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Da oggi OMNIKITALY S.r.l. permette agli Installatori che si contraddistinguono per competenze professionali nel campo delle energie alternative e nell’efficienza energetica, di entrare a far parte della propria rete di “Installatori Autorizzati OMNIK”.


Perché diventare "Installatore Autorizzato OMNIK"?
 

- Visibilità

Utilizzo del logo “Installatore autorizzato Omnik” all’interno dei documenti e/o comunicazioni aziendali come segno distintivo di competenza e professionalità nel territorio, che rafforza l’immagine dell’installatore agli occhi dei clienti utilizzatori.
 
- Web e marketing

Ogni "Installatore Autorizzato" potrà inviare all’ufficio marketing di OMNIKITALY S.r.l. le referenze dei propri impianti realizzati con inverter OMNIK che verranno pubblicate nell’area dedicate del portale, includendo per ogni impianto il logo ed i riferimenti di contatto dell’installatore.
 
- Inoltro richieste clienti

OMNIKITALY S.r.l. effettuerà delle campagne pubblicitarie su WEB per aumentare la visibilità del proprio marchio. Le richieste ricevute direttamente dai clienti finali saranno inoltrate agli Installatori Autorizzati OMNIK dando priorità alla copertura territoriale dell’Installatore, disponibilità, capacità installativa.
 
- Offerte promozionali

Offerte vantaggiose riservate esclusivamente agli installatori aderenti.
 
- Listino prezzi riservato

Agli installatori autorizzati sarà concessa una scontistica riservata sui prodotti a marchio OMNIK in accordo con il proprio Distributore scelto in fase di registrazione.
 
- Supporto marketing

Supporto per la partecipazione ad eventuali fiere locali e per iniziative promozionali nella zona dell’installatore aderente
 
- Comunicazione

OMNIKITALY S.r.l. comunicherà agli installatori aderenti tutte le novità aziendali, l’inserimento di nuovi articoli e gli aggiornamenti Firmware per i propri prodotti tramite apposite newsletter.       

- Formazione e aggiornamento

Possibilità di partecipare a convegni e corsi di formazione gratuiti organizzati durante l’anno.
 
- Supporto tecnico

Creazione GRATUITA di un portale dedicato per il monitoraggio degli impianti installati. Canale preferenziale per l’assistenza che comprende:
• Comunicazione diretta col centro assistenza tramite numerazione ordinaria;
• Priorità nell’evasione delle richieste di assistenza;
• Procedura per RMA semplificata per garantire maggiore flessibilità all’installatore;
• Supporto alla configurazione degli impianti fotovoltaici.

 

Come diventare Installatore Autorizzato OMNIK ?

Scaricare, compilare e sottoscrivere il “MODULO INSTALLATORE AUTORIZZATO” ed inviarlo all’indirizzo mail: sales@as-italia.com  

 

SCARICA IL FILE  PDF 

 

Per ricevere la nomina e per mantenere questa carica nel tempo, l'Installatore Autorizzato deve corrispondere a determinate caratteristiche e svolgere il lavoro secondo dati canoni qualitativi.

All’interno del file “MODULO INSTALLATORE AUTORIZZATO” sono presenti tutti i termini e le condizioni per l’adesione al programma.

 

Il Team di AS Solar è a disposizione per qualsiasi dubbio o necessità informativa.

 

Pubblicati i risultati di un interessante e innovativo studio sul fotovoltaico realizzato dall'Università italiana di Pisa e da quella olandese di Groningen   

Il Journal of Luminescence ha pubblicato i risultati di uno studio condotto in partnership dai ricercatori del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale Università di Pisa e dello Stratingh Institute for Chemistry and Zernike Institute for Advanced Materials dell’Università di Groningen in Olanda, che permette di migliorare l'efficienza delle celle fotovoltaiche di più del 10%, grazie all'utilizzo di innovative pellicole fluorescenti.

In particolare, ha commentato Andrea Pucci ricercatore dell’Ateneo di Pisa e autore dello studio insieme a Marco Carlotti, Giacomo Ruggeri e Fabio Bellina, il Gruppo di lavoro ha studiato "questi dispositivi plastici a basso costo che possono aumentare le prestazioni delle celle fotovoltaiche, in una superficie più piccola e contemporaneamente assicurano un abbattimento dei costi".

Le pellicole fluorescenti infatti raccolgono e concentrano più efficacemente la radiazione solare in celle fotovoltaiche di dimensioni ridotte, riuscendo ad aumentare di più del 10% le prestazioni di un concentratore solare luminescente a film sottile.

