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Realizzato un sistema sperimentale nella stazione sciistica di Parsenn per studiare i problemi tecnici e pratici derivanti dall’installazione di impianti fotovoltaici in montagna

Quanto e come cambiano le prestazioni del fotovoltaico installato in alta montagna? I pannelli solari sulla neve offrono più problemi o vantaggi? A questa domanda cercano oggi di rispondere i ricercatori svizzeri dell’Institute for Snow and Avalanche Research SLF e del politecnico di Losanna EPFL. Gli scienziati spiegano così le motivazioni alla base del loro studio “La strategia energetica svizzera 2050" riflette la decisione di abbandonare l’energia nucleare a medio termine. Nei prossimi decenni l’elettricità che non sarà più prodotta dalle centrali nucleari dovrà provenire da altre fonti di energia. Affinché il clima non sia influenzato da ulteriori emissioni di anidride carbonica, i principali candidati sono le energie rinnovabili, in particolare il solare la geotermia e l’eolico”.

Tuttavia non tutte le FER sono uguali. Il fotovoltaico, ad esempio, è soggetto a variazioni stagionali: produce meno d’inverno che d’estate a causa delle minori ore di luce giornaliere e della posizione più bassa del sole nel cielo. “Per compensare questo squilibrio tra produzione e domanda, l’elettricità solare dovrebbe essere immagazzinata d’estate per l’inverno”, scrivono gli scienziati dell’EPFL. “Per raggiungere questo obiettivo su larga scala, sono attualmente possibili solo centrali di stoccaggio a pompaggio, ma la potenza installata non è sufficiente. Inoltre, questa soluzione comporta uno spreco di energia elevata”.

L’idea del team elvetico è quella di valutare l’impiego di sistemi fotovoltaici ad alta quota. In uno studio pubblicato recentemente nel Proceedings of National Academy of Sciences (PNAS), Annelen Kahl e i suoi colleghi del gruppo di ricerca sui SLF-EPFL, hanno esaminato se è possibile produrre un quantitativo maggiore di energia elettrica durante l’inverno installando pannelli solari nelle regioni alpine.

Tra le risorse utilizzate per rispondere a questa domanda c’erano i dati catturati dai satelliti di telerilevamento, che forniscono una stima della radiazione solare che raggiunge il suolo. I ricercatori hanno anche studiato l’influenza esercitata dal terreno innevato e l’inclinazione dei pannelli solari sulla neve.

Spiega Kahl “Quando i sistemi fotovoltaici sono realizzati in montagna, la radiazione solare riflessa dalla neve può contribuire alla produzione”. La resa risulta massima quando i moduli sono installati ad angolo acuto. “Il nostro lavoro dimostra che il deficit di produzione che deriverà dal mancato apporto nucleare può essere meglio compensato dagli impianti fotovoltaici in montagna rispetto ai moduli sui tetti dell’Altopiano perché ogni metro quadrato produce non solo più elettricità, ma lo farà anche in un momento migliore”. Il team ha realizzato anche un sistema sperimentale nella stazione sciistica di Parsenn per approfondire le questioni pratiche e tecniche.

Fonte: http://www.rinnovabili.it

Bonus fino a 6000 euro per le macchine ecologiche, ma solo in caso di rottamazione del vecchio veicolo, malus a 2500 euro, sconti per i motorini elettrici, bonus per colonnine di ricarica

Il settore dei trasporti è tra i principali responsabili in tutta Europa delle emissioni di CO2 , è indispensabile dunque che tutti i paesi attuino precise strategie per ridurre l'inquinamento causato dalle auto, coerentemente con gli impegni assunti dall'Accordo di Parigi e dalla nuova strategia UE di decarbonizzazione al 2050, che chiede che entro il 2050 il parco macchine sia a emissioni 0.

Rispetto agli altri paesi europei l'Italia è molto indietro sul fronte delle immatricolazioni delle auto ibride ed elettriche, che nel 2018 hanno rappresentato solo lo 0,5% di market share, nei Paesi Bassi il dato è del 9%.

E' stata quindi accolta con soddisfazione la notizia del bonus-malus per le nuove auto inserito in manovra, anche se le associazioni ambientaliste sostengono che il Governo dovesse mostrare più coraggio per spingere i consumatori verso l'acquisto di auto ecologiche.

L’ultimo emendamento inserito in manovra per le auto fissa una tassa (malus), dal primo marzo fino alla fine del 2021, da un minimo di 1100 euro, per le macchine le cui emissioni siano tra 161 e 175 g/km, a un massimo di 2.500 euro, per le emissioni superiori ai 250 g/km.

