetico tecnologicamente più avanzata. Ogni RESU 6.4 EX comprende un sistema di gestione della batteria (BMS) e quattro unità di accumulo ognuna contenente 14 celle che assicurano 6.4kWh di energia da utilizzare in ambito domestico 24 ore su 24. Sono inoltre disponibili pacchetti di espansione che forniscono ulteriori 3.2kWh di potenza, utili per raggiungere capacità superiori (9.6kWh o 12,8 kWh).
Il sistema di gestione della batteria del RESU 6.4 EX controlla carica e scarica del sistema di accumulo di energia e assicura la completa affidabilità e protezione contro sovratensioni e alte temperature.
Una volta installato, il RESU 6.4EX per lo stoccaggio solare non richiede nessun tipo di intervento da parte del proprietario dell'’impianto. Il sistema di gestione della batteria (BMS) controlla automaticamente tutte le funzioni all'interno dell'unità abitativa. La BMS si occupa dei processi di carica e scarica in maniera ottimale. Se si desidera monitorare questi processi da soli, una specifica applicazione è disponibile per il download gratuito. Questa applicazione consente il monitoraggio a distanza tramite smartphone e tablet e permette di monitorare con precisione e in tempo reale l’energia immagazzinata dalle batterie e quella consumata dall’abitazione.

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SMA Sunny Boy Storage

SMA Solar Technology AG (SMA) introduce sul mercato un inverter studiato per batterie ad alto voltaggio per uso domestico. Il nuovo inverter con batteria Sunny Boy Storage di SMA è stato sviluppato appositamente per batterie ad alto voltaggio, come Powerwall di Tesla. La soluzione combinata costituita da batteria e Sunny Boy Storage consente l'accumulo di energia elettrica a costi che sono paragonabili alle tariffe per la corrente elettrica domestica.
Sunny Boy Storage funziona in parallelo con il fotovoltaico, consentendo il montaggio su impianti esistenti, ma anche un successivo ampliamento del sistema con costi ridotti a seconda delle necessità che possono insorgere nel tempo, come l’utilizzo di un’auto elettrica o un diverso fabbisogno energetico. Grazie al portale online Sunny Places di SMA, gli utilizzatori del sistema di accumulo possono controllare in modo costante le proprie utenze domestiche e visualizzare mediante una app i flussi energetici e le possibilità di risparmio. Inoltre il sistema può essere integrato in una struttura di gestione energetica più ampia attraverso il dispositivo per il monitoraggio SMA Sunny Home Manager.

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I pannelli fotovoltaici LG alimenteranno Troll, la stazione di ricerca novergese, situata a 1.275 metri sopra il livello del mare nella regione del Dronning Maud Land in Antartide, sfidando condizioni estreme: l’impianto di 7,3 kW non solo deve essere in grado di ottimizzare l’irraggiamento solare, ma deve resistere a temperature fino a 60 gradi sotto zero e raffiche di vento fino a 280 chilometri all’ora.

Per questo, l’azienda di installazione norvegese GETEK ha scelto di installare NeON2, i panelli di LG vincitori dell’Intersolar Award 2015, che assicurano elevate prestazioni grazie alla tecnologia Cello, in cui i classici 3 busbar sono sostituiti da 12 cavi sottili, di forma circolare, che rifrangono la luce più efficacemente, permettendo così di produrre un maggior quantitativo di elettricità durante le giornate soleggiate. Pur essendo comunemente pensato come un luogo con un basso irraggiamento solare, l’Antartico ha giornate molto lunghe, che in estate raggiungono le 24 ore di sole. I NeON sono perciò in grado di fornire una potenza in uscita fino a 320 watt e sono stati sviluppati per sostenere carichi di neve fino a 6.000 Pa (6 Kilonewton per metro quadrato), resistendo al vento fino a 5.400 Pa. Collocati su una struttura a V con un’angolazione di 10 gradi che assicura la massima resistenza al vento (testata in galleria del vento), i pannelli LG avranno una resa annuale fino a 957 kWh/kW, un dato paragonabile a quello della Germania settentrionale, e saranno in grado di soddisfare le necessità delle 40 persone che abitano la base durante l’estate atlantica e delle 8 presenti in inverno.

Questo progetto di integrazione di fonti rinnovabili è stato voluto dal Norwegian Polar Institute che ha condotto uno studio di fattibilità e ha avviato un progetto pilota sul tetto di uno degli edifici al fine di acquisire competenze e raccogliere dati. Le imprese interessate hanno lavorato a stretto contatto e con tempi assolutamente contingentati  prima dell’arrivo dell’inverno antartico in marzo.

 

Fonte: http://energia-plus.it/

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Nei suoi continui sforzi di creare maggiore valore per i clienti europei, Panasonic ha annunciato una nuova garanzia di 15 anni sui suoi prodotti fotovoltaici modulari HIT®.

Lo sviluppo espande la garanzia di prodotto di Panasonic da 10 a 15 anni e caratterizza tutto il proprio ampio portafoglio di moduli solari ad alta efficienza, disponibile nel mercato italiano. Essa fornirà a installatori e proprietari di sistema una maggiore garanzia di affidabilità, in combinazione con le impareggiabili caratteristiche di elevate prestazioni e con le caratteristiche di qualità della produzione di tutti i moduli HIT®.

