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60 milioni di italiani, ha detto il neo ministro, sono 60 milioni di pezzi di plastica in meno. Anche il ministero sarà plastic free

"Adesso che comincia l'estate, che si va in spiaggia, si va in montagna, ogni italiano, ogni persona che si trova nel nostro bellissimo paese, raccolga qualche pezzo di plastica che qualche scellerato ha gettato, e lo metta nella differenziata. Ripuliamo il mondo assieme, proviamoci fino in fondo. Perché 60 milioni di italiani, sono 60 milioni di pezzi di plastica in meno". Lo ha detto il nuovo ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, in una diretta Facebook.

 "Noi su questo ci siamo e vogliamo esserci, ha detto ancora il ministro, e vedrete i primi atti che andranno in questa direzione". Nella diretta Facebook, Costa ha ribadito alcuni concetti già espressi nei giorni scorsi. Uno dei suoi primi atti riguarderà la Terra dei Fuochi, dove il ministro, da comandante della Forestale in Campania, ha scoperto le discariche di rifiuti tossici della camorra. Il Ministero dell'Ambiente inoltre diverrà "plastic free".

 

Fonte: http://www.e-gazette.it/

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E' disponibile per il download la Newsletter AS Solar: le notizie più importanti dal mondo dell'energia, dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile relative al mese di Maggio 2018.

 

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Flessibilità d’installazione, comfort visivo, risparmio energetico e rendimenti elevati sono solo alcuni dei numerosi vantaggi di utilizzare luce a LED

Nell’evoluzione che dal primo e celebre LED blu del premio Nobel Nakamura ha portato alla diffusione di questa tecnologia di natura elettronica nei sistemi di illuminazione di tutto il mondo non sono mancate, e ancora non mancano, difficoltà nell’interpretare e applicare parametri del tutto nuovi rispetto alle tradizionali sorgenti luminose. Serve formazione, servono competenze che integrino impiantistica elettrica, elettronica e soluzioni smart, nonché ulteriori approfondimenti sui vantaggi dell’illuminazione a LED, sulle normative a essa legate e sull’ampia gamma di soluzioni oggi a disposizione di progettisti e installatori.

Da questi aspetti nasce la riflessione proposta al pubblico di Elettromondo 2018 dal prof. Gianni Forcolini, docente di progettazione illuminotecnica del Politecnico di Milano, in occasione del convegno dedicato all’illuminazione. “La luce a LED, in qualunque contesto applicativo, risulta parte integrante di un progetto di più ampio respiro, che tiene conto non solo delle sorgenti e dei corpi illuminanti da installare, ma anche degli altri componenti optoelettronici. Microelettronica, ottica, fotometria, colorimetria, illuminotecnica e impiantistica sono le fondamenta di un complesso di prodotti e materiali legati alle nuove frontiere dell’illuminazione a LED”. Senza dimenticare gli aspetti di benessere psicofisico riconducibili al noto concetto di Human Centric Lighting e la questione normativa, importante soprattutto in contesti professionali e commerciali.

Gli 8 motivi per scegliere luce a LED

Lungi dal rappresentare una pratica “assodata”, l’illuminazione a LED resta al centro del dibattito, sia per le caratteristiche della sorgente luminosa, ben lontana dalle tradizionali lampade a incandescenza, alogene, a scarica e fluorescenti, sia per quegli aspetti di smart lighting e integrazione impiantistica che dominano l’attuale mercato dell’illuminazione.

Ecco perché ripercorrere la rivoluzione del LED in questi 8 punti chiave, utili a fare chiarezza sui vantaggi dell’adozione di questa tecnologia:

  •     efficienza e rendimento elevato: notevole rapporto tra flusso luminoso e potenza radiante (lumen/watt), con consumi ridotti di energia;
  •     lunga durata: anche con frequenti accensioni e spegnimenti, vanta in media un ciclo di vita 4 volte superiore a quello delle migliori lampade a risparmio energetico;
  •     non contiene sostanze nocive o tossiche;
  •     emette trascurabili radiazioni UV e IR;
  •     riduce la quantità di materiali necessari alla realizzazione della lampada alleggerendo approvvigionamento e produzione sul piano industriale;
  •     ingombri e peso ridotti, che agevolano l’installazione di sistemi completi;
  •     eco-friendly: i (pochi) componenti del LED sono facilmente disaggregabili, smaltibili e riciclabili;
  •     modularità: le basse potenze e i minimi ingombri consentono un uso aggregato della fonte luminosa con positive ripercussioni su flessibilità e personalizzazione dell’impianto.