Il potenziale di questo studio è molto importante, basti pensare agli impatti di particolare interesse che potrebbe avere in edilizia e architettura per esempio nella realizzazione di finestre o anche pannelli colorati da utilizzare negli edifici e nei mezzi di trasporto. Soluzioni che oltre ad avere un impatto estetico innovativo e gradevole, garantiscono una più efficiente capacità di generare energia da parte delle connesse celle fotovoltaiche.

"Per arrivare a questo risultato, si legge nel comunicato dell'Ateneo, i ricercatori hanno introdotto una nuova disposizione a strati impilati degli elementi che costituiscono il concentratore solare luminescente accompagnata da fenomeni di trasferimento di energia via FRET. In particolare il gruppo dell’Università di Pisa è responsabile della preparazione di fluorofori non commerciali e nella preparazione e caratterizzazione del dispositivo plastico luminescente finale".

 

Fonte: http://www.infobuildenergia.it

E' quanto dichiarato dal viceministro dell’Economia Enrico Morando che, intervenendo a un convegno di Confedilizia, propone detrazioni più alte per interventi in contemporanea sul risparmio energetico e antisismici

I bonus per le ristrutturazioni non devono diventare "strutturali" per evitare che perdano di efficacia ma sarebbe opportuno "stabilizzarli" con un "allungamento dei tempi" perché la "scansione annua è troppo limitata", in particolare per incentivare "in contemporanea gli interventi sul risparmio energetico e quelli antisismici". Così il viceministro dell'Economia Enrico Morando a un convegno di Confedilizia, spiegando che si sta valutando anche di "innalzare" lo sconto se i due interventi vengono fatti insieme.

Morando ha annunciato anche che si sta ragionando per trovare "una procedura non fondata sulla detrazione Irpef che consenta anche agli incapienti di partecipare" alla ristrutturazione dei condomini "recuperando il vantaggio sul versante degli oneri da riscaldamento". La misura, da introdurre con la manovra, consentirebbe anche di rilanciare il settore dell'edilizia senza il quale è "difficile ipotizzare per il Paese una ripresa robusta e duratura"

 

Fonte: http://www.ansa.it

La previsione arriva da due ricercatori della Curtin University. La loro analisi è stata ripresa durante una conferenza a Sydney sulla trasformazione dei mercati energetici. Il costo del kWh del fotovoltaico con batterie diventerà sempre più competitivo rispetto al kWh pagato in bolletta.

La grid parity sta diventando realtà nella maggior parte dei principali mercati internazionali del solare e in molti di questi, Italia compresa, è già arrivata: cioè l’elettricità autoprodotta con il fotovoltaico costa già meno dell’elettricità acquistata dalla rete e pagata in bolletta.

Più lontana è la cosiddetta market parity, cioè il punto di pareggio tra il costo all’ingrosso del kWh generato dai grandi parchi fotovoltaici con il costo del kWh proveniente dagli impianti convenzionali.

C’è poi la grande incognita sulla grid parity del fotovoltaico abbinato a un sistema di accumulo elettrochimico.

In Italia, secondo le proiezioni di Deutsche Bank nel rapporto Crossing the Chasm, entro il 2020 l’energia autoprodotta con pannelli solari e stoccata in batterie costerà fino a un terzo in meno in confronto al kWh pagato al contatore.

Ci sono paesi in cui la convenienza del fotovoltaico con storage è destinata a emergere ancora più velocemente. In alcune zone dell’Australia, ad esempio, il solare FV con accumulo sarà capace di battere la rete tradizionale già nel 2017.                      

La discussione ha tenuto banco all’Energy Disruption Conference, che si è svolta a Sydney alla fine di agosto, quando David Martin, amministratore delegato della start-up Power Ledger, ha presentato le analisi di Jemma Green e Peter Newman della Curtin University.

Il prossimo anno, sostengono i due ricercatori, il costo del kWh del fotovoltaico con batterie sarà inferiore al costo del kWh in bolletta. L’esempio è riferito al solare con storage vs la tariffa base domestica A1 proposta dall’operatore Synergy nel Western Australia.

Da qui può partire una serie di considerazioni. La prima è che la costante discesa dei prezzi dei sistemi fotovoltaici e, soprattutto, delle batterie, continuerà ad avvicinare il momento della grid parity per il solare “completo” (con storage e senza incentivi).