“In qualità di produttori, ci sforziamo continuamente di fornire agli installatori un aumento del valore attraverso i nostri moduli fotovoltaici ad alta efficienza", ha commentato Daniel Roca, Senior Business Developer presso Panasonic. “Ampliando la nostra garanzia sul prodotto HIT® da 10 a 15 anni, stiamo dimostrando il nostro costante impegno per l'importante mercato europeo. Siamo pienamente convinti che il progresso tecnologico, i prodotti di alta qualità e la dedizione nel fornire valore a installatori e proprietari di casa sosterranno la crescita del solare per tetti residenziali in Italia e in Europa, per tutto il 2016 e oltre."

La garanzia di prodotto segue il lancio dell'HIT N330/325 per il mercato Europeo di Panasonic. Dotato della nuova garanzia prodotto di 15 anni, l'N330/325 fornisce una maggiore densità di energia per metro quadrato, raggiungendo un'efficienza a livello di modulo pari al 19,7%, con una potenza nominale di 330/325 Watt, riducendo significativamente il saldo di costo tra sistemi residenziali e sistemi commerciali per gli installatori europei. Accanto agli esistenti N240/N245 e N285 HIT® di Panasonic, l'azienda offre tre soluzioni modulari ad alta efficienza, permettendo agli installatori una maggiore flessibilità e possibilità di scelta, al fine di fornire ai loro clienti più potenza per metro quadrato nei sistemi da tetto

Panasonic esporrà la propria serie completa di moduli della serie HIT®, tra cui il nuovo N330/N325 all'Intersolar Europe, la più importante manifestazione di settore per l'energia solare al mondo.

Inoltre saranno presentate le attesissime soluzioni di storage agli ioni di litio e le pompe di calore della società. La tecnologia di storage di Panasonic, caratterizzata dalla funzionalità smart demand-response, è collegata alla CA rendendola in tutto adatta per le istallazioni di impianti a energia solare retrofit. La soluzione è interamente prodotta da Panasonic e incorpora la propria tecnologia brevettata a inverter e di gestione dell'energia, come si è visto nella loro visionaria Sustainable Smart Town a Fujisawa, in Giappone.

 

Fonte: https://eu-solar.panasonic.net/it/

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Prodotto il primo studio dettagliato dell’impatto dei parchi solari sull’ambiente circostante. Il lavoro apre la porta a forme di agricoltura più intelligenti e una migliore gestione del territorio

Nel 2015 il fotovoltaico mondiale ha raggiunto una potenza cumulata totale di 321 GW. Nonostante i trend stiano lentamente cambiando, la fetta più grande del mercato è tutta ad appannaggio dei grandi impianti montati a terra. Elemento, fanno notare gli esperti, che comporta un significativo cambiamento di uso del suolo a livello globale, con implicazioni per gli ecosistemi che li ospitano ancora poco conosciute.

Per fare chiarezza sul tema gli scienziati ambientali della Lancaster University e del Centro per l’Ecologia e l’Idrologia britannico, hanno deciso di studiare da vicino gli effetti di un tipico parco solare sui processi microclimatici e naturali del terreno che lo ospita. Il team ha messo sotto osservazione per 12 mesi una centrale fotovoltaica nei pressi di Swindon, scoprendo che in estate i pannelli esercitano un effetto di raffreddamento nel suolo sottostante che può arrivare fino a 5 gradi centigradi. Il controllo climatico dei processi biologici, così come i tassi di crescita delle piante, rappresentano informazioni fondamentali in grado di far comprendere il modo migliore il fotovoltaico a terra, in maniera tale da ottenere maggiori benefici ambientali.

Lo studio pubblicato in questi giorni nel Journal Environmental Research Letters, riporta come i pannelli solari causino variazioni stagionali e diurne nel microclima di aria e suolo. “In particolare, durante l’estate abbiamo osservato un raffreddamento, fino a 5,2 ° C, ed un essiccamento nelle aree coperte maggiore rispetto a quelle tra i moduli o nelle zone di controllo. Al contrario, durante l’inverno, gli spazi fra i pannelli risultavano fino a 1,7 ° C più freddi rispetto al suolo coperto dal fotovoltaico”. A cambiare non è solo la temperatura, ma anche l’umidità, i processi fotosintetici, il tasso di crescita delle piante e quello di respirazione dell’ecosistema. Alona Armstrong, co-autrice dello studio, ritiene che i risultati sollevino alcune questioni fondamentali per il futuro.

La comprensione degli effetti climatici dei parchi solari potrebbe secondo gli scienziati dare agli agricoltori e ai proprietari del terreno la conoscenza di cui hanno bisogno per scegliere quali colture farvi crescere e il modo migliore per gestire il territorio, massimizzando biodiversità e migliorando le rese. “Questa comprensione diventa ancora più interessante se applicata a zone molto soleggiate che possono anche soffrire di siccità”. L’ombra sotto i pannelli infatti non solo raffredda ma aumenta il grado di umidità trattenendo parte dell’evaporazione del terreno In questo modo aggiunge Armstrong “può consentire di coltivare piante che non sopravvivrebbero sotto il sole diretto”.

 

Fonte: http://www.rinnovabili.it/

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