Definito anche il bonus per l’acquisto di auto ecologiche, da 6000 a 4000 euro in caso di rottamazione della vecchia macchina, altrimenti da un massimo da 4000 a un minimo di 1500 euro.

A seconda del valore delle emissioni delle auto cambia infatti l’incentivo, quello più alto è riconosciuto se sono classificate da 0 (le elettriche al 100%) a 20 g/km di CO2. Inoltre sono ammessi all’incentivo solo le macchine che non costino più di 45.000 euro. Quindi, per intenderci, Tesla è fuori.

La misura sarà finanziata con un fondo da 60 milioni di euro.

E’ prevista la detrazione del 50%, fino a 3000 euro in 10 anni, per l’installazione di colonnine di ricarica dei veicoli non accessibili al pubblico.

Nel caso in cui si rottami un motorino di cilindrata inferiore o superiore ai 50 per acquistare un motorino elettrico o ibrido della stessa cilindrata, è stato inserito un contributo fino al 30% e per un massimo di 3000 euro. Per questa misura per il 2019 sono messi a disposizione 10 milioni di euro per gli acquisti realizzati in Italia.

- Diminuzione emissioni auto: nuovo accordo in Europa

Sempre in tema di automobili ed emissioni, è stato recentemente siglato un nuovo accordo tra Parlamento europeo e Commissione europea che prevede che le emissioni di CO2 delle nuove macchine debbano diminuire, rispetto ai parametri del 2021, del 37.5% entro il 2030, con una tappa intermedia del 15% nel 2025.

I veicoli commerciali dovranno ridurre le emisisoni del 31%. L’intesa dovrà ora essere approvata dal Consiglio.

 

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Fonte: http://www.rinnovabili.it/

Gli analisti di IHS Markit prevedono una forte crescita del fotovoltaico anche per l’anno che sta per iniziare

Buone notizie sul fronte dell’energia solare, almeno secondo gli analisti di IHS Markit, che anche per il 2019 prevedono una crescita record della fonte rinnovabile. A guidare il boom saranno alcuni paesi come Argentina ed Egitto, mentre la Cina sembra iniziare a rallentare.

- I numeri del 2019

Partiamo dai numeri: secondo gli analisti di IHS Markit nel 2019 il fotovoltaico dovrebbe crescere di circa il il 13% rispetto al 2018, con 123 GW (circa) di nuova capacità installata a livello mondiale. La fonte rinnovabile si confermerebbe anche per l’anno che sta per venire, dunque, quella che riesce ancora ad attrarre i maggiori investimenti.

- I Paesi che guidano la crescita

Non solo crescita ulteriore. A fare notizia sarebbe il nuovo equilibrio del mercato: mentre la Cina, infatti, sembra rallentare, emergono i mercati di , Argentina, Egitto, Sud Africa, Spagna e Vietnam, che da soli dovrebbero rappresentare il 7% delle installazioni totali di fotovoltaico 2019, per un totale di 7GW di nuova capacità.

Fonte: https://energiaoltre.it

Secondo uno studio del Cnr il 2018 è stato un anno record per il caldo: più di 1,58 gradi sopra la media dell'ultimo trentennio. Dati che confermano i cambiamenti climatici.

Il 2018 è stato l’anno più caldo dal 1800 ad oggi per l’Italia: con un’anomalia di +1,58 °C sopra la media, lo scorso anno ha superato il precedente record del 2015 (+1,44 gradi sopra la media). A stimarlo è il Consiglio Nazionale delle Ricerche, secondo dati statistici che comunque considerano la media di riferimento degli ultimi trentanni. A parte i mesi di febbraio (con un’anomalia negativa) e marzo (con valori nella media), tutti gli altri dieci mesi del 2018 hanno fatto registrare anomalie positive e nove di essi di oltre un grado rispetto alla media.

Particolarmente eccezionali sono stati i mesi di gennaio (il secondo gennaio più caldo dal 1800 ad oggi con una anomalia di +2,37 gradi rispetto alla media) e aprile (il più caldo di sempre, con un’anomalia di +3,50 gradi rispetto alla media).