La seconda è che, ovviamente, tale parità non comporterà immediatamente una fuga dalla rete, per diversi motivi, che potremmo riassumere nei “benefici intangibili” assicurati dal collegamento al network tradizionale.

Benefici che possono essere sintetizzati in sicurezza e stabilità della fornitura elettrica: l’utente, infatti, dovrebbe spendere cifre molto elevate per sovradimensionare il sistema di storage e riuscire così a fronteggiare i picchi di domanda, in particolare nelle giornate più nuvolose o nelle ore notturne. Ma sul lungo termine, però, è facile immaginare che l’energia autoprodotta e immagazzinata nelle batterie sarà sempre di più.

Secondo David Martin, il fotovoltaico con accumulo in Australia potrebbe rendere autosufficiente un’utenza domestica fino al 95% della sua richiesta energetica, contro un 40% circa raggiungibile con i soli pannelli senza un dispositivo di storage. A quel punto la maggior parte della domanda elettrica sparirebbe dalla rete finendo “dietro il contatore” (behind the meter).

Tornando all’esempio iniziale dei costi del kWh nel Western Australia, si può stimare che le utilities potrebbero perdere fino a cento milioni di dollari (australiani) di ricavi a causa dell’energia autoprodotta dai clienti residenziali, perdite che potrebbero essere compensate unicamente aumentando del 20% circa i costi di rete per tutte le altre utenze.

Evidente, insomma, che le fonti rinnovabili con accumuli integrati siano pronte a rivoluzionare il mercato elettrico, partendo dai paesi più soleggiati e con i costi del kWh in bolletta più elevati. E, nel breve periodo si potrà assistere ad approcci difensivi delle società elettriche che rischiano di perdere ampie fette di mercato.

 

Fonte: http://www.qualenergia.it

In Europa l’energia eolica costa il 30% in meno di quella nucleare. Merito della crescita record del segmento offshore che nei primi 6 mesi del 2016 ha attirato 14 miliardi di euro in nuovi investimenti

L’eolico ha ufficialmente superato il nucleare come opzione più conveniente nell’Europa del Nord. Qui il costo dell’elettricità dal vento è oggi il 30% inferiore a quella ottenuta dall’atomo e il merito è tutto da attribuire agli impianti marini. È in questo settore infatti che si sono concentrati i maggiori investimenti verdi del vecchio continente nei primi sei mesi del 2016. I dati pubblicati da WindEurope (ex EWEA) mostrano cifre record: da gennaio a giugno di quest’anno l’eolico offshore ha attirato ben 14 miliardi di euro in nuovi investimenti. E quasi tre quarti dei quali riconducibili unicamente al Regno Unito.

Se si osservano da vicino i numeri si scopre pero che, a fronte dei nuovi flussi di denaro, la crescita sul campo non si è registrata tanto nella capacità istallata quanto nella dimensione delle turbine. Confrontando primi sei mesi del 2015 con quelli del 2016, si nota come il volume di nuovi impianti connessi alla rete quest’anno (511 MW) rappresenti solo il 78% di quanto registrato nel 2015. Solo la Germania (258 MW) e Paesi Bassi (253 MW) hanno aggiunto nuova capacità nei primi 6 mesi.

“I numeri da record del 2016 – commenta Giles Dickson, CEO di WindEurope – mostrano un chiaro impegno da parte dell’industria eolica offshore. Ci aspettiamo che le installazioni crescano in modo significativo nel 2017, ma ci sono ancora moltissime sfide là fuori da affrontare. Non ultimo, l’incertezza sui futuri volumi e sulla regolamentazione in molti mercati chiave per il periodo successivo al 2020”.

Attualmente la capacità installata di eolico offshore in Europa è pari a 11.538 MW attribuibile a 82 wind farm in 11 paesi. Ma ora che investitori istituzionali hanno iniziato a modificare le proprie scelte di investimento favorendo imprese e progetti che supportano lotta al cambiamento climatico, gli analisti si aspettano evidenti effetti collaterali nel campo del vento: entro il 2030 i parchi eolici potrebbero fornire il 7% dell’energia di cui l’Europa ha bisogno. Ad aiutare sarà sicuramente il Memorandum of Understanding firmato nel mese di giugno dai ministri dell’energia provenienti da nove paesi europei finalizzato a migliorare la loro cooperazione in materia eolico marino. Così come la dichiarazione di intenti firmata, in parallelo, da 11 società energetiche per ridurre i costi dell’off-shore al di sotto di 80 euro / MWh entro il 2025.

 

Fonte: http://www.rinnovabili.it

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