 

Una volta approfonditi i plus di un progetto illuminotecnico a LED, non resta che sbizzarrirsi tra le tipologie di prodotto e i marchi più adatti alla specifica realizzazione.

 

AS Solar è distributore ufficiale dei prodotti per l'illuminazione a LED Panasonic. Clicca QUI per scoprire la gamma completa.

 

Fonte: https://www.elettricomagazine.it/

L'iniziativa dell'associazione ecologista, insieme a Repubblica, per segnalare i rifiuti in plastica sulle spiagge, sui fondali o che galleggiano sulla superficie dei mari italiani

La plastica che soffoca i mari non può essere abbandonata. E la tecnologia può aiutarci a recuperarla. Da oggi sarà possibile segnalare la presenza di rifiuti in materiale plastico sulle spiagge, sui fondali o che galleggiano sulla superficie delle acque italiane. Si chiama Plastic Radar il servizio che Greenpeace inaugura permettendo a tutti di utilizzare la più comune applicazione di messaggistica istantanea, Whatsapp, per inviare le segnalazioni al numero +39 342 3711267.

Oltre che sul sito plasticradar.greenpeace.it, i risultati saranno disponibili in tempo reale anche su Repubblica.it. Si potranno scoprire quali sono le tipologie di imballaggi più comuni nei mari italiani, a quali categorie merceologiche appartengono, se sono in plastica usa e getta o multiuso e da quali mari italiani arriva il maggior numero di segnalazioni

"Le spiagge e i fondali marini sono soffocati dalla plastica. Con questa iniziativa invitiamo tutti gli amanti del mare a non rassegnarsi a convivere con la presenza di rifiuti in plastica ma ad accendere i riflettori su questo grave inquinamento che rappresenta una delle emergenze ambientali più gravi dei nostri tempi", dichiara Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Italia.

L'iniziativa è alla portata di tutti, basta avere un telefono cellulare su cui sia installata l'applicazione Whatsapp e, una volta ritrovato un rifiuto in plastica sulle spiagge, sui fondali o sulla superficie dei mari italiani, segnalarlo al numero di Greenpeace tramite l'applicazione. Per effettuare una segnalazione sarà necessario scattare una foto del rifiuto e, se possibile, fare in modo che sia riconoscibile il marchio e il tipo di plastica di cui è costituito.

Successivamente va inviata a Greenpeace, insieme alle coordinate geografiche del luogo dove è stato individuato il rifiuto. Ogni segnalazione viene elaborata da Greenpeace e i dati relativi a tipo di rifiuto e posizione saranno disponibili onlline in forma aggregata, nell'arco di 24-48 ore.

"L'iniziativa, oltre a far luce sui rifiuti in plastica più presenti nei mari italiani, vuole individuare anche i principali marchi che, da anni, continuano a immettere sul mercato enormi quantitativi di plastica, principalmente usa e getta, non assumendosi alcuna responsabilità circa il suo corretto riciclo e recupero", spiega Ungherese.

"Se vogliamo fermare l'inquinamento da plastica nei nostri mari, è necessario che le grandi aziende affrontino concretamente le loro responsabilità, in particolare riguardo la plastica monouso, avviando immediatamente programmi che riducano drasticamente il ricorso all'utilizzo di imballaggi e contenitori in plastica usa e getta", conclude.

Nei mesi scorsi Greenpeace ha lanciato una petizione (no-plastica.greenpeace.it), sottoscritta da più di un milione di persone in tutto il mondo, in cui si chiede ai grandi marchi come Coca-Cola, Pepsi, Nestlé, Unilever, Procter & Gamble, McDonald's e Starbucks di ridurre drasticamente l'utilizzo di contenitori e imballaggi in plastica monouso.