Secondo il ricercatore Michele Brunetti, responsabile della Banca dati di climatologia storica dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima di Bologna, “l’anomalia del 2018, se presa in esame singolarmente, non ci permette di trarre conclusioni relativamente alle tendenze in atto; tuttavia, se vista nel contesto degli ultimi 220 anni di storia climatica dell’Italia, è l’ennesima conferma del fatto che siamo in presenza di un cambiamento climatico importante per il nostro Paese. Significativo è il fatto che tra i 30 anni più caldi dal 1800 ad oggi 25 siano successivi al 1990. L’eccezionalità del 2018 non ha interessato solo l’Italia, l’anno appena concluso è risultato il più caldo da quando sono disponibili osservazioni anche per Francia, Svizzera, Germania e Austria”.

 

Fonte: https://www.lifegate.it

Una pista ciclabile e pedonale con pannelli solari incorporati verrà realizzata a Villasimius, in Sardegna, grazie al progetto europeo Stratus e alla collaborazione dell'Università di Cagliari.

Anche l’Italia comincia a sviluppare le piste ciclabili con pannelli solari incorporati. Sarà Villasimius, località turistica sulla costa della Sardegna, a ospitare un percorso per biciclette di circa quattro chilometri che va dal centro cittadino al porto turistico, di cui alcuni tratti attrezzati con dei pannelli fotovoltaici incorporati nella struttura.

Il progetto nasce nell’ambito del programma Strategie ambientali per un turismo sostenibile (Stratus) e sarà finanziato in parte con fondi europei e in parte attraverso una raccolta fondi dal basso. Il comune di Villasimius, situato all’estremità sudest della Sardegna, ha ottenuto importanti riconoscimenti per la sostenibilità ambientale risultando, assieme a Cogne in Valle d’Aosta, tra le cento migliori destinazioni turistiche sostenibili. Un risultato raggiunto grazie alla collaborazione del dipartimento di Scienze economiche e aziendali dell’Università degli studi di Cagliari.

L’idea ricalca quella sviluppata in Olanda con la pista ciclabile solare SolaRoad, un progetto innovativo che ha suscitato interesse in altri parti del mondo tra cui la California.

- Come funziona la prima pista ciclabile con pannelli solari in Sardegna

“Si è deciso di realizzare un’innovativa pista ciclopedonale rivestita di pannelli fotovoltaici, sormontati da una lastra di vetro antiscivolo e perfettamente integrati in una struttura in acciaio sollevata e ancorata a terra, in grado di produrre energia che andrà a soddisfare il fabbisogno energetico dei soggetti situati in prossimità del tracciato”, spiegano sulla pagina Facebook dell’Area marina protetta di Capo Carbonara, che riporta quanto espresso anche dal direttore dell’Area Marina e responsabile del progetto, Fabrizio Atzori.

“La produzione di energia da fonti energetiche rinnovabili attraverso le piste ciclabili – continua la descrizione – contribuirà al raggiungimento degli obiettivi ambientali del Comune, alla riduzione delle emissioni di CO2 e all’incremento della mobilità sostenibile, e comporterà un risparmio in termini energetici per i soggetti beneficiari. L’aspetto più interessante di questa iniziativa è proprio il duplice vantaggio di pubblico e privato, perché se da un lato si ridurrà l’inquinamento promuovendo la mobilità sostenibile, dall’altro si ridurranno i costi energetici dei privati. Aspettiamo di ricevere le proposte di progetto per conoscere il dettaglio e la totalità dell’intervento. Il progetto verrà seguito dal servizio Gestione e Tutela del Territorio del Comune di Villasimius”.

- Pista ciclabile solare in Sardegna: il progetto europeo Stratus

Il progetto Stratus vuole supportare il settore turistico marino-balneare che si impegna concretamente a mantenere alta la sostenibilità delle attività e la qualità dell’ambiente, puntando proprio sul coinvolgimento delle realtà locali interessate in un’ottica partecipativa. Si tratta di uno dei progetti finanziati nel quadro del primo bando del Programma marittimo Francia-Italia, 2014-2020, concentrato sulle regioni della Sardegna, della Liguria e della regione francese Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Un progetto nell’ambito dell’Unione europea della durata di ventiquattro mesi con un budget di circa 1,3 milioni di euro.

Tra gli obiettivi del progetto Stratus si trovano la promozione della competitività e delle capacità delle piccole e medie imprese legate al turismo sostenibile, l’aumento della sostenibilità del turismo costiero e marino nonché il miglioramento delle strategie di pianificazione e di gestione delle amministrazioni pubbliche locali e delle piccole e medie imprese grazie ad un approccio partecipativo.

 

Fonte: https://www.lifegate.it

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