 

Fonte: http://www.repubblica.it/

La Giornata mondiale dell'ambiente organizzata ogni anno delle Nazioni Unite il 5 giugno, vuole incoraggiare la consapevolezza e l'azione a livello mondiale per la protezione dell'ambiente

Come ogni anno dal 1972 il 5 giugno è la Giornata globale dell’ambiente, appuntamento importante promosso all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e che coinvolge più di 100 paesi in difesa dell’ecosistema. Si tratta di un’occasione di confronto sui temi della sostenibilità ambientale, della salvaguardia del pianeta e della diminuzione delle emissioni di CO2.

Il tema scelto dall’ONU per il 2018 è la Lotta alla plastica monouso", mentre il paese simbolo è l’India.

Obiettivo di questa edizione è sensibilizzare Governi e cittadini a cercare alternative all’eccessivo utilizzo della plastica monouso, con le gravi conseguenze ambientali che ciò comporta.

Secondo le stime dell’UNEP annualmente a livello globale si usano 500 milioni di buste di plastica e 13 milioni di tonnellate di rifiuti plastici finiscono negli oceani: è una vera e propria emergenza che sta distruggendo i mari e gli oceani, con conseguenze anche su ciò che noi mangiamo e beviamo: le stime dicono che il 90% di acqua in bottiglia e l'83% di acqua di rubinetto contengono particelle di plastica.

Nel mondo, le materie plastiche rappresentano l'85% dei rifiuti marini. Sotto forma di microplastica sono presenti anche nell'aria, nell'acqua e nel cibo e raggiungono perciò i nostri polmoni e le nostre tavole, con effetti sulla salute ancora sconosciuti. Affrontare il problema della plastica è una necessità, che può dischiudere nuove opportunità di innovazione, competitività e occupazione.

Se è vero che l’uso di sacchetti di plastica non biodegradabile è in forte diminuzione, non si può non considerare che più o meno ogni minuto, nel mondo, vengono acquistate 1 milione di bottiglie di plastica che in gran parte non viene riciclata, perché si tratta di un materiale difficile da recuperare mentre sono necessari 100 anni per la degradazione della plastica nell'ambiente.

La Giornata dell'Ambiente vuole essere un’occasione che ispiri innovatori, attivisti e leader di tutto il mondo non solo a sviluppare tecnologie per ripulire le plastiche esistenti, ma anche promuovere un dialogo che porti a nuovi modelli per la produzione di materie plastiche e il relativo consumo.

A conferma che si tratti di un tema importante e da affrontare a livello mondiale, un recente rapporto dell'Ocse sul mercato della plastica riciclata evidenzia che in tutto il mondo viene riciclato solo il 15% dei rifiuti di plastica, il 25% viene bruciato in inceneritori o termovalorizzatori e il restante 60% va in discarica, viene bruciato all'aperto (rilasciando inquinanti e gas serra) o finisce nell'ambiente. Se l’Unione europea ricicla circa 30% in media dei rifiuti di plastica, il dato degli Stati Uniti è del 10%, ancor più basso quello relativo ai paesi in via di sviluppo. Al mondo la produzione di plastica nuova è 8 volte quella della riciclata, perché ancora oggi è economicamente più conveniente produrre nuova plastica.

La Commissione europea nei giorni scorsi ha presentato un progetto di direttiva sulla riduzione dell’inquinamento per i prodotti di plastica monouso per ridurre i rifiuti marini. La direttiva in particolare propone nuove norme di portata unionale per i 10 prodotti di plastica monouso che più inquinano le spiagge e i mari d'Europa e che rappresentano il 70% dei rifiuti marini e per gli attrezzi da pesca perduti e abbandonati. Saranno dunque messi al bando i prodotti di plastica monouso per i quali sono facilmente disponibili soluzioni alternative, mentre si limiterà l'uso di quelli di cui non esistono valide alternative riducendone il consumo a livello nazionale; i produttori dovranno poi rispettare requisiti di progettazione ed etichettatura e sottostare a obblighi di gestione e bonifica dei rifiuti.

Il prossimo 5 giugno, per celebrare la giornata mondiale dell'ambiente, la Commissione lancerà anche una campagna di sensibilizzazione a livello di UE per puntare i riflettori sulla scelta dei consumatori e sul ruolo che hanno i singoli cittadini nella lotta contro l'inquinamento da plastica e i rifiuti marini.

 

Fonte: >http://www.infobuildenergia.it